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L’Africa ha fame di agricoltura

Agricoltura in Africa

Nelle mani del mondo la responsabilità di sostenere lo sviluppo agricolo africano. Pronta ad impegnarsi per una crescita sostenibile del continente l’Italia, che ottiene il plauso del Direttore Generale della FAO


•• Mano tesa per chiedere agricoltura. L’Africa ha bisogno di tutto il sostegno possibile per riuscire a contare su uno «strumento» indispensabile per la sua sopravvivenza: uno sviluppo agricolo inclusivo e sostenibile. Teatro di confronto su questo tema la sessione ministeriale del Tavolo agricoltura dell’Iniziativa Italia-Africa.  A tenere le redini del dialogo il  Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva che ha espresso apprezzamento nei confronti del nuovo piano di intervento che identifica i settori nei quali l’Italia può  impegnarsi. Un Paese attore, il nostro, nello spettacolo – tanto atteso – dello sviluppo agricolo della regione, con un ruolo strategico nel sostegno ai piccoli agricoltori, nel rafforzamento del settore agro-alimentare e nella promozione di partenariati.

2025: anno della sconfitta?

L’Italia ha presentato i termini del suo impegno. Ad ascoltare, una platea di ministri africani dell’agricoltura. La nostra buona volontà rientra nel quadro dell’iniziativa Italia-Africa lanciata dall’ex Ministro degli Esteri italiano, Emma Bonino, nel dicembre 2013. Intanto l’Africa, come ha ricordato Graziano da Silva, ha già posto la sicurezza alimentare e l’agricoltura al centro della propria agenda per lo sviluppo. La decisione dell’Unione Africana di sconfiggere la fame nella regione entro il 2025 nominando il 2014 Anno Africano dell’Agricoltura e della Sicurezza alimentare, è stata presa lo scorso gennaio.

Non ci può essere cambiamento, però, senza impegno comune. Chiamati ad aderire i  governi, le organizzazioni internazionali, il settore privato, la società civile e i contadini stessi. Solo così l’obiettivo può essere più vicino. Promuovere mezzi di sussistenza sostenibili é importante non solamente per l’Africa, ma anche per l’Europa ha precisato il Direttore Generale della FAO. “Quando la gente non ha alternative é costretta a prendere decisioni drastiche. L’immigrazione illegale é una di queste e può avere conseguenze tragiche” ha affermato, riferendosi ai migranti che hanno perso la vita al largo delle coste di Lampedusa. “È nostra responsabilità comune contribuire alla creazione di alternative. L’agricoltura sostenibile e lo sviluppo rurale devono essere parte di queste alternative” .

La collaborazione FAO-Italia in Africa

Italia-FAO fa parte di una tradizionale «amichevole» nel panorama delle collaborazioni internazionali pro-continente Africano. Tra queste, spiccano  i progetti con le istituzioni africane per promuovere lo sviluppo rurale e rinforzare la resilienza nel Corno d’Africa e nel Sahel, due delle regioni più a rischio di crisi alimentari del continente. Non meno importante il progetto «Sicurezza Alimentare attraverso la Commercializzazione dell’Agricoltura» in sette paesi africani, tra i quali Burundi, Kenya e Ruanda. Il progetto ha contribuito alla crescita del 30% del reddito di oltre 120mila famiglie e portato a un 25% di crescita delle opportunità di impiego, specialmente per donne e giovani, ha sottolineato Graziano da Silva. Alla disponibilità dell’Italia, il Direttore da Silva ha risposto con la piena disponibilità della FAO per progetti di futura collaborazione.

Roberta Di Giuli

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