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La stagione del biologico

Marche

Roberta Di Giuli • L’agricoltura biologica della regione Marche, supportata dal Consorzio Marche Biologiche, riflette una generale tendenza del Paese: l’aumento dell’8,8% degli acquisti domestici biologici

 

•• Virtuosismi eco-agricoli nelle Marche, che «eccedono» nel settore biologico registrando l’11% di terreno dedicato a queste colture, ovvero 52mila ettari circa di SAU e oltre 2.000 aziende agricole.

Una tendenza così forte è «sorretta», da tre anni, dal Consorzio Marche Biologiche che ha riunito in un’unica filiera gli agricoltori biologici della regione. Con Marche Bio – promosso da Gino Girolomoni Cooperativa, Italcer, La Terra e il Cielo Cooperativa, Montebello Cooperativa e Terra Bio – il Consorzio mette a punto e realizza nuove strategie comuni per rafforzare l’agricoltura più «verde» nella terra marchigiana, che negli ultimi decenni ha ricoperto un ruolo economicamente importante in Italia e nel mondo. Così, il Consorzio si impegna a favorire il miglioramento della qualità gestionale delle aziende agricole attraverso azioni specifiche come: l’informazione agli operatori della filiera, la promozione, lo sviluppo di nuovi prodotti, l’assistenza agli agricoltori per la partecipazione al sistema di controllo e certificazione, nuovi investimenti strutturali e tecnologici.

 

Si punta, in particolare, su colture cerealicole, foraggere, leguminose da foraggio o da granella, che ben si prestano alle caratteristiche del terreno e assecondano la corretta rotazione colturale.

La crescita delle bio-piante…

Nonostante la crisi, l’agricoltura biologica continua a vivere un periodo di forte espansione a livello internazionale ed anche in Italia il mercato del biologico continua a crescere. Nel primo semestre del 2013, infatti, gli acquisti domestici di biologico confezionato sono aumentati dell’8,8% in valore a fronte di una flessione del 3,7% della spesa nel settore agroalimentare. Questo avviene anche all’estero, con percentuali ancora più significative. “Occorre, allora, un cambio di passo del sistema Italia e regionale – dichiara Francesco Torriani, Presidente del Consorzio Marche Biologiche – affinché la conversione al metodo biologico sia incentivato con maggior determinazione. La nuova PAC e la programmazione del nuovo PSR possono essere delle occasioni formidabili da non perdere. Nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale occorre infatti favorire senza reticenze le politiche agroambientali e nello specifico: la compensazione dei costi per il controllo e la certificazione, l’incentivazione all’impiego di semente biologiche, la predisposizione di meccanismi premiali per chi sviluppa sinergie tra l’adozione del metodo biologico e lo sviluppo di progetti aziendali di filiera e multifunzionali. Infine, strategica risulta la promozione dei prodotti biologici verso i consumatori e gli operatori commerciali italiani ed esteri. Infatti, per la tipologia del sistema agricolo regionale, che di certo non brilla per competitività, occorre far conoscere sempre di più e meglio le caratteristiche qualitative delle nostre produzioni biologiche al fine di sostenere la crescita della domanda, interna ed estera, a prezzi di mercato remunerativi dei costi di produzione”.

 

Roberta Di Giuli
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