La rassegna internazionale dell’agricoltura di Verona racconta le nuove sorprendenti tecnologie per la sicurezza, la sostenibilità e l’efficienza di un settore in evoluzione
•• Ci sono luoghi in cui la sicurezza del lavoro non può essere garantita. Ci sono macchine nate con la vocazione «eroica» di sostituirsi all’uomo nelle missioni più rischiose. Questi straordinari mezzi sono denominati «macchine fantasma», perché chi le guida è lontano e «loro» sembrano sbrigarsela da sole nelle condizioni più estreme. Fieragricola quest’anno a Veronafiere ha voluto dedicare a questa branchia di mezzi avveniristici un capitolo importante della sua 111° edizione, inaugurando quella che ha definito l’«era delle macchine fantasma». Il protagonista per eccellenza di questi mezzi era ospitato allo stand della Mdb di Lanciano, letteralmente preso d’assalto dagli agricoltori e dai contoterzisti.
Oggetti avveniristici in fiera
Si chiama «mini green climber» ed è una macchina radiocomandata per la manutenzione del verde. Si tratta della versione ridotta (1,3 metri di lunghezza e 1,3 metri di larghezza) di un modello più grande nato per esplorare e lavorare su terreni «scomodi» “L’habitat ideale dove il mezzo opera – racconta Rocco Amoroso della Mdb – è su terreni con una pendenza che arriva anche al 60%. L’ideale per gli alpeggi, le colline, i terreni inclinati dove è meglio che l’operatore non salga sul trattore, per questioni di sicurezza sul lavoro”.
“La missione è produrre di più e meglio – sintetizza il Presidente di Veronafiere, Ettore Riello – rispettando l’ambiente e riducendo i costi di produzione, spada di Damocle con la quale l’agricoltura italiana deve fare i conti, in uno scenario sempre più globale”.
Un contributo per ridurre il peso ambientale
Danno il buon esempio le imprese agricole italiane, secondo i dati UE, visto che solo il 5,4% delle emissioni inquinanti del nostro Paese provengono dall’agricoltura a fronte di una media europea più alta, attestata intorno al 10%.
La sostenibilità è, dunque, il comune denominatore della edizione di Fieragricola 2014.come dimostrano i nove padiglioni allestiti. La mostra è stata, ad esempio, l’occasione di illustrare il primo «manifesto della chimica verde» da parte di Sofia Mannelli, Presidente di Chimica Verde Bionet, e che sarà presentato ai Ministeri delle Politiche agricole e dell’Ambiente e alla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. Le opportunità di crescita del settore sono incoraggianti: si prevede infatti che entro il 2030 in Europa il 30% della produzione di composti chimici sarà bio-based, che il 25% dell’energia per i trasporti e che il 30% dell’energia elettrica e termica sarà generato dalle biomasse.
La chimica verde, già oggi, offre lavoro in Italia a 1.600 persone, “ma serve una regolamentazione del settore che porti ad una certificazione, presupposto per moltiplicare lo sviluppo delle filiere sostenibili”, spiega Sofia Mannelli.
«Dynamic show», macchine in movimento
In un grande spazio all’aperto Fieragricola presenta le nuove tecnologie… in movimento! Qualche virtuoso esempio di avanguardia tecnico-ambientale. Come le seminatrici a basso impatto ambientale, in grado di trasmettere in tempo reale all’agricoltore che guida in cabina gli ettari coltivati, la superficie coperta in un’ora di lavoro, la distribuzione combinata del concime e del seme. Novità anche dalla ditta veronese Breviglieri che presenta, invece, il nuovo erpice pieghevole: un attrezzo che arriva fino a otto metri di ampiezza di lavoro, ma rigorosamente per il «minimum tillage», che prepara il terreno di semina con la minima lavorazione.
La Caffini S.p.A. porta invece la sostenibilità nel vigneto, con il «Drift stopper», nuovo polverizzatore con pannelli recuperatori, studiato in collaborazione con l’Università di Padova. La macchina è in grado di recuperare fino al 95% del prodotto (agrofarmaco o fertilizzante), riducendo così l’impatto ambientale, ma anche i costi di gestione del vigneto.
Il vigneto green passa da Magis, il protocollo promosso nel 2009 da Bayer CropScience, Image Line, l’Università di Milano e che oggi coinvolge oltre 140 aziende vitivinicole.
A Fieragricola di Verona, nelle nuove aree dedicate al vigneto e al frutteto, è stato presentato il primo «Manuale della sostenibilità», che ha l’obiettivo di accompagnare le aziende agricole nel percorso verso l’eliminazione della presenza di contaminanti naturali o artificiali nel vino, partendo però dalla terra (grazie anche all’agricoltura di precisione).
“Per rilanciare il mercato delle vendite interno – afferma il Presidente di FederUnacoma, Massimo Goldoni – è necessario che anche i contoterzisti possano accedere alle misure dei Programmi di sviluppo rurale, che le Regioni stanno predisponendo per il periodo 2014-2020”, sposando così appieno la tesi di Leonardo Bolis di Confai e di Silvano Ramadori di Unima, le due più importanti associazioni di imprenditori agromeccanici a livello nazionale, che gestiscono oltre il 98% delle operazioni di raccolta delle commodities e svolgono il 70% delle operazioni meccanizzate in campo.
Roberta Di Giuli
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