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Smart City: 17 miliardi di euro dai fondi del PNRR per 2,5 milioni di posti di lavoro

Unicusano nella nuova infografica sulll’innovazione urbana nelle smart city, getta un riflettore sulla situazione digitale delle città italiane con una prospettiva sulle applicazioni di tecnologie future. Agli investimenti di 17 miliardi di euro fa da contraltare la creazione di 2,5 milioni nuovi posti di lavoro

 

L’infografica evidenzia la situazione digitale delle città italiane, rilevando che Bergamo è la più avanzata, seguita da Bari, Napoli e Palermo nel Mezzogiorno. L’Italia si prepara a investire ingenti risorse, oltre 17 miliardi di euro, grazie ai fondi del PNRR, per sviluppare città ideali basate su un modello innovativo di vita quotidiana. Sebbene molte persone immaginino Milano, Bologna, Padova e Firenze come le città più innovative, Bergamo si aggiudica il titolo di smart city numero uno in Italia. Il Sud Italia mostra ancora un ritardo, sebbene con alcuni miglioramenti percentuali, come evidenziato da Bari, Napoli e Palermo.

Il futuro delle smart city promette un mercato in espansione, stimato in 900 milioni di euro, che coinvolgerà vari settori come infrastrutture di rete, sensoristica, piattaforme dati, applicazioni mobile e web. L’Unicusano sottolinea che questa trasformazione non riguarda solo l’aspetto economico ma porterà anche a un boom nell’occupazione, con la creazione di posti di lavoro specializzati.

La consapevolezza degli italiani e gli obiettivi delle amministrazioni

Ad ogni modo, nonostante gli sforzi di Governi e Unione Europea nel promuovere il concetto di smart city, solo il 50% degli italiani ha una chiara comprensione di cosa rappresenti. L’infografica mostra che i giovani e le persone appartenenti a una fascia economica medio-alta sono più consapevoli di questa tematica.  Comunque, il 68% della popolazione crede che, nei prossimi 10 anni, il proprio Comune vivrà un boom tecnologico.

L’intelligenza artificiale sarà il fulcro del progetto del futuro. Tuttavia, sorge la preoccupazione di creare sistemi basati su un approccio antropocentrico per garantirne l’etica e l’affidabilità, mantenendo il controllo degli uomini sulle macchine. L’89% delle amministrazioni pubbliche ha intenzione di concentrarsi su settori come IoT, intelligenza artificiale, mobility as a service, smart mobility, smart building e smart grid per contribuire alla digitalizzazione delle città. Grazie ai fondi del PNRR, il processo di transizione subirà un’accelerazione significativa, con risorse destinate alla rigenerazione urbana, servizi digitali, transizione ecologica e sicurezza stradale.

[ Maria Vittoria Cocozza ]