Sul tavolo del Consiglio informale congiunto Ambiente ed Energia di Milano, presieduto dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dal viceministro allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti, l’efficienza energetica e il pacchetto energia e clima per il 2030
A Milano i ministri europei dell’Ambiente e dell’Energia si sono confrontati sui temi scottanti dell’energia. Tra i protagonisti del dibattito il ruolo dell’efficienza energetica, che rappresenta un capitolo controverso nel grande libro dedicato al dibattito sugli obiettivi Ue 2020. Infatti, la riduzione dei consumi al 30% entro il 2030 proposta dalla Commissione a luglio, fa da spartiacque per gli stati membri tra chi sostiene l’obiettivo perseguibile e chi invece invita ad abbassare il tiro per rendere concreta la politica, senza il rischio di perdita della competitività industriale europea.
Correnti in contrasto anche in merito a quanto riportato nel pacchetto energia e clima per il 2030 dove la Commissione ha ipotizzato un taglio del 40% delle emissioni inquinanti e un aumento del 27% delle rinnovabili. L’onda anomala formatasi tra le correnti contrastanti si spera possa quietarsi in occasione del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre, quando i capi di stato e di governo discuteranno le strategie dell’Unione in materia di energia e clima.
La voce grossa del Ministro Galletti
Risuona come un appello il discorso del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti a margine dell’informale Ambiente-Energia di Milano. Il suo è un “avanti tutta” sull’efficienza: “L’efficientamento energetico serve a contribuire in modo determinante a diminuire le emissioni di Co2 in atmosfera ed è parte importante dell’accordo contro i cambiamenti climatici che affronteremo il 23 nel Consiglio Europeo e nelle prossime scadenze di Lima e Parigi. – sottolinea il Ministro – E’ anche però un grande aiuto a Paesi in termini di occupazione, crescita e rilancio dei consumi: fare efficienza energetica significa pesare meno sulle bollette delle famiglie europee e italiane. E’ lo strumento per rilanciare la crescita e rimettere in modo l’economia, specie quella piccola e piccolissima impresa in crisi anche per mancanza di liquidità. Parliamo di interventi anche piccoli su infissi, lampadine, caldaie: dal punto di vista occupazionale è un elemento indispensabile. Credo che su questo l’Europa debba avere posizione molto avanzata in termini di target: i Paesi devono capire l’importanza di questo strumento”.
Quindi rilancia l’immagine del Paese Italia, consapevole e responsabile nei confronti del pacchetto Clima-Energia: “il desiderio dell’Italia e della Presidenza italiana è raggiungere un accordo virtuoso che sia da esempio verso altri paesi extraeuropei piu dubbiosi su fattibilità di un’intesa globale – ha asserito il Ministro. I cambiamenti climatici non sono più un problema dei nipoti dei nostri nipoti, sono un problema nostro e dei nostri figli. Questo ci dice la scienza e sarebbe un errore gravissimo per la politica non rispondere a questo appello”.
Sulla base dei risultati del Quinto Rapporto di Valutazione presentati nel 2013 dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), dove la ormai “collaudata” ricerca scientifica in merito ai cambiamenti climatici attribuisce “al contributo umano le variazioni riscontrate in più componenti del sistema climatico” il Ministro Galletti disegna i contorni della politica energetica del futuro: “E’ chiaro che l’energia è il motore delle attività umane e della nostra economia, ma in futuro la crescita dovrà essere garantita con un minor consumo energetico e a costi ridotti. In tal senso, l’efficienza energetica è destinata a svolgere un ruolo fondamentale nella transizione verso un sistema energetico sostenibile, sicuro e competitivo incentrato su un mercato interno dell’energia. E la recente Comunicazione della Commissione Europea su «l’efficienza energetica e il suo contributo a favore della sicurezza energetica e del quadro 2030 in materia di clima ed energia» va in questa direzione, proponendo azioni concrete per ridurre la dipendenza energetica nel futuro prossimo e a lungo termine”.
Quindi, in merito all’obiettivo del 30% di risparmio energetico rispetto ai consumi al 2030 ricorda che “si associa una massa di investimenti pari a circa 900 miliardi di euro l’anno su base europea”.
Ma l’operazione efficientamento porta con se note dolenti: “ Molte soluzioni per l’efficienza, sia sul fronte elettrico che termico – sostiene Galletti – presentano un elevato grado di sostenibilità economica ma sono ancora scarsamente diffuse. Emerge infatti una oggettiva difficoltà a convogliare sugli investimenti in efficienza energetica un adeguato flusso di risorse finanziarie private. Più in particolare, l’accesso al credito è ostacolato da diversi fattori come la mancanza di informazione/expertise per la valutazione degli interventi, i tempi di rientro degli investimenti non sempre immediati, l’insufficienza patrimoniale da parte degli imprenditori. In questo contesto, sembra prioritario arrivare a generare il massimo effetto-leva sulle risorse finanziarie pubbliche disponibili attraverso l’uso delle garanzie, del co-finanziamento e di altri strumenti più complessi: per l’Italia ad esempio, è da questa prospettiva che si deve guardare alle gestioni del nuovo Fondo Nazionale per l’efficienza e del Fondo rotativo di Kyoto”.
Infine, nella considerazione conclusiva: “mi preme sottolineare che gli investimenti in efficienza energetica sono legati a prospettive di sviluppo economico, a posti di lavoro già creati e da creare, a miglioramenti non solo economici ma anche ambientali”.