Nell’Assemblea di Assovetro esaminate emergenze e sfide di questa industria strategica per l’economia del Paese
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Marco Ravasi, Presidente di Assovetro, insieme ad Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy
Caro energia, prezzo rottame, decarbonizzazione: queste per Assovetro le chiavi per mantenere la competitività
All’Assemblea generale dei soci delle Aziende associate del 7 luglio, ha fatto seguito un interessante dibattito che ha visto la partecipazione di Marco Ravasi (Presidente di Assovetro), Paolo Scaroni (Presidente di ENEL), di Massimo Beccarello (Senior Advisor Energia Confindustria), di Gilberto Dialuce (Presidente di ENEA) e di Adolfo Urso (Ministro delle Imprese e del Made in Italy).
Quanto vale, in sintesi, l’industria vetraria italiana?
Ecco la risposta in pillole:
Vetro Cavo: Produzione 4,773 mln tons (+1,5%), import 1,299 mln tons (+11%), export 615 ktons (-0,3%). In particolare per le bottiglie la produzione è stata di 4,104 mln tons (+1,8%), l’import di 940 ktons (+11,3 %) e l’export di 322 ktons (-4,4%);
Vetro Piano: Produzione 1,15 mln tons (-3%), import: 149 ktons (-2,5 %), export: 308 ktons (+2%);
Ciò premesso, l’Assemblea annuale di Assovetro – l’Associazione degli industriali del vetro aderente a Confindustria (che riunisce 68 aziende, 102 siti produttivi, oltre 6.600 occupati diretti ed è la seconda manifattura europea, la prima per i contenitori) – ha esaminato le emergenze attuali e le sfide che pone il futuro per una industria strategica per l’economia del Paese.
Questi risultati e considerazioni scaturiti da tale disanima:
ritorno delle vetrerie alle materie prime vergini a causa di caro energia, inflazione, residui influssi della pandemia e prezzo del rottame di vetro decuplicato nell’ultimo anno;
ciononostante, grazie all’aiuto generato dal successo del Made in Italy, la produzione del vetro cavo ha fatto registrare un +1,5% sul 2021, mentre quella del vetro piano, nonostante il -9,7% di immatricolazioni rispetto al 2021 in buona parte tamponato dal boom delle ristrutturazioni edilizie, ha contenuto la perdita al -3%;
in attesa di una politica energetica europea e di interventi strutturali sui prezzi dell’energia, le misure per mantenere la competitività del settore vetro passano dall’estensione del meccanismo dei Crediti di Imposta all’avvio di interventi quali la gas release e l’electricity release per il sostegno alla realizzazione di impianti rinnovabili da parte dei consumatori industriali;
In pratica la commutazione da gas a elettricità comporterebbe per il settore vetrario italiano il passaggio da un assorbimento di energia elettrica di circa 500 MW costanti a circa 2 GW con un fabbisogno di energia elettrica «verde» per gli impianti di produzione del settore di 16 GW di impianti fotovoltaici di cui circa 11 GW per l’elettrificazione dei siti vetrari e 5 per la decarbonizzazione dei consumi attuali.
Sul fronte europeo Assovetro è quindi impegnata su due provvedimenti in itinere:
la revisione della direttiva Emission Trading che prevede una contrazione significativa dei crediti gratuiti di carbonio concessi alle industrie;
e
il regolamento imballaggi che si focalizza sul riuso, una sfida questa, che deve rimodulare le abitudini dei consumatori, la logistica e la creazione di nuovi modelli di business.
Marco Ravasi, Presidente Assovetro: “Nonostante un anno particolarmente difficile, l’impegno dell’industria del vetro continua a concentrarsi nel potenziamento della catena dell’economia circolare, oggi purtroppo messa a rischio dal costo insostenibile del rottame e nella sfida della decarbonizzazione. Molte aziende hanno annunciato piani di riduzione sostanziale delle emissioni già al 2030, cui dovranno corrispondere, massicci investimenti in tecnologie. Le più promettenti per decarbonizzare il settore sono l’idrogeno verde, la cattura della CO2, l’utilizzo del vettore elettrico nei forni che oggi pone, però, un problema di infrastrutture soprattutto di trasporto dell’energia elettrica”.
Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy: “L’Europa deve stabilire il principio della neutralità tecnologica, indicando l’obiettivo da raggiungere e le regole, ma lasciando gli Stati liberi di utilizzare gli strumenti che ritiene per raggiungere lo stesso obiettivo. La differenza tra la Comunità economica europea e il Comecon (Consiglio di mutua assistenza economica tra gli stati dell’ex blocco sovietico ndr.) ai suoi tempi era che l’Europa nasce sul principio di libertà, mentre dall’altra parte c’era qualcuno, il commissario politico, che dava indicazioni su cosa dovessero scoprire gli scienziati, quali tecnologie utilizzare, cosa le imprese dovessero produrre e i cittadini comprare. È evidente a tutti che ha vinto il sistema delle libertà. Non possiamo passare dal commissario politico dell’Unione Sovietica al commissario politico dell’ambiente in Europa. Questa logica è perdente … L’industria del vetro è particolarmente energivora il governo si è impegnato, finalmente con successo anche se con qualche fatica, a convincere l’Europa a mettere un tetto al prezzo del gas. Da quando si è realizzata questa misura il prezzo si notevolmente ridotto e oggi è tornato sostanzialmente a livelli precedenti all’inizio della guerra in Ucraina. Siamo intervenuti subito anche per l’estrazione del gas nell’Adriatico centrale. Vogliamo fare del nostro paese l’hub del gas in Europa per ridurre il prezzo dell’energia, non dico ai livelli degli Stati Uniti che non sono raggiungibili perché hanno cominciato da qualche decennio a raggiungere l’autonomia energetica. Però credo sia la strada giusta. Vogliamo fare dell’Italia anche l’hub dell’idrogeno … è una strada da percorrere per rendere più competitivo e indipendente il Paese da fonti energetiche e meno dipendente da Paesi terzi il nostro sistema produttivo. In questo contesto vogliamo sviluppare insieme con il Ministro Pichetto Fratin l’economia circolare. Non ci limitiamo a prendere atto di quello che gli altri decidono. Bisogna coniugare le esigenze del sistema industriale con gli obiettivi della sostenibilità ambientale. Questo si comincia a notare in ogni dossier. Si allarga il numero dei Paesi che condividono la posizione italiana e questo è importante anche per quanto riguarda l’economia circolare perché siamo assolutamente convinti di essere dalla parte della ragione. Le imprese hanno sviluppato in questo campo tecnologie e metodologie che hanno permesso all’Italia di essere in testa per quanto riguarda l’economia circolare a livello europeo. Anche in questo campo l’Europa deve stabilire il principio della neutralità tecnologica. Indica l’obiettivo da raggiungere, definisce le regole – ha concluso – ma poi ciascuno deve essere libero di utilizzare gli strumenti che ritiene opportuno per raggiungere l’obiettivo … Questo è il momento dell’Italia e credo che se ne siano accorti anche gli altri paesi europei. Per questo recentemente, a Berlino, abbiamo inaugurato un nuovo format sulle politiche industriali con Francia e Germania con un vertice sulle materie prime critiche, per decidere insieme le politiche industriali da indicare all’Europa in maniera congiunta. Il prossimo 30 ottobre si terrà a Roma un format sulla tecnologia digitale e una successiva in Francia sulla tecnologia green … È cambiata l’epoca in cui decidevano solo in due e in cui l’Italia recepiva senza determinare direttive e regolamenti europei. Oggi la politica industriale va disegnata insieme, innanzitutto dalle tre grandi economie industriali d’Europa”.
Paolo Scaroni, Presidente Enel: “I prezzi del gas, che sono scesi molto, mostrano qualche tendenza al rialzo e mi aspetto che crescano” tuttavia “se non ci sarà un grande freddo nel marzo dell’anno prossimo sicuramente passeremo l’inverno senza problemi. Guardando fino a 7 anni penso che l’Europa avrà una perdita di competitività nel gas irrimediabile. I prezzi verranno fissati dal GNL, che parte o si parametra agli USA. Questo gas americano per venire da noi deve essere liquefatto, trasportato, rigassificato, e tutto questo porta a un differenziale di prezzo che saremo condannati a portarci dietro. Dobbiamo entrare nella logica che gli Stati Uniti, per i mestieri energivori, saranno un luogo molto più competitivo dell’Europa” e ancora “: ”Spererei di avere un prezzo del gas inferiore ai 50 euro. È una previsione difficile da fare”… “Non penso che il gas sia destinato a sparire in tempi brevi. Penso che nei prossimi 15-20 anni farà parte della nostra vita, perché tra i combustibili fossili è quello che emette meno CO2 per kilowattora prodotta e quindi la metà di CO2 del carbone”.
Gilberto Dialuce, Presidente Enea: dall’ANSA, “Enea collabora dal 2017 con Assovetro e con le imprese del settore per le analisi energetiche, da cui è emerso un potenziale di risparmio di 30mila Tep all’anno. Ma si può fare di più per efficientare il ciclo industriale. Per quanto riguarda il «Piano d’azione per l’idrogeno», lo studio Enea-Confindustria sulla decarbonizzazione attraverso l’idrogeno, il settore del vetro è uno dei settori potenzialmente più adatti a questo impiego. Una alternativa, per la quale bisogna immaginare che nel Pniec (Piano nazionale integrato energia e clima) del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica vengano prefigurate anche misure di sostegno. E sul piano della competitività bisognerà trovare soluzioni condivise a livello europeo, poiché il settore industriale sarà chiamato a fare investimenti nei prossimi anni”.
[ Redazione PROTECTAweb ]
Per rivedere la diretta di adnkronos dell’assemblea tenutasi il 7 luglio a Roma presso l’Hotel Savoy: