Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato oggi il decreto che modifica il meccanismo dell’«Energy Release». Il nuovo atto giunge a valle del confronto con la Commissione Europea, che aveva inviato all’Italia una “confort letter” nella quale la misura veniva ritenuta compatibile con il diritto europeo a fronte del recepimento di alcune modifiche.
La norma, nella versione già emanata nel corso del 2024, prevede l’anticipazione di energia a prezzo calmierato per i comparti industriali che ne fanno più elevato uso, a fronte dell’impegno nella realizzazione di impianti rinnovabili con i quali restituire, nei successivi venti anni, l’energia anticipata.
Il nuovo decreto prevede l’introduzione di una procedura competitiva per la selezione dei soggetti incaricati della realizzazione di nuova capacità di generazione e della restituzione dell’energia anticipata. Si interviene poi con l’inserimento di una clausola che evita l’eventuale sovra-remunerazione dell’investimento nello sviluppo di impianti a fonti rinnovabili al termine dei venti anni contrattuali, anche tenendo conto dell’anticipazione triennale dell’energia a prezzo calmierato.
Le integrazioni adottate tutelano il corretto funzionamento del mercato e sono in linea con l’obiettivo prioritario del MASE:
- non pregiudicare l’assegnazione dell’energia anticipata già avvenuta a marzo 2025;
- salvaguardare il legittimo affidamento degli operatori;
- mantenere la sostenibilità economica dell’operazione per i beneficiari.
Per il Ministro Pichetto Fratin “l’Energy Release 2.0 è uno strumento strategico per accompagnare lo sviluppo di nuova capacità rinnovabile in Italia e sostenere la competitività del nostro sistema industriale, in particolare delle imprese energivore. Abbiamo lavorato con la Commissione Europea con spirito costruttivo, ottenendo un risultato che rafforza la solidità giuridica e l’efficacia della misura, senza ritardi o ripercussioni sulle assegnazioni già effettuate”.
Il decreto – che sarà adesso trasmesso alla Corte dei Conti e quindi disponibile sul sito del Ministero una volta pubblicato in Gazzetta Ufficiale – nel confermare l’allocazione dell’energia anticipata a 65 €/MWh secondo le domande già accolte dal GSE a marzo scorso (559 istanze che hanno coinvolto 3.400 soggetti energivori e con un volume di energia elettrica richiesta che supera i 70 Terawattora), prevede lo svolgimento di una procedura competitiva aperta a tutti i soggetti interessati alla realizzazione della nuova capacità (energivori, aggregatori, produttori di rinnovabili, terzi delegati) e un meccanismo di compensazione economica e di clausola di estensione automatica dei contratti, nel caso in cui emerga un vantaggio economico residuo al termine del periodo ventennale.
