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TERRA DEI FUOCHI IL 2% DELLE AREE È A RISCHIO

Bloccata la vendita dei prodotti ortofrutticoli dei terreni sospetti


Sono stati presentati, a Palazzo Chigi, i risultati delle indagini compiute dal Ministero delle politiche agricole nella cosiddetta Terra dei fuochi: su 57 comuni mappati le aree ritenute sospette rappresentano soltanto il 2%. Con Decreto interministeriale è stata, inoltre, bloccata la vendita dei prodotti ortofrutticoli dei terreni dei 51 siti classificati a rischio.

Tutelare la salute dei cittadini, garantire le imprese che operano sul territorio e salvaguardare l’ambiente. Con la firma di questo decreto vogliamo raggiungere questi obiettivi attraverso un percorso condiviso perché l’operazione che vogliamo portare avanti nella Terra dei fuochi è impegnativa e richiede il contributo di tutti per creare dei veri presidi di legalità”. Questo ha dichiarato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, durante la conferenza stampa tenuta insieme al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin e al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti.

Nelle more dell’esecuzione delle indagini dirette, il decreto prevede il divieto di immissione in vendita dei prodotti ortofrutticoli dei terreni classificati a rischio (classi di rischio 3 – 4 – 5). «L’immissione sul mercato delle singole colture è consentita ad almeno una di queste condizioni: a) che le colture siano state già oggetto di controlli ufficiali con esito favorevole negli ultimi 12 mesi; b) che siano state effettuate indagini, su richiesta e con spese a carico dell’operatore, dall’Autorità competente, con esito analitico favorevole».

Il decreto prevede, inoltre, che entro 90 giorni dovranno essere effettuate indagini atte ad individuare i terreni «no food», ossia quelli interdetti da produzione alimentare; quelli destinati solo a colture diverse dalla produzione agroalimentare in considerazione delle capacità fitodepurative e quelli destinati solo a determinate produzioni agroalimentari.

[Redazione PROTECTAweb]
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