PROTECTAweb

Appello al Governo da parte del Coordinamento FREE per la crisi energetica

“Con il petrolio tornato sopra i 100 dollari al barile, il gas sui livelli più alti dal 2023 e un inverno alle porte con stoccaggi europei bassi, chiediamo al Governo di mettere efficienza energetica, fonti rinnovabili ed elettrificazione dei consumi al centro della risposta alla crisi energetica dovuta alla guerra in Medioriente. Sono le leve più rapide per ridurre consumi e importazioni e le uniche che producono benefici strutturali, invece di sussidi destinati a esaurirsi con l’emergenza”, affermano dieci associazioni del settore, AICARR, ARSE, AssoEGE, ATER, Distretto Pugliese La Nuova Energia, Federidroelettrica, FIRE, Kyoto Club, Legambiente e ITALCOGEN, tutte aderenti al Coordinamento FREE. Appello condiviso anche da Ecofuturo.

Il mutato quadro geopolitico impone di mettere la sicurezza energetica sullo stesso piano della competitività e della decarbonizzazione. Occorre ripensare il sistema energetico perché sia più resiliente e meno vulnerabile alle interruzioni degli approvvigionamenti.

Oggi l’Italia resta troppo esposta. Secondo i dati Eurostat, nel 2024 il gas copriva il 42% dei consumi finali dell’industria (9,7 Mtep su 22,9) e il 41% di quelli di residenziale e terziario (19,3 Mtep su 46,6), mentre i trasporti dipendevano per il 92% dai prodotti petroliferi. A questa esposizione diretta si somma quella indiretta: il peso del gas nella generazione elettrica trasferisce ogni rincaro del metano sul prezzo dell’elettricità pagato da famiglie e imprese (nel periodo gennaio-luglio la quota di produzione netta da gas naturale è stata del 54%, fonte Terna).

Efficienza energetica, rinnovabili ed elettrificazione sono la risposta attuabile già nel breve periodo, insieme a una riforma delle regole di mercato e delle connessioni che trasferisca agli utenti i benefici delle fonti a basso costo.

L’elettrificazione efficiente degli usi finali – pompe di calore, processi industriali, mobilità – insieme alla flessibilità della domanda e ai sistemi di accumulo (elettrici e termici) consente di spostare quote crescenti di consumi dai combustibili importati all’energia prodotta sul territorio.

Con un deficit 2025 al 3,1% del PIL e il Paese ancora nella procedura per disavanzo eccessivo, la scelta degli strumenti conta quanto quella degli obiettivi: servono meccanismi ad alto effetto leva e a basso costo per la finanza pubblica – aste competitive, meccanismi di mercato, garanzie e fondi rotativi – capaci di mobilitare investimenti privati e di ridurre in modo permanente la fattura energetica estera.

Chiediamo quindi al Governo di:

  1. lanciare subito, in vista dell’inverno, una campagna nazionale rivolta a famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni sui comportamenti e sugli interventi di efficienza e rinnovabili a rapido ritorno, come leva di competitività, sicurezza energetica e decarbonizzazione;
  2. recepire senza ulteriori rinvii le direttive EED (UE 2023/1791) ed EPBD (UE 2024/1275), i cui termini sono scaduti rispettivamente l’11 ottobre 2025 e il 29 maggio 2026, applicando in modo sostanziale il principio «efficienza energetica al primo posto». Il ritardo lascia nell’incertezza le imprese chiamate alle nuove diagnosi energetiche e rinvia gli impegni per la pubblica amministrazione, dalla riduzione dei consumi dell’1,9% annuo alla riqualificazione del 3% annuo della superficie degli edifici pubblici;
  3. emanare in tempi brevi il decreto FER-T per il calore rinnovabile nei processi produttivi, aumentando la dotazione prevista nella bozza recentemente circolata – 60 milioni di euro sono assolutamente insufficienti rispetto alle esigenze – e fissando tempi certi per il provvedimento dedicato agli interventi di maggiori dimensioni e per l’utilizzo di potenza elettrica rinnovabile per soddisfare i carichi termici dei settori industriale e civile, in linea con le direttive e gli stanziamenti europei (come il fondo da 1 miliardo di euro per l’elettrificazione del calore industriale previsto dalla IF26 Heat Auction dell’Innovation Fund, prossima al lancio);
  4. avviare le aste dei certificati bianchi, adottando il decreto previsto dall’art. 17 del D.M. 21 luglio 2025, per sostenere la riqualificazione dei processi industriali che il meccanismo ordinario non riesce a supportare adeguatamente;
  5. accelerare il rinnovo del Fondo nazionale per l’efficienza energetica, rafforzandone la dotazione e semplificandone l’accesso per PMI, ESCo e pubbliche amministrazioni;
  6. assicurare nella prossima legge di bilancio un quadro stabile e pluriennale per le detrazioni fiscali sugli interventi di efficienza energetica – riportando le aliquote dell’ecobonus a livelli efficaci e rafforzando le dotazioni del Conto Termico – orientando le risorse verso gli interventi con il miglior rapporto tra risparmio conseguito e costo pubblico, così da dare a famiglie, imprese e filiere la prevedibilità necessaria a investire;
    1. integrare le risorse che saranno stanziate con il recepimento della Direttiva EPBD con quelle del Piano Sociale per il Clima, per poter avviare politiche strutturali e di lungo termine e per far fronte ad alcune attuali lacune del Piano, quali ad esempio la mancanza di risorse per interventi di efficienza energetica ed elettrificazione in favore di famiglie vulnerabili residenti in edilizia privata e di microimprese, proteggendole dai rincari in modo permanente anziché con sostegni temporanei alle bollette.

    Tutte le associazioni confermano la disponibilità a collaborare con il Governo e i Ministeri competenti per tradurre rapidamente in pratica queste misure.

Exit mobile version