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LA CONFERENZA IUPAC SULLA «CHIMICA VERDE»

A Venezia, la conferenza internazionale fino all’8 settembre con 586 studiosi provenienti da 74 Paesi


In questo scenario, l’Italia è in questi giorni teatro di dibattito su sviluppo sostenibile, tutela dell’ambiente e del territorio e conservazione dei beni culturali. A Venezia, nella Conferenza internazionale Iupac (International Union of pure and applied chemistry), 586 studiosi provenienti da 74 Paesi si confronteranno fino all’8 settembre sulle frontiere della cosiddetta chimica verde, che sta imponendo in tutto il mondo nuove strategie di sviluppo.

I contributi scientifici sono suddivisi in cinque sezioni:

Green Materials

Green Bioprocesses

Green Industrial Processes and Molecular innovation

Green Energy

Green Policy

Sustainability and Safety

All’evento hanno preso parte grandi aziende – tra le altre CEFIK, CNR, Eni, Mapei, Pirelli, PhosAgro e Solvay- che hanno discusso delle best practices e della necessità di linee guida comuni per la produzione industriale,  e organizzazioni internazionali come UNESCO e OPCW (Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons).

Il Symposium UNESCO, organizzato insieme a IUPAC e a PhosAgro, avrà un impatto concreto sul patrimonio culturale italiano. In occasione della nomina del nuovo Direttore UNESCO Romain Murenzi, il Convegno proporrà il lancio di un programma che, con l’ausilio delle scienze naturali, rivolga un’attenzione specifica alla tutela e al restauro dei beni culturali, nel nostro Paese e all’estero.

La Conferenza IUPAC, che è organizzata in collaborazione con il Consiglio Nazionale dei Chimici e ha ottenuto il Patrocinio di sette Ministeri italiani e diverse istituzioni nazionali e internazionali, rappresenterà una cassa di risonanza internazionale per la messa al bando delle armi chimiche di distruzione di massa. Il programma della manifestazione è consultabile all’indirizzo www.greeniupac2016.eu. 

[Redazione PROTECTAweb]

[5 Set 2016]

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