Tensione nell’azienda di «Italo»? L’ingegner Giuseppe Sciarrone passa la mano, ma resta comunque nel CdA
Cambio al vertice in NTV. La società creata nel 2006, e che dal 2012 opera sulle tratte ferroviarie ad Alta Velocità, non è più guidata da Sciarrone, uno dei fondatori assieme a Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle e Gianni Punzo. Al suo posto subentra Antonello Perricone, che già dallo scorso anno prese il posto di Montezemolo in qualità di presidente.
Perché Sciarrone si è dimesso? La decisione accolta dal CdA, che ne ha preso atto «con grande dispiacere», deriva ufficialmente dalla necessità di mantenere, nell’azienda, una certa discontinuità gestionale: intendimento apprezzato dal CdA. Sciarrone resta comunque come azionista e membro del Consiglio di amministrazione della NTV, la più importante impresa ferroviaria privata europea, che rappresenta tuttora un caso unico, senza precedenti. Potrebbero tuttavia esserci dei retroscena, certamente legati alle difficoltà di sviluppo del progetto industriale: i treni «Italo», inconfondibili con il loro «rosso Ferrari», rappresentano una sfida concreta al monopolio delle FS. NTV è l’«Incumbent» – ovvero l’operatore che si affaccia sul mercato per la prima volta – che deve confrontarsi con un sistema «non perfetto», dove il gestore dell’infrastruttura ferroviaria è un’azienda (RFI) che è parte dello stesso gruppo cui fa riferimento la compagnia concorrente.
In occasione delle dimissioni di Sciarrone, sono state presentate le linee guida di un nuovo Piano industriale, che verrà discusso e presumibilmente approvato in una prossima riunione del consiglio, previsto verso la metà di novembre. «Il momento critico economico e le difficoltà indotte da una concorrenza ancora non sufficientemente tutelata dalle istituzioni», questo si legge nella nota di NTV, che non risparmia una critica al mercato italiano che, proprio per le ragioni esposte poc’anzi, non è ancora completamente aperto e liberalizzato. Tutte ragioni che «hanno persuaso il Consiglio a rivedere in parte Piani di sviluppo originari e a ridisegnare il modello organizzativo della governance per renderlo più snello e reattivo ai continui cambiamenti del mercato».
Nonostante questo, spiega il comunicato, la fiducia nel progetto resta forte: «il CdA ha riaffermato la validità del progetto NTV, la sua intatta fiducia nelle prospettive di sviluppo dell’impresa e la volontà di andare avanti con grande determinazione».