Nelle mani del nostro indaffarato Paese la preparazione di un grandioso evento mondiale. Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina, ricevuto dal Presidente della Repubblica Napolitano, ha fatto il punto sul significato, i contenuti, la preparazione, le aspettative della manifestazione ma anche sul ruolo del nostro Paese che presenterà la Carta di Milano, con cui “segneremo il confronto internazionale su temi decisivi”. L’Italia sarà pronta a dare un contributo importante sulla sicurezza alimentare mondiale
“L’EXPO come metafora del cambiamento necessario all’Italia, di ciò che sappiamo far funzionare, oltre le difficoltà. Come occasione per ripensare il Paese e rilanciare la nostra prospettiva offrendo al mondo un momento di confronto unico su un tema geopolitico sempre più centrale per l’uomo e per la società contemporanea”. Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica insieme a una delegazione di volontari di EXPO 2015, sottolinea il senso di responsabilità per la sfida reale e simbolica che porta con sé l’evento mondiale di Milano.
Il 1 maggio 2015, dunque, il sipario si alzerà su un tema cruciale per il futuro e l’organizzazione del mondo, e allo stesso tempo sul nostro Paese, che dovrà dimostrare di essere palcoscenico ideale dell’evento.
Un nuovo paradigma del concetto di sviluppo
Il punto di partenza di un mondo capace di pensare secondo criteri di sviluppo responsabile è proprio quello di porre alla base dei meccanismi economici e della civiltà tecnologica “i concetti di responsabilità e sostenibilità assumendoli non come ostacoli al progredire ma come nuovi cardini dello sviluppo”, ha spiegato Martina, che ha continuato:
“«Nutrire il pianeta, energia per la vita» pone a tutti il tema cruciale della qualità dello sviluppo umano e la sfida alimentare globale rappresenta oggi la frontiera più avanzata della sostenibilità dei modelli di sviluppo. Crisi energetica, crisi ambientale e crisi alimentare saranno sempre più intimamente legate fra loro e chiameranno a un rapporto nuovo con risorse fondamentali come acqua e terra”.
Ma alla domanda di cibo in preoccupante crescita (nel 2050 – ha ricordato il Ministro – la popolazione mondiale raggiungerà i 9 miliardi di individui), fa riscontro il dato inaccettabile di avere un terzo del cibo oggi prodotto destinato ai rifiuti mentre 800 milioni di persone soffrono la fame. A fronte di queste, poi, se ne conta un miliardo a rischio di obesità. “Contemporaneamente, e per ben tre volte negli ultimi anni, l’indice di prezzi alimentari della FAO ha raggiunto valori record confermando come la domanda alimentare stia crescendo a un ritmo superiore all’offerta. Credo bastino questi richiami fondamentali per confermare che riunire per sei mesi in Italia oltre 145 Paesi a dialogare su questa frontiera non è un fatto di scarsa rilevanza. Penso che dovremmo esserne più consapevoli”.
La mobilitazione del nostro Paese
“Stiamo parlando di un diritto essenziale come quello al cibo e al nutrimento – come ci è stato ricordato con forza anche pochi giorni fa dal Santo Padre – e l’Italia con EXPO non manca certo di un intenso lavoro sui contenuti”. Il Ministro passa dunque in rassegna i programmi in essere:
“Penso al programma «Feeding Knowledge» per la cooperazione nella ricerca e nell’innovazione sulla Food Security si sono già raccolte da tutto il mondo oltre 700 proposte di buone pratiche che ora verranno valutate e vagliate.
Il progetto «Women for EXPO» indaga il rapporto ineludibile tra nutrimento e universo femminile.
Con «Laboratorio EXPO» si promuovono percorsi formativi internazionali sui temi cruciali dell’Esposizione. Il Comitato scientifico di Milano, animato da tutte le università della città, sta lavorando ad un ricchissimo programma di appuntamenti.
E merita certo di essere ricordato qui anche «Aquae Venezia 2015», evento collaterale dedicato all’acqua che si svolgerà in laguna con la preziosa collaborazione dell’Unesco”.
Inoltre, un riferimento alle regioni e ai comuni “che stanno promuovendo al Nord come al Sud iniziative utili non solo per selezionare itinerari locali turistici ma anche per sostenere vere e proprie azioni di sviluppo locale sui temi di EXPO” ma anche alle università, alle fondazioni, e ai centri di ricerca. Riferimento anche “alla centralità assoluta delle tecnologie e dell’innovazione in tutta la programmazione italiana a partire dai ministeri. Sono oltre duemila le iniziative già programmate e i temi centrali per il confronto globale: dalla genetica agraria alla valorizzazione della biodiversità, dall’agricoltura di precisione alla lotta alla contraffazione alimentare, alle nuove frontiere della conservazione del cibo”. Riferimento anche alle scuole, con il progetto sull’educazione “con l’obiettivo di rendere protagonisti ben due milioni di studenti italiani e settecento classi che animeranno ogni giorno Padiglione Italia con iniziative a loro dedicate”. Non meno attive saranno le imprese e le associazioni “che promuoveranno i propri percorsi attorno ad assi centrali per questo evento: sicurezza alimentare, riqualificazione territoriale, sostenibilità e biodiversità, cooperazione, conservazione”. Indaffarate anche le organizzazioni non governative e della cooperazione internazionale “che per la prima volta nella storia delle esposizioni universali animeranno un proprio progetto dentro EXPO”.
Ma la manifestazione è anche un’occasione che rende necessaria la messa a punto di un grande progetto che garantisca trasparenza e legalità. È il capitolo in cui entra in gioco il lavoro della Prefettura e della Magistratura, in collaborazione con l’Autorità nazionale anticorruzione “che per la prima volta in assoluto sperimenta una piattaforma Opendata per la trasparenze e l’accesso alle informazioni di un grande evento internazionale”.
“Connettere il dibattito che si animerà a Milano in quei mesi alla discussione sui prossimi obiettivi del Millennio che le Nazioni Unite affronteranno proprio alla fine del 2015 segna già una precisa responsabilità dell’Italia e di EXPO 2015 – ha dunque continuato Martina – E contribuire così ad aprire la strada per una vera «global food security e policy» carica l’Italia di una doverosa ambizione che noi espliciteremo nella Carta di Milano che verrà presentata alla fine del semestre di EXPO”.
La strategica importanza di essere «vivaio»
In questo scenario, “l’Esposizione universale deve essere per il Paese l’occasione per costruire una grande mobilitazione positiva, utile a riconoscere le tante risorse grazie alle quali possiamo rilanciare nel tempo della grande metamorfosi globale.
L’Italia ha scelto il vivaio come metafora del suo racconto al mondo. È una scelta simbolica forte perché il vivaio è il luogo ideale per conservare, crescere e innovare. È una scelta che deve chiamare in causa innanzitutto le nuove generazioni di questo paese. Questa è la nostra principale sfida”.
“Avremo il mondo a casa nostra – ha sottolineato il Ministro – e potremo aprire i nostri territori e il Paese al mondo. È quello a cui lavoreremo con passione e intensità nelle prossime settimane ma vorrei dire che è quello che già sta accadendo oggi al nord come al sud.
Ed ecco i tre fattori personali che, secondo il Ministro, l’Italia porta all’esposizione:
“Una potenza della bellezza incardinata sul fattore del paesaggio; una potenza del limite come esperienza di soggetti che nei territori stanno già interpretando concetti come la sostenibilità; una potenza del saper fare come portatore di una storia profonda di legami forti tra comunità e impresa, comunità e innovazione alle radici del made in Italy”.
“La nostra ambizione di interpretare e proporre una via originale all’economia verde e nuova come prospettiva forte del nostro futuro.
Con la Carta di Milano segneremo il confronto internazionale su temi decisivi. – ha sottolineato Martina avviandosi alla conclusione. “ I nostri valori possono definire, tanto più oggi, una via italiana che può conquistarsi uno spazio importante nel mondo”. “…così l’Italia potrà farsi riconoscere e riconoscersi con EXPO Milano 2015”.
