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COMITATO IFI: UNO SCHIAFFO ALL’ITALIA

Nell’ambito dello smaltimento dei moduli fotovoltaici, l’ulteriore proroga di 3 mesi per conformarsi alle disposizioni del IV° e V° Conto Energia risulta penalizzante per chi, come i produttori nazionali di moduli FV, ha investito ingenti risorse per ottemperare alle specifiche prescrizioni nei tempi e nei modi dettati dalla normativa


La proroga di tre mesi concessa per conformarsi alle disposizioni del IV° eConto Energia suona come un affronto all’impegno dell’industria italiana che ha investito con sacrificio per adattarsi alle prescrizioni e rientrarvi nei tempi stabiliti: “La proroga ha l’effetto di uno schiaffo all’industria nazionale dei moduli FV, avvantaggiando invece quei consorzi, produttori e importatori appartenenti a gruppi multinazionali, per lo più cinesi”. A scatenare l’inferno verbale è l’IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane) per voce del suo Presidente Alessandro Cremonesi.

“Questa extra-proroga di tre mesi – ha dichiarato – concessa a chi dopo oltre 6 mesi di periodo transitorio non ha investito adeguatamente per ottemperare ai requisiti previsti, ha l’effetto di uno schiaffo da parte del Ministero dello Sviluppo economico all’industria nazionale dei moduli FV, in regola già dal primo giorno di entrata in vigore delle prescrizioni normative (1 luglio 2012)”.

“Da oltre un anno – ha sottolineato – avevamo sviluppato un accordo con il Consorzio COBAT con l’intento di presentare l’industria nazionale con tutte le carte in regola per rispondere nei tempi e nelle modalità richieste a quanto previsto dalle norme in materia di smaltimento. I produttori nazionali di celle e moduli fotovoltaici hanno investito in questo periodo ingenti risorse capitali e umane per attivare sistemi di tracciabilità di prodotto e di gestione del fondo comune (Trust), così come prescritto nelle Regole Applicative del GSE già dallo scorso 22 giugno (Regole Applicative GSE – rev. 3 – DM 5 maggio 2011) e successive modifiche”.

“È evidente – ha concluso Cremonesiche gli effetti di questa extra-proroga vadano a totale vantaggio di sistemi e consorzi di smaltimento non ancora pronti a soddisfare tutti i requisiti di conformità alla normativa vigente, che annoverano tra i loro aderenti grandi gruppi esteri di produttori e importatori per lo più cinesi. Prendiamo atto che, anche in quest’occasione, le istituzioni nazionali, il cui ruolo naturale dovrebbe essere quello di tutelare e salvaguardare l’industria italiana e gli effetti occupazionali e di sviluppo delle comunità locali che essa stessa genera, abbiano ancora una volta disatteso le nostre aspettative di rigore ed imparzialità”.

 

[Redazione Protectaweb]

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