Italia Agrifood Innovation Hub ed Eatable Adventures hanno lanciato la nuova edizione dell’incubatore nazionale dedicato a ricerca, spin-off e startup early-stage. Fino a 10 progetti saranno selezionati per un percorso di 10 settimane tra formazione, mentorship e confronto con aziende e investitori, con l’obiettivo di trasformare l’innovazione scientifica in nuove opportunità d’impresa
Trasformare la ricerca scientifica in soluzioni concrete per il mercato, rafforzare il legame tra università e industria e sostenere la nascita di nuove imprese innovative nel settore agroalimentare. Sono questi gli obiettivi della seconda edizione di Foodtech Incubator, il programma nazionale promosso da Italia Agrifood Innovation Hub (ITAIH) in collaborazione con Eatable Adventures, tra i principali acceleratori Foodtech a livello globale. La Call4Projects (aperta il 15 settembre, resterà attiva per sei settimane), offre a ricercatori, spin-off universitari e startup nelle fasi iniziali un’opportunità per sviluppare il proprio potenziale tecnologico e imprenditoriale.
Dopo i risultati della prima edizione, che ha accompagnato 10 startup nel loro percorso di incubazione, il programma punta a selezionare fino a 10 nuovi progetti ad alto potenziale tecnico-scientifico. L’iniziativa nasce per affrontare una delle principali criticità del sistema italiano dell’innovazione: la difficoltà di trasferire le conoscenze sviluppate nei laboratori e nelle università verso applicazioni industriali scalabili e competitive.
Il comparto agroalimentare rappresenta un settore strategico per l’economia nazionale, con un peso superiore al 15% del PIL e un export che, secondo i dati richiamati da ISMEA, ha raggiunto il valore record di 73 miliardi di euro. Nonostante la presenza di competenze scientifiche e imprenditoriali di alto livello, il trasferimento tecnologico continua a rappresentare una sfida. Secondo il Report sullo Stato dell’AgriFoodTech in Italia 2025 di ITAIH, soltanto il 17,6% delle tecnologie nasce dalla collaborazione diretta con le università, mentre il 42,2% delle startup dispone già di brevetti depositati.
A queste difficoltà si aggiungono gli squilibri territoriali. Oltre il 70% degli spin-off universitari si concentra nel Centro-Nord, mentre il Mezzogiorno, che ospita il 44% delle imprese agricole italiane, fatica ancora a valorizzare pienamente il proprio potenziale innovativo. Per rispondere a queste criticità, ITAIH ha sviluppato un modello a rete nazionale, con un presidio a Verona e collegamenti con i poli del Sud Italia, pensato per favorire la diffusione delle competenze, sostenere l’imprenditorialità e avvicinare la ricerca alle esigenze del sistema produttivo.
La nuova Call4Projects si rivolge a iniziative che operano in cinque ambiti prioritari dell’innovazione agroalimentare: agricoltura innovativa, ingredienti e prodotti next-generation, economia circolare e upcycling, biotecnologie e nuovi processi produttivi, deep tech applicata alla filiera agroalimentare. I progetti candidati dovranno confrontarsi con alcune delle sfide più urgenti del settore: dalla digitalizzazione delle attività agricole alla risposta al cambiamento climatico, fino all’evoluzione delle abitudini alimentari e alla ricerca di un equilibrio più sostenibile tra salute umana e tutela del pianeta.
I team selezionati accederanno a un percorso di incubazione della durata di 10 settimane, previsto tra novembre 2026 e febbraio 2027.
Il programma combinerà formazione, mentorship e workshop, favorendo il confronto diretto con aziende, investitori ed esperti del settore. L’avvio è previsto con un bootcamp intensivo di due giorni in presenza presso l’Università degli Studi di Verona, mentre il percorso si concluderà a febbraio 2027 con il Demo Day, durante il quale i progetti saranno presentati a investitori, partner istituzionali e grandi aziende della filiera AgriFoodTech.
L’obiettivo è accompagnare le iniziative nelle prime fasi di sviluppo, fornendo strumenti manageriali, supporto nella tutela della proprietà intellettuale e occasioni di connessione con i potenziali partner industriali. In questo modo, le idee nate dalla ricerca potranno evolvere verso modelli d’impresa più strutturati, pronti ad accedere a successivi programmi di accelerazione e ad affrontare il mercato.
“Il trasferimento tecnologico rappresenta uno snodo strategico per convertire il patrimonio scientifico e imprenditoriale italiano in asset industriali competitivi a livello globale”, sottolinea Carlotta Candelaresi, Senior Accelerating Consultant di Eatable Adventures. “La seconda edizione di Foodtech Incubator – aggiunge – intende offrire a ricercatori, spin-off e startup early-stage un percorso concreto per superare le barriere che ostacolano il passaggio dalla ricerca al mercato, facilitando al contempo l’accesso delle imprese a tecnologie deep tech in grado di innovare e proteggere la filiera del Made in Italy”.
L’ecosistema alla base dell’iniziativa è promosso da ITAIH, nato dalla collaborazione tra Fondazione Cariverona ed Eatable Adventures, con il supporto dei partner dell’Hub, il Patrocinio di Federalimentare e il contributo scientifico dell’Università degli Studi di Padova, di Confagricoltura Verona, dell’Università degli Studi di Verona, dell’Università degli Studi di Foggia e di Best4Food, Centro di Scienza e Tecnologia Alimentare dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
La 2a edizione di Foodtech Incubator si propone quindi come un’opportunità per rafforzare la competitività dell’agroalimentare italiano, favorendo l’incontro tra ricerca, impresa e capitale e contribuendo a ridurre le distanze territoriali nell’accesso all’innovazione.
[ Alessandra Vitale ]
