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Sicurezza alimentare: una sfida per l’agricoltura

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I cambiamenti climatici e l'indiscriminato sfruttamento del territorio portano a risultati come la progressiva desertificazione di vaste aree, anche in contesti territoriali climaticamente non sub-equatoriali o equatoriali

di Shivaji Pandey • Le PGRFA (Plant Genetic Resources for Food and Agricolture) rispondono alle esigenze per un’agricoltura sostenibile e per fronteggiare la crisi alimentare globale


 

L’agricoltura sta fronteggiando diverse sfide, non ultime quelle relative ai cambiamenti climatici, alla diminuzione delle risorse idriche e al degrado del territorio. Le PGRFA (le Risorse Genetiche Vegetali per l’Alimentazione e l’Agricoltura) possono rivestire un ruolo centrale nel fronteggiare tutte queste sfide in quanto rappresentano la base biologica per assicurare contemporaneamente la sicurezza alimentare, il sostentamento e lo sviluppo economico. I cambiamenti climatici in corso i più rapidi mai verificatisi nel corso di millenni rappresentano per i produttori agricoli una nuova sfida e accrescono enormemente l’interdipendenza fra le nazioni e le PGRFA. L’agricoltura rappresenta allo stesso tempo una fonte e un serbatoio del carbonio atmosferico. Le PGRFA hanno un’importanza cruciale per lo sviluppo di sistemi di coltivazione in grado di catturare maggiori quantità di carbonio ed emettere una minore quantità di gas a effetto serra, nonché per sostenere la produzione di nuove varietà che saranno necessarie all’agricoltura per l’adattamento ai futuri cambiamenti climatici. L’emergenza climatica come sfida alla futura produzione agricola e l’impatto della recente crisi energetica evidenziano agli occhi dell’opinione pubblica la dipendenza delle nazioni e dell’agricoltura dalle PGRFA. La minaccia globale rappresentata dal patogeno del grano Ug99, ad esempio, ha evidenziato i pericoli che le nostre principali colture agricole stanno fronteggiando e la necessità di poter accedere ad un ampio range di diversità genetica per combattere efficacemente minacce di tal genere. Se gli agricoltori e i produttori di specie vegetali vorranno fronteggiare con successo le temperature sempre più in rapida crescita e i drastici cambiamenti nelle precipitazioni atmosferiche, dovranno avere la possibilità di accedere ad una gamma di PGRFA più ampia di quella attualmente disponibile. La recente crisi energetica e alimentare e il suo conseguente impatto sulla sicurezza alimentare, sottolinea in modo marcato la necessità di progredire rapidamente nell’aumento della produzione alimentare globale a fronte della diminuita disponibilità e qualità sia di buoni terreni agricoli che di carburanti fossili. Inoltre, la grande varietà di piante per uso alimentare, incluse quelle sinora poco utilizzate, rappresenta la base su cui questo progresso può essere costruito.

Il Secondo Rapporto sulle PGRFA

 

Messaggio chiave dal WPGR-2

Secondo Rapporto sullo «Stato delle Risorse Genetiche Mondiali per l’Alimentazione e l’Agricoltura » (FAO 2010)


Le PGRFA costituiscono il materiale di base e il maggior contributo alla sicurezza alimentare in particolare per contrastare i cambiamenti climatici in atto. La capacità di riproduzione vegetale deve essere incrementata e i relativi programmi di riproduzione debbono essere ampliati al fine di sviluppare varietà in grado di contrastare i cambiamenti climatici.
La perdita di PGRFA ha ridotto le opzioni per il settore agricolo. Le principali cause di erosione genetica vanno ricercate nell’impoverimento del territorio, nella pressione della popolazione, nel sovrappascolo, nel degrado ambientale e nei cambiamenti nelle pratiche agricole.

La diversità locale delle PGRFA riscontrata nei terreni agricoli o in natura è documentata e gestita in modo scarsamente adeguato. Esiste ora una crescente consapevolezza dell’importanza di questa diversità e del suo contributo alla sicurezza alimentare locale.
Sono stati riscontrati progressi nel salvaguardare la diversità delle PGRFA in un più ampio numero di «banche genetiche» nazionali. Comunque, molta di questa diversità, in particolare delle specie coltivate presenti in natura (CWR) e delle specie sottoutilizzate rilevanti a fini alimentari e per l’agricoltura, necessita ancora di essere salvaguardata per un uso presente e futuro.I rapidi progressi scientifici, in particolare nel campo dell’informazione tecnologica e della biologia molecolare, hanno introdotto nuove tecniche per la conservazione e l’utilizzo delle PGRFA. Una loro più vasta applicazione offre nuove opportunità per rendere maggiormente efficiente la catena di produzione e conservazione.
Significativi sviluppi politici hanno cambiato il quadro gestionale delle PGRFA. Molti Paesi hanno varato a livello nazionale programmi, leggi e regolamenti a seguito della loro adesione alla Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) e al Trattato Internazionale sulle Risorse Genetiche Vegetali per l’Alimentazione e l’Agricoltura (ITPGRFA, International Treaty on Plant Genetic Resources for Food and Agriculture).

Una migliore comunicazione, collaborazione e
partnership fra le Istituzioni che si occupano della gestione delle PGRFA – dalla conservazione alla riproduzione delle specie vegetali alle banche del seme – sono fattori chiave per una strategia integrata di conservazione eutilizzo di tali risorse e per l’identificazione di soluzioni sostenibili che consentano di costruireun mondo senza fame.

(box 1)

Il Secondo Rapporto sullo «Stato delle Risorse Genetiche Vegetali mondiali per l’Alimentazione e l’Agricoltura» (il cosiddetto SoWPGR 2) pubblicato nel 2010 (http://www.fao.org/agriculture/crops/corethemes/ theme/seeds pgr/sow/sow2/en/), fornisce una completa visione dell’attuale stato di conservazione ed utilizzo delle risorse genetiche vegetali a livello mondiale. Il Rapporto documenta l’attuale stato di conservazione e la diversità delle risorse genetiche vegetali, i relativi programmi a livello di singola nazione, l’ampiezza delle collaborazioni interregionali e internazionali in atto, e sottolinea il contributo del settore alla sicurezza alimentare. Basato su 112 rapporti nazionali, sintesi regionali, numerosi rapporti e casi pubblicati, il documento descrive i più significativi cambiamenti occorsi dal 1998, anno di pubblicazione del primo rapporto, sino ad oggi. Descrive inoltre le differenze e i bisogni che più richiedono immediata attenzione, evidenziando cosa fare per garantire un’ampia diversità nelle colture, includendo anche le specie selvatiche dello stesso genere nonché le specie sottoutilizzate, il tutto inquadrato in sistemi di conservazione accessibili, e per incrementare le capacità di riproduzione e distribuzione a livello mondiale di piante e sementi. Le conclusioni del rapporto e i messaggi chiave (box 1) dovrebbero determinare le future priorità per la conservazione e l’uso sostenibile delle PGRFA, sia a livello nazionale che internazionale.

Sfide e prossimi passi

Nonostante il SoWPGR 2 abbia riconosciuto i significativi risultati ottenuti nel campo della conservazione e dell’utilizzo della diversità genetica vegetale, rimangono delle lacune la cui criticità richiede particolare attenzione.Benché all’incirca 250.000 nuove accessioni si sono aggiunte nell’ultimo decennio alle collezioni e malgrado le preoccupazioni in merito all’erosione genetica causata dal cambiamento di uso del suolo e dai cambiamenti climatici, si sta continuando a registrare un decremento nel numero delle accessioni raccolte. La protezione dei raccolti è difficoltosa. Per alcuni di questi, come grano e riso, la maggior parte della diversità genetica è già rappresentata nelle collezioni, ma per molti altri prodotti esistono ancora grandi lacune. Infatti, molte specie vegetali utili sono reperibili solo in natura o come varietà nei campi coltivati. Ancora molto deve essere fatto per allargare la varietà delle specie vegetali per uso agricolo conservate e delle specie selvatiche dello stesso genere. Le specie vegetali per uso agricolo, comprese quelle selvatiche, sono particolarmente a rischio a causa dei cambiamenti climatici, per i cambiamenti d’uso del suolo e del degrado dei loro habitat naturali. Nuovi strumenti, in particolare i sistemi di georeferenziazione e la caratterizzazione molecolare debbono essere utilizzati per identificare e colmare queste lacune, nel contempo è necessario porsi l’obiettivo di realizzare collezioni mirate per ricomprendere quella parte della diversità vegetale che ancora manca. La diversità conservata nelle banche genetiche dovrebbe essere caratterizzata e valutata affinché i coltivatori e gli altri utilizzatori possano reperire con facilità il germoplasma che meglio si adatta alle loro esigenze. Sfortunatamente, questo rappresenta un lato debole a livello globale per la maggior parte delle collezioni delle banche genetiche. Numerose importanti nuove iniziative sono state adottate per promuovere l’utilizzo delle PGRFA. Ad esempio, il GIPB (Plant Breeding Capacity Building) intende sviluppare l’utilizzo sostenibile delle PGRFA per aumentarne l’uso sostenibile nei Paesi in Via di Sviluppo, aiutandoli a costruire la loro capacità nei sistemi di produzione di specie e semi vegetali. Il «Trattato Internazionale sulle Risorse Genetiche Vegetali per l’Alimentazione e l’Agricoltura» sostiene l’utilizzo delle PGFRA; esiste inoltre un largo accordo sulle principali difficoltà per un maggio contempo è necessario porsi l’obiettivo di realizzare collezioni mirate per ricomprendere quella parte della diversità vegetale che ancora manca. La diversità conservata nelle banche genetiche dovrebbe essere caratterizzata e valutata affinché i coltivatori e gli altri utilizzatori possano reperire con facilità il germoplasma che meglio si adatta alle loro esigenze. Sfortunatamente, questo rappresenta un lato debole a livello globale per la maggior parte delle collezioni delle banche genetiche. Numerose importanti nuove iniziative sono state adottate per promuovere l’utilizzo delle PGRFA. Ad esempio, il GIPB (Plant Breeding Capacity Building) intende sviluppare l’utilizzo sostenibile delle PGRFA per aumentarne l’uso sostenibile nei Paesi in Via di Sviluppo, aiutandoli a costruire la loro capacità nei sistemi di produzione di specie e semi vegetali. Il «Trattato Internazionale sulle Risorse Genetiche Vegetali per l’Alimentazione e l’Agricoltura» sostiene l’utilizzo delle PGFRA; esiste inoltre un largo accordo sulle principali difficoltà per un maggiore impiego delle PGFRA mancanza di risorse umane, finanziare e logistiche, seguite dalle difficoltà di cooperazione e di collegamento fra ricercatori, riproduttori e coltivatori, alle quali si aggiungono le difficoltà di accedere alle informazioni delle banche genetiche. Nel passato gli agricoltori potevano contare su una disponibilità locale di diversità per soddisfare le loro mutate esigenze; i vasti e rapidi cambiamenti climatici hanno evidenziato la necessità di attingere a nuove e, a volte, completamente differenti varietà vegetali, anche da altre nazioni, semplicemente per poter mantenere stabile il livello della loro produzione, e non solo per aumentarla. Questo significa poter accedere a tutta la diversità genetica esistente sia nelle principali specie coltivate per l’alimentazione e sia nelle varietà vegetali che possono essere utilizzate per far fronte alla domanda di cibo della popolazione mondiale in crescita. C’è bisogno quindi di una forte e ampia cooperazione a livello internazionale, sommata a rinnovati investimenti nel settore. L’obiettivo è l’incremento della consapevolezza e della comprensione del problema da parte della classe politica e del pubblico in generale al fine di rafforzare il contributo delle PGRFA alla sicurezza alimentare e a uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, oggi come in futuro.

Shivaji Pandey
Direttore della Plant Production and Protection Division (AGP), FAO
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