Il sequestro nei pressi di Roma di 5.000 bombole contenenti oltre 50 tonnellate di GPL non conformi agli standard di sicurezza, è stata l’occasione per Liquigas, oltre che per elogiare il lavoro svolto dalla Guardia di Finanza, per sottolineare l’importanza di sorvegliare su questo fenomeno per i rischi che comporta.
Per Liquigas, infatti, – che opera da oltre 80 anni sul territorio italiano come società leader nella distribuzione di GPL per uso domestico, commerciale e industriale – la sicurezza dell’utente domestico e industriale è da sempre una priorità, come dimostra il rigoroso processo di verifica che porta avanti (649.000 le bombole collaudate nel 2017).
Liquigas è quindi anche da tempo impegnata a contrastare la pratica del riempimento illegale delle bombole di GPL, sia direttamente sia in collaborazione con le autorità inquirenti.
“Per esperienza e radicamento territoriale, la nostra azienda è in grado di stimare che oltre il 20% del mercato totale di bombole di GPL commercializzate nel nostro Paese, in particolare nel Centro-Sud Italia, è caratterizzato da fenomeni di riempimento abusivo. Questa attività danneggia l’utente e l’intero comparto industriale del GPL, che è un combustibile apprezzabile da tanti punti di vista. Rappresenta ancora di più una pratica molto pericolosa per i cittadini, che non sempre sono consapevoli dell’importanza di acquistare solo bombole riempite secondo le norme di legge” ha dichiarato Andrea Arzà, Amministratore Delegato di Liquigas. “Nel sequestro operato dalla Guardia di Finanza sono state coinvolte anche bombole di nostra proprietà oggetto di attività illecita, arrecando un danno economico e reputazionale. Va sottolineato che il rivenditore è responsabile della vendita di prodotti acquisiti legalmente, in modo da garantire la sicurezza, la conformità e la provenienza. Invitiamo inoltre i consumatori a rivolgersi unicamente ai canali di distribuzione autorizzati”.
