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125 milioni per ricerca e impresa, pubblico e privato con MICS

Made in Italy Circolare e Sostenibile: il progetto relativo alla Missione 4 «Istruzione e Ricerca» del PNRR riceve 125 milioni di euro di fondi pubblici e privati per la ricerca e l’innovazione tecnologica dei settori Abbigliamento, Arredamento e Automazione-Meccanica. MICS presenta due bandi a cascata del valore complessivo di 18 milioni di euro

 

Grazie al suo esteso partenariato, finanziato dal MUR, Made in Italy Circolare e Sostenibile (MICS) porrà sul piatto 18 milioni di euro per due bandi. I primi 3 milioni di euro per finanziare gli enti di ricerca e le istituzioni accademiche pubbliche e private che saranno selezionate per il primo bando, relativo agli organismi di ricerca (vedi foto), mentre 15 milioni di euro saranno destinati a piccole, medie e grandi aziende che si impegneranno nella realizzazione di progetti concernenti le cosiddette tre «A»: Abbigliamento, Arredamento e Automazione-Meccanica.

MICS è uno dei protagonisti del progetto «Istruzione e Ricerca», relativi alla Missione 4 del PNRR e, con un totale di 125 milioni di euro ricevuti (114 milioni dallo stesso PNRR e 11 da privati), ha l’obiettivo, attraverso la pubblicazione di avvisi a cascata, di rendere il Made in Italy circolare, autonomo e sicuro ma, soprattutto, sostenibile sia nella fase di progettazione che durante produzione. Di questi, il 40% dei fondi pubblici è destinato alle iniziative in meridione, che in Italia rappresenta un’area di rilevante crescita tecnologica e industriale.

I due annunci sono stati ufficialmente introdotti durante l’incontro organizzato a Palazzo Brancaccio tra il 23 e il 24 di gennaio da MICS intitolato «Il Futuro è il nostro partner», e illustrati in presenza di Fabrizio Cobis, Responsabile Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).

I bandi per enti di ricerca ed università, e per le aziende

Il primo annuncio a cascata, dal valore di 3 milioni di euro, sarà completamente dedicato agli Enti di ricerca e alle Università pubbliche e private. I progetti, dal valore minimo di 150.000 euro e massimo di 500.000 euro, saranno finanziati integralmente e copriranno tutte le spese relative al personale, alle consulenze e alle attrezzature, fulcro del progetto di studio. Il bando durerà circa 30 giorni e, a seguito della domanda di partecipazione, una commissione composta da esponenti delle 8 aree tematiche (Spoke), si occuperà di esaminare e valutare le proposte in base a impatto atteso sulla sostenibilità sociale svolta nel sud d’Italia o nelle isole e la partecipazione di donne nel gruppo di ricerca. Superata la fase di verifica dei criteri di valutazione, il Politecnico di Milano, primissimo partner di MICS (https://www.mics.tech/), procederà informando i vincitori e inaugurando, quindi, la ricerca, scadenzata entro la fine del 2025, pena la perdita dei finanziamenti. Coloro che si iscrivono avranno 18 mesi di tempo per presentare gli esiti del loro progetto.

Il secondo annuncio a cascata dal valore complessivo di 15 milioni di euro è rivoluto alle imprese, dalle microscopiche alle grandi aziende, che possono optare per un’adesione singola o associandosi con ulteriori enti di ricerca, che a loro volta godranno di un quinto di budget. I lavori presentati devono essere stimati tra i 150 mila euro e il milione di euro. Le aziende, in questo caso, avranno 12 mesi di tempo per poter completare il progetto, che verrà premiato, sì, in base alle direttive relative alle tre «A», ma anche in base alla singolarità e la compatibilità con altri settori industriali, oltre ai settori dei partner.

Per l’appunto, i partner coinvolti sono molteplici e di rilievo. Tra quelli pubblici emergono il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Politecnico di Bari, Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, Università degli Studi di Bergamo, Università degli Studi di Bologna, Università degli Studi di Brescia, Università degli studi di Federico II di Napoli, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Palermo e Sapienza Università di Roma. Per ciò che concerne il partenariato privato, invece, troviamo i seguenti partner industriali: Aeffe, Brembo, Camozzi Group, Cavanna, Italtel, Itema, Leonardo, Natuzzi, Prima Additive, SACMI, SCM Group, Stazione Sperimentale dell’Industria delle Pelli e delle Materie Concianti, Thales Alenia Space.

Marco Taisch, Presidente di Made in Italy Circolare e Sostenibile (MICS), ha avviato i lavori il 23 gennaio: “I risultati ottenuti quest’anno da MICS – ha detto – seguono principalmente quattro direzioni trasversali nei settori di Abbigliamento, Arredamento e Automazione-Meccanica: la ricerca sui nuovi materiali dal recupero degli scarti della lavorazione delle pelli, agli smart material per i tessuti sportivi, lo sviluppo di soluzioni e piattaforme per aiutare le aziende di settori diversi a fare cross-fertilization, la trasformazione del modello di business verso un Made in Italy di servizi per vendere, oltre ai prodotti, anche le funzioni d’uso e know-how e, infine, le nuove forme di collaborazione che possano abilitare la fabbrica del futuro, per esempio fra produttori di macchinari standard e non.” Poi ha proseguito: “L’investimento in MICS è duplice: da un lato vengono inventati materiali e processi che le nostre aziende potranno utilizzare in futuro, dall’altro si formano persone con competenze necessarie per progredire tecnologicamente. Abbiamo infatti creato un gruppo di stakeholder con circa 250 soggetti tra aziende, associazioni di categoria, federazioni e cluster con i quali abbiamo creato una rete di comunicazione attiva e costante con la quale condividere i nostri risultati. L’utente finale è il tessuto industriale italiano”.

Il futuro dei settori delle tre «A»

L’evento è stata un’occasione di dibattito in merito alle sorti dei tre settori di preminenza delle industrie italiane (Abbigliamento, Arredamento e Automazione-Meccanica); ha, quindi, legato il mondo dell’industria a quello delle istituzioni: esperti e ricercatori impegnati a dibattere su una necessaria svolta del Made in Italy in senso ecologico e green. Durante le due giornate sono anche stati presi in considerazione e discussi i temi protagonisti dei progetti MICS. In base alla tematica scelta, i partner finiscono per collaborare poiché accompagnati da un percorso comune: gli 8 Spoke, che sono trasversali alle diverse industrie.

  • SPOKE 1: «Design digitale avanzato: tecnologie, processi e strumenti» guidato da Flaviano Celaschi, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.
  • SPOKE 2: «Strategie di eco-design: dai materiali ai sistemi prodotto-servizio (PSS)» guidato da Giuseppe Lotti, Università degli Studi di Firenze.
  • SPOKE 3: «Prodotti e materiali verdi e sostenibili da fonti non critiche e secondarie» guidato da Pierluigi Barbaro, Consiglio Nazionale delle Ricerche.
  • SPOKE 4: «Materiali intelligenti e sostenibili per prodotti e processi industriali circolari e aumentati» guidato da Domenico Caputo, Università degli Studi di Napoli Federico II.
  • SPOKE 5: «Fabbriche e processi a ciclo chiuso, sostenibili e inclusivi» guidato da Sergio Terzi, Politecnico di Milano.
  • SPOKE 6: «La manifattura additiva come fattore dirompente della Twin Transition» guidato da Federica Bondioli, Politecnico di Torino.
  • SPOKE 7: «Modelli di business innovativi e orientati al consumatore per catene di approvvigionamento resilienti e circolari» guidato da Ilaria Giannoccaro, Politecnico di Bari.
  • SPOKE 8: «Progettazione e gestione della fabbrica orientata al digitale attraverso l’Intelligenza Artificiale e gli approcci basati sull’analisi dati» guidato Daria Battini, Università degli Studi di Padova.

Tra i progetti discussi esaminati durante la prima sessione dell’evento, c’è la proposta risolutiva di una giovane ricercatrice universitaria, Alessandra Zanoletti. Denominato «AMELIE», il progetto rappresenta un nuovo approccio per il recupero di metalli a partire da batterie esauste composte da ioni di litio.

Il procedimento, spiegato anche dall’allegato grafico, è il seguente: a seguito del pre-trattamento delle batterie e della separazione della «black mass», si procede con il trattamento termico delle batterie in un forno a microonde apposito, che porterà proprio al recupero, e quindi al riciclo, dei metalli. I metalli subiscono una prima lisciviazione in acqua e a seguire una lisciviazione acida attraverso l’acido estratto dalla mela.

[ Maria Vittoria Cocozza ]

 

 

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