Alla XIV Conferenza nazionale dell’associazione ambientalista, il report ISPRA «Il metano nell’Inventario nazionale delle emissioni di gas serra. L’Italia e il Global Methane Pledge» evidenzia le concrete potenzialità dell’Italia nel perseguimento dell’obiettivo di riduzione del 30% entro il 2030 delle emissioni di metano
Una sfida alla portata delle nostre possibilità quella di ridurre del 30% le emissioni di metano entro il 2030. A sostenerlo è il report ISPRA dal titolo «Il metano nazionale delle emissioni di gas serra. L’Italia e il Global Methane Pledge» che ha trovato palcoscenico ideale di presentazione in occasione delle XIV Conferenza nazionale per l’efficienza energetica dell’associazione ambientalista Amici della Terra. Ad indicare l’obiettivo della riduzione è il programma «Global Methan Pledge», firmato per l’Italia lo scorso anno da Draghi.
Le emissioni di metano del settore oil and gas ammontano, secondo l’AIE, a 120 milioni di tonnellate nel mondo e sono in buona parte recuperabili a costi tollerabili, come è stato dimostrato nella XIV Conferenza nelle esperienze degli operatori intervenuti come Snam, Olt Offshore LNG Toscana, CIG, Pietro Fiorentini, Inrete Gruppo Hera, Eni, A2A.
Ilaria Restifo, Responsabile Italia per Environmental Defense Fund Europe ha affrontato il tema dell’import “Gli importatori europei possono svolgere un ruolo attivo nell’influenzare la trasmissione dei dati emissivi da parte dei loro fornitori, e indurli ad aderire rapidamente alle migliori pratiche internazionali di mitigazione e misurazione delle emissioni”.
Attenzione alle emissioni provocate in Paesi terzi dal gas che importiamo è stata evidenziata nella «Strategia per l’Italia» elaborata dal tavolo di lavoro che si è confrontato con esempi concreti: potrebbero essere recuperati i 10 miliardi di metri cubi di metano che vengono bruciati in torcia in Algeria, i quali, tra l’altro, se recuperati, potrebbero essere aggiunti alle forniture che ci arrivano da quel Paese, con le importanti prevedibili ricadute in termini di minore emissioni climalteranti e aumento della sicurezza energetica nazionale.
La voce grossa dell’edilizia
La seconda giornata dell’appuntamento romano voluto da Amici della Terra ha posto l’accento sull’efficienza in edilizia e sulla strategia nazionale che l’Italia deve presentare per la riduzione delle emissioni della filiera del metano. Per l’occasione, sono stati chiamati a confronto stakeholders istituzionali e del mondo dell’imprenditoria e sono state messe in relazione tecnologie, innovazione e scelte politiche atte a favorire lo sviluppo di un ambientalismo realista in grado di presentare e ridurre le emissioni velocemente a costi sostenibili.
L’integrazione serve a rispondere in modo efficace in termini di risparmio di energia e di emissioni alle esigenze del variegato parco edilizio nazionale. Un mix che, come ha spiegato la Direttrice del Dipartimento Unità per l’Efficienza energetica dell’Enea Ilaria Bertini, può rappresentare l’elemento di transizione per un efficientamento verso una decarbonizzazione dell’edilizia civile.
Strategie e normativa
Infine merita attenzione, come ha sostenuto Angelo Spena (nella foto a sx), professore di Gestione ed economia dell’energia dell’Università di Tor Vergata, il ruolo del ricambio dell’aria in edifici sensibili come scuole, ospedali e nei trasporti pubblici per tutelare la salute pubblica e prevenire nuove pandemie.
Il prossimo appuntamento sulla «Strategia nazionale per la riduzione delle emissioni della filiera del metano» sarà il 21 dicembre a Roma presso la sala del Cenacolo della Camera.
Di seguito i principali abstract degli interventi della giornata:
◙ Alberto Montanini [ Assotermica ]
Gli ibridi factory made – apparecchi composti da una caldaia a condensazione e una pompa di calore specificatamente concepiti e assemblati per lavorare in combinazione tra loro – rivestono un ruolo di punta nello scenario di decarbonizzazione degli usi finali dettato dal «fit for 55». Gli ibridi ben riassumono, infatti, il concetto di multi-tecnologia e multi-energia, integrando in maniera ottimizzata proprio apparecchi diversi e vettori diversi. Alcuni risultati dello studio – recentemente pubblicato dall’Università di Pisa DESTEC – evidenziano come in assoluto, nel complesso panorama edilizio, non ci sia un’unica soluzione impiantistica che sia la migliore ma che proprio gli ibridi rappresentino un ottimo compromesso tra obiettivi ambientali, energetici ed economici”.
◙ Fernando Pettorossi [ Gruppo Italiano pompe di calore Assoclima ]
“È importante evidenziare la missione delle due applicazioni della tecnologia a pompa di calore e sviluppare un’analisi particolareggiata sul rilevante contributo innovativo che verrà dato al sistema elettrico nazionale e all’efficienza energetica del nostro Paese. Sono occasione di valutazione alcuni dati aggregati circa la decarbonizzazione e l’elettrificazione degli impianti di riscaldamento oggi alimentati a gas naturale e la ricaduta positiva anche sulla qualità dell’aria e sulla riduzione delle emissioni di CO2”.
◙ Davide Raccagni [ Olimpia Splendid ]
“Le pompe di calore, in abbinamento ad accumuli di energia termica ed elettrica, sono uno strumento fondamentale verso la decarbonizzazione grazie alla capacità di tali sistemi di compensare la produzione incostante delle fonti di energia rinnovabili. Il corretto dimensionamento ed utilizzo degli accumuli termici, mediante logiche di funzionamento intelligente delle pompe di calore, permette di contenere la dimensione degli accumuli elettrici, sfruttando al meglio l’energia prodotta in loco dall’impianto fotovoltaico dell’edificio”.
◙ Gaetano Parisi [ Mitsubishi Electric ]
“Il mondo (e l’Europa in particolare) sta attraversando la peggiore crisi energetica degli ultimi 50 anni con evidenti riflessi negativi sull’economia e sul contesto sociale. Contestualmente, stiamo subendo gli effetti sempre più catastrofici ed evidenti del cambiamento climatico. La strada già intrapresa per porre rimedio a queste gravi situazioni è fare della elettrificazione dei consumi un driver della decarbonizzazione, soluzione doppiamente vincente sia dal lato climatico che energetico. In ambito impiantistico, percorrendo una direzione ben precisa e fortemente in linea con gli obiettivi chiari del piano RePower Eu, la diffusione sempre più massiccia delle pompe di calore e il crescente efficientamento degli edifici portano oggi, e porteranno domani, risposte concrete e utili allo scopo. Utilizzo di fonti rinnovabili, efficienza ed elettrificazione sono concetti che stanno alla base di una tecnologia divenuta ormai matura anche nel nostro Paese. L’industria difatti è pronta ed è in grado di offrire già da tempo sistemi impiantistici in Pompa di Calore e di Ventilazione Meccanica per ogni ambito applicativo, tra questi spiccano certamente le soluzioni a recupero di calore capaci di garantire vantaggi ancor più elevati delle tradizionali e un forte contributo sulla riduzione dei consumi e sull’impatto ambientale specialmente in un periodo, quello attuale, destinato purtroppo a finire sui libri di scuola”.
◙ Geert Vos [ Daikin Italia ]
◙ Mauro Farronato [ Baxi Italia ]
“Nelle applicazioni di ristrutturazione e riqualificazione energetica degli edifici esistenti si evidenzia la grande versatilità dei sistemi ibridi factory made. In questo periodo storico, dove l’efficienza energetica è diventata primario argomento che impatta sulla transizione energetica, le tematiche di efficienza, utilizzo delle rinnovabili ed impatto sociale, i sistemi ibridi mettono sotto i riflettori l’importanza della necessità di avere e poter utilizzare più vettori energetici green, come per altro indicato anche dal RePower Eu. La diversificazione dei vettori energetici offre un’ampia gamma di soluzioni, che possono essere scelte in fase di progettazione e scelta dell’intervento di riqualificazione energetica. In altre parole: edifici diversi, con specificità diverse l’una dall’altra, portano con loro problematiche diverse che possono essere affrontate con soluzioni differenti, confezionate su misura e con la massima efficacia, efficienza ed utilizzo delle rinnovabili. Possiamo pertanto affermare che la diversificazione delle fonti energetiche porta alla vera neutralità tecnologica e, quindi, ad un più rapido raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica ed ecologica”.
◙ Cristiano Fiameni [ Comitato Italiano Gas ]
“La riduzione delle emissioni è un obiettivo condiviso e il regolamento UE di prossima emanazione è un passaggio fondamentale per raggiungere tale obiettivo. In questo contesto, le norme tecniche possono e devono divenire uno strumento attuativo del regolamento, potendo garantire un aggiornamento al passo con l’evoluzione delle tecnologie e soluzioni su misura in relazione ai diversi tipi di asset e infrastrutture.
◙ Luigi Coluccio [ INRETE Distribuzione (Gruppo Hera) ]
“Il Gruppo Hera, da sempre attento alle tematiche ambientali e all’innovazione, ha sperimentato la migliore tecnologia aerea attualmente disponibile con la finalità di comprendere come questa possa essere di ausilio nella intercettazione delle dispersioni fuggitive di metano o nel monitoraggio delle emissioni da attività manutentive. L’attività è stata condotta osservando le dispersioni «a diverse distanze»: dallo Spazio (con tecnologia satellitare), dall’alto (con tecnologia di monitoraggio generalmente utilizzata a bordo di aerei) ed in prossimità (con l’utilizzo di Droni)”.
◙ Pietro Cerami [ Pietro Fiorentini S.p.A. ]
“Nel campo della gestione dei servizi di acqua e gas riveste particolare importanza il tema delle perdite. Si tratta di perdite commerciali e di perdite reali che proprio nelle reti idriche costituiscono una notevole componente. Le perdite reali, sia delle reti idriche o delle reti gas, causano danni economici in termini di maggiori costi di produzione o di acquisto della risorsa, spreco di risorsa e, non per ultimo, disservizi alle utenze. Nel caso delle reti gas, inoltre, sussistono aspetti di pericolosità e di inquinamento associati alla risorsa. Per tutte queste ragioni c’è molto interesse a ridurre le perdite. Per ridurre le perdite nelle reti sia acqua che gas, si può intervenire riducendo la pressione con cui il fluido è distribuito: sono già disponibili tecnologie che permettono di ridurre la pressione delle reti in funzione della domanda e di ottenere un risparmio di qualche punto percentuale a fronte di costi che trovano comunque la loro sostenibilità. Significatività rivestono pure le perdite che si manifestano negli impianti di responsabilità dell’utente, attualmente trascurate, che possono essere individuate con l’ausilio di funzioni a valore aggiunto degli smart meter, contribuendo ad una efficace riduzione dei costi che il sistema paese deve sostenere”.
◙ Giovanni Giorgi [ OLT Offshore LNG Toscana ]
“Il Terminale galleggiante FSRU Toscana, attraverso il quale OLT garantisce lo stoccaggio e la rigassificazione di Gas Naturale Liquefatto (GNL), è una delle principali infrastrutture di interesse nazionale per l’importazione del GNL al servizio dello sviluppo e dell’autonomia del sistema energetico italiano. Nella fase di trasformazione verso la piena sostenibilità energetica, il gas naturale (gassoso o liquefatto) sarà di fondamentale importanza per una transizione sicura e sostenibile di tutto il comparto energetico e dei trasporti. Il GNL, in particolare, potrà concorrere alla differenziazione delle fonti energetiche di approvvigionamento, contribuendo da un lato alla sicurezza energetica con il suo impiego sia per lo stoccaggio e la distribuzione, dall’altro limitando l’impatto ambientale del settore dei trasporti marittimi e terrestri, grazie alle sue ottime performance in termini di riduzione delle emissioni. OLT è, e sarà nei prossimi anni, partecipe nell’abbattimento delle emissioni di GHG prodotte durante la normale attività dell’impianto e, a tal proposito, sta valutando soluzioni per raggiungere gli obiettivi fissati dalle principali linee guida e dagli incontri globali tenuti su questo tema. A tal fine, ha avviato le attività necessarie a definire la roadmap per la riduzione delle emissioni climalteranti, partendo dall’individuazione e dalla valutazione di rischi e opportunità per l’impianto FSRU Toscana legati al cambiamento climatico”.
[ Redazione PROTECTAweb]
Ph. Giorgio Maiozzi/Uthopia
