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IL NUOVO DESTINO DEI RIFIUTI CON POTERE CALORIFICO

Non più in discarica i rifiuti «virtuosi». Ma il passaggio verso una nuova destinazione deve essere graduale, ammonisce Federambiente, che intravede difficoltà di adeguamento per molte realtà italiane

 

I rifiuti con potere calorico devono minimizzare il loro ricorso in discarica. Questo in nome della loro vocazione a produrre energia, e quindi in linea con quanto disposto dalla gerarchia comunitaria dei rifiuti, che viaggia sul binomio: recupero di materia/recupero d’energia.

La mancata proroga per il destino in discarica di questi rifiuti contenenti potere calorifico (PCI) superiore a 13.000 kj/kg, potrebbe comunque avere un impatto negativo forte sulla gestione del loro smaltimento. Infatti da anni l’Italia concede proroghe non riuscendo a distogliere dalla discarica quasi la metà dei rifiuti prodotti ogni anno. Non è quindi possibile trascurare l’impatto immediato della gestione di questi «virtuosi» rifiuti, che rischia di essere devastante per tutte quelle realtà italiane del Nord e del Sud che hanno avuto finora necessità di smaltire i rifiuti in discarica e che non potrebbero provvedere, in poche ore, all’organizzazione di forme diverse di smaltimento. Per di più, resterebbe in campo la contraddizione per cui la discarica potrebbe essere usata soltanto per rifiuti non trattati. In tal modo si manterrebbe questa forma di smaltimento che invece a regime dev’essere superata.

Si rende quindi necessario innanzitutto, secondo quanto sottolinea Federambiente, un tempestivo provvedimento che gradualizzi l’efficacia di quanto ora disposto in modo da cogliere il risultato desiderato senza contraccolpi che potrebbero causare gravissime difficoltà in larga parte del Paese. Ciò in un quadro d’efficace pianificazione della gestione dei rifiuti in Italia.

 

[Redazione Protectaweb]
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