Dare risposte concrete alla gestione dei rifiuti in chiave di economia circolare; guardare all’innovazione tecnologica in ottica di sinergia industriale tra i diversi settori; puntare su strategie sostenibili del territorio che mettano al centro la riduzione delle emissioni e il recupero di materie di scarto per la produzione di energia green e biometano questi i quesiti al centro del Convegno organizzato l’8 novembre, a Ecomondo, dal titolo «Economia Circolare e gestione dei rifiuti, il ruolo delle bioraffinerie. Termovalorizzazione, recupero di materia e nuove tecnologie per la transizione». L’evento, organizzato da Gruppo CAP, ha riunito le testimonianze delle istituzioni nazionali e locali tra cui Regione Lombardia e dei più importanti player del settore, da Utilitalia a Legambiente, passando per Herambiente e Gruppo Iren. Spunto di riflessione il progetto, unico in Italia, della Biopiattaforma di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, che porta la firma del gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano e di CORE S.p.A., il Consorzio Recupero Energetici.
Le dichiarazioni
Massimo De Rosa, Consigliere di Regione Lombardia: “L’economia circolare richiede investimenti in impianti, che possano creare posti di lavoro e soprattutto nuova ricerca, fondamentale per il nostro territorio. È importante quindi realizzarli e sostenerli tramite investimenti pubblici per superare la fase di transizione attraverso i termovalorizzatori che dovranno trattare la parte residuale del rifiuto. Questo passaggio durerà fino a quando non verranno progettati prodotti in grado di non generare rifiuti in assoluto. Questo è il futuro, l’economia lo ha compreso e si sta muovendo verso la giusta direzione”.
Roberto di Stefano, Sindaco di Sesto San Giovanni: “La città di Sesto San Giovanni ha una tradizione industriale che è nota nel mondo e ha saputo negli anni ripensarsi e cogliere le sfide dell’innovazione, conclude. Io ho avuto la fortuna di diventare Sindaco in un momento in cui sul vecchio termovalorizzatore giunto a fine vita si doveva prendere una decisione. Abbiamo scelto di non chiudere e di non investire in un ammodernamento. Al contrario abbiamo scelto di innovare trovando insieme a Gruppo CAP e a CORE una soluzione in grado di garantire sviluppo e crescita del territorio e migliori performance aziendali. Un progetto che non consuma suolo, che riduce le emissioni, salvaguarda i posti di lavoro e innova nella filiera dei rifiuti rendendola più sostenibile. Credo che la buona politica debba fare questo: promuovere la crescita e allo stesso tempo salvaguardare ambiente e qualità della vita dei cittadini”.