Un «fondo di modernizzazione» per migliorare i sistemi energetici negli Stati membri a basso reddito, e regole più severe per i finanziamenti UE che non potranno più andare a progetti industriali alimentati a carbone (ad eccezione dei sistemi di teleriscaldamento negli Stati membri più poveri). Questi alcuni degli effetti della legge approvata dal Parlamento Europeo nel quadro dei provvedimenti per dare attuazione agli accordi della COP21 di Parigi, la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico.
In particolare, la legge incentiva lo sviluppo di progetti di innovazione a basse emissioni, come rinnovabili e cattura e stoccaggio del carbonio. Attualmente in Europa vige il sistema ETS, che prevede una soglia massima di gas a effetto serra che può essere emessa dai settori interessati dal sistema. Entro questa soglia, le imprese UE ricevono o acquistano «quote di emissioni» (ovvero permessi di emissione di CO2) che possono, se necessario, scambiare tra loro.
“Il sistema ETS rimane la pietra angolare della politica della UE di lotta al cambiamento climatico. Abbiamo fatto del nostro meglio per concordare un aggiornamento ambizioso” ha commentato Julie Girling, relatrice della legge. “L’ETS ha avuto molti detrattori nel corso degli anni. Abbiamo affrontato molti problemi, dal prezzo del carbonio chiaramente troppo basso per far funzionare il mercato, alla difficile questione dell’equilibrio tra la nostra ambizione ambientale e la protezione dell’industria europea ad alta intensità energetica”.
La legge inoltre punta a prevenire la «rilocalizzazione delle emissioni di carbonio», ossia il rischio che le imprese possano delocalizzare la produzione al di fuori dell’Europa, in paesi con regole meno stringenti in materia di riduzione delle emissioni. I settori a più alto rischio riceveranno gratuitamente le loro quote ETS, mentre i settori meno esposti riceveranno gratuitamente un 30% di quote in più.
Il testo, approvato a larga maggioranza (535 voti favorevoli, 104 contrari e 39 astensioni), sarà ora inviato al Consiglio europeo per l’adozione formale prima dell’entrata in vigore.
