Fame Zero e migliori sistemi alimentari. L’accordo siglato tra la FAO e la Coldiretti racconta un impegno su più fronti verso l’agricoltura sostenibile, la difesa della biodiversità e la lotta alla fame
Altro punto che non sarà trascurato dalla collaborazione, l’adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici e l’innovazione, riducendo gli sprechi e le perdite di cibo e rendendo le zone rurali più prospere. “Garantire un accesso equo alle risorse produttive, in particolare alla terra e all’acqua, a servizi, alla tecnologia e ai mercati, insieme all’attuazione di politiche pubbliche a sostegno degli agricoltori a livello familiare è la chiave per raggiungere un mondo a Fame Zero entro il 2030″, ha detto Graziano da Silva. “La Coldiretti e altre organizzazioni di produttori sono partner strategici della FAO nella riduzione della povertà e per un’agricoltura e sistemi alimentari inclusivi, componenti chiave per raggiungere Fame Zero“.
In occasione della sigla del documento il Direttore Generale della FAO ha fatto riferimento all’importanza del decennio dell’agricoltura familiare delle Nazioni Unite (2019-2028), che mira ad aggiornare l’impegno politico a sostegno degli agricoltori a livello familiare e a creare politiche agricole pro-familiari. Per da Silva il decennio, rappresenterebbe, in sintesi, una «straordinaria opportunità» per sostenere i progressi verso lo sradicamento della fame e gli altri obiettivi di sviluppo sostenibile.
I ruoli nell’accordo
FAO e Coldiretti si impegneranno a scambiare conoscenze e buone pratiche in materia di agricoltura sostenibile e uso delle risorse naturali, di organizzazione della filiera alimentare e innovazione per un settore agroalimentare sostenibile; inoltre punteranno sull’obiettivo di favorire i piccoli proprietari attraverso la loro inclusione nei processi decisionali che li riguardano. Il lavoro congiunto sosterrà anche il progresso di modelli commerciali inclusivi e responsabili, anche attraverso i Principi d’investimento responsabile in agricoltura e nei sistemi alimentari.
[ Roberta Di Giuli ]
