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SICUREZZA ALIMENTARE: OPERAZIONE FALSO BIO

Prodotti importati da Asia ed Est Europa, falsamente certificati come biologici, a volte ottenuti invece da OGM. Questa la truffa fermata da ICQRF e GdF di Pesaro. Sequestri preventivi per 35 milioni di euro

Importavano da Paesi terzi (Moldavia, Ucraina, India, ecc.) granaglie destinate al comparto zootecnico e, in alcuni casi, all’alimentazione umana (in particolare, soia, mais, grano tenero e lino), falsamente certificate come «bio», per poi rivenderle nell’ambito della Comunità europea a ignare aziende. A porre fine alla frode, con l’operazione «VERTICAL BIO» è stato l’Ispettorato Repressione Frodi (ICQRF) e la Guardia di Finanza di Pesaro, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato. Un totale di circa 150 uomini sono stati impiegati in diverse regioni d’Italia per inchiodare l’associazione a delinquere di carattere internazionale composta da diversi soggetti tra cui operatori inseriti appunto nel settore dei prodotti da agricoltura biologica. L’attività si colloca nel quadro delle azioni di controllo promosse a tutela del made in Italy e della leale concorrenza, attuate per assicurare un adeguato livello qualitativo e di sicurezza delle derrate alimentari, garantendo i consumatori e gli operatori onesti.

Nel corso delle indagini, durate circa due anni, in cui sono stati messi in campo complessi metodi di investigazione, dalle intercettazioni telefoniche alle analisi chimico-fisiche dei prodotti, alle ricostruzioni documentali, si è accertato che i soggetti indagati hanno commercializzato prodotti dichiarati come biologici, mentre in realtà in alcuni casi erano stati ottenuti con il contributo di organismi geneticamente modificati (OGM) ovvero contaminati con principi attivi chimici vietati in agricoltura biologica (tra cui un diserbante come il glyphosate e brachizzanti come il clormequat).

L’illecito in questione prevedeva addirittura che le società italiane coinvolte controllassero da un punto di vista tecnico e finanziario le realtà imprenditoriali operanti nei suddetti Paesi terzi sia gestendo i metodi di coltivazione dei prodotti che la certificazione biologica rilasciata dagli organismi di controllo preposti.

Eseguite 9 ordinanze di misure cautelari degli arresti domiciliari e la notifica di 4 misure interdittive del divieto di esercitare attività d’impresa nei confronti dei soggetti appartenenti all’associazione per delinquere. Contestualmente, sono stati eseguiti sequestri preventivi per «equivalente» per un ammontare complessivo di circa 35 milioni di euro corrispondenti all’illecito profitto derivante dall’attività fraudolenta; i sequestri sono stati eseguiti sui beni mobili, immobili, partecipazioni societarie e conti correnti riconducibili a 20 dei soggetti indagati, nonché sui beni aziendali di 6 società.

L’accusa contestata è di associazione a delinquere finalizzata alla frode nell’esercizio del commercio, aggravata dalla transnazionalità del reato commesso a danno di un prodotto di qualità regolamentata. L’attività di polizia giudiziaria è stata delegata e coordinata dalla dott.ssa Silvia Cecchi, Sostituto Procuratore della Repubblica di Pesaro. 

[Redazione PROTECTAweb]

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