Una nuova campagna sperimentale dell’Ente punta allo studio di sistemi di raffreddamento dei fluidi in movimento per applicazioni spaziali
Quattro ricercatori ENEA in volo, insieme ad altri scienziati europei, galleggiando nell’aria durante le parabole (30 al giorno per 3 giorni) dell’Airbus eseguite sui cieli di Francia, e nelle quali si realizzano intervalli di circa 20 secondi a gravità zero. L’obiettivo: effettuare esperimenti proprio in assenza di gravità. La nuova campagna di volo parabolico, condotta dai ricercatori ENEA a bordo dell’Airbus A300 della compagnia francese Novespace, è infatti volta a mettere a punto efficienti sistemi di trasferimento del calore che possano operare anche nello spazio, utili al corretto funzionamento di satelliti e stazioni spaziali. Gli esperimenti rientrano nell’ambito del progetto MANBO, finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea, ESA.
Gli esperimenti ENEA hanno riprodotto un classico fenomeno di ebollizione che avviene in un circuito di raffreddamento in uso su componenti e satelliti spaziali, e che consentirebbe di asportare il calore dove è necessario tramite un liquido a circolazione forzata (grazie ad una pompa).
In merito agli studi sui fluidi in movimento, questo esperimento rappresenta una novità perché al fluido refrigerante viene fornito artificialmente un campo elettrico tramite un elettrodocollocato al centro della tubazione, che ha la funzione di sostituire la forza di gravità assente in condizione di gravità zero con le forze del campo elettrico. L’obiettivo è controllare, tramite il campo elettrico, il fenomeno dell’ebollizione che avviene nel circuito di raffreddamento in modo da poterlo gestire in maniera simile a quanto si riesce a fare a terra. Questa sperimentazione rende possibile progettare lo scambiatore di caloresulla base delle conoscenze derivanti dal funzionamento a terra.
Tutti i dati sperimentali sui fenomeni di ebollizione sono stati raccolti dall’ENEA tramite sistemi hi-tech di automazione, sensori miniaturizzati avanzati e telecamere veloci: queste informazioni sono fondamentali per l’avanzamento tecnologico nella capacità di progettazione di scambiatori di calore per applicazioni spaziali, dai satelliti per telecomunicazioni alla Stazione Spaziale Internazionale.
Insieme all’ENEA partecipano al progetto le Università di Tolosa, Pisa, Darmstadt, Marsiglia, Bruxelles, la École Polytechnique Fédérale di Losanna, e le industrie Astrium, Thales Alenia Space, Hephaestus, Absolute System e Air Liquide.
[Redazione PROTECTAweb]
[13 Set 2014]