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Con Anci-CoReVe, vetro «in raccolta» verso ambiziosi destini…

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di Roberta Di Giuli • Con il «Fondo per le sperimentazioni Anci-CoReVe», a tre anni dalla sua istituzione, interessanti risultati e nuovi scenari per la raccolta della risorsa-rifiuto e per il suo utilizzo


La strategia della raccolta differenziata propone nuovi scenari, che puntano decisi all’ottimizzazione della fase del riciclo. Si parla di raccolta mono-materiale (ossia di solo vetro), di raccolta del vetro colorato da distinguere da quella del vetro bianco, ma si parla anche di una cultura della buona volontà ecologista, che nasce dall’informazione e dalla sensibilizzazione dei cittadini da una parte, e dal finanziamento della ricerca a vantaggio di processi sempre più virtuosi per il riciclo del vetro dall’altra.

Artefice di questa dose energetica di impegno ambientale il Consorzio Recupero Vetro (CoReVe) che, insieme ad Anci (Associazione nazionale comuni italiani), ha creato un fondo speciale per finanziamenti da destinare ai Comuni, finalizzato a migliorare e ottimizzare la qualità della raccolta e il recupero del vetro, in accordo con la direttiva europea.

 

Il fondo viene utilizzato per cofinanziare:

1)     progetti che promuovono la specializzazione:

 

2)     progetti di comunicazione e di controllo sulla qualità dei conferimenti.

 

3)     progetti per forme di riciclo sussidiario ove incanalare flussi «incorreggibili» anche da parte della sofisticatissima tecnologia di selezione oggi in uso.

 

Il fondo è finanziato attraverso l’accantonamento di 0,50 euro per ogni tonnellata raccolta dai Comuni (o loro gestori) e consegnata a CoReVe, per l’avvio a riciclo, con specifiche superiori alla terza fascia di qualità (riconosciuta all’atto del ritiro).

 

Il totale accantonato da CoReVe per il finanziamento del fondo, sulla base dei ritiri effettuati, è stato di circa 645mila euro nel 2011, mentre a fine 2012 l’importo sarà presumibilmente pari a circa 659mila euro.

Un «salvadanaio» utilizzato per avviare progetti specifici, alcuni già conclusi, con l’obiettivo finale di favorire le sperimentazioni e tutte le azioni per migliorare i sistemi di raccolta differenziata del vetro. Si prevede che, nel 2013, gli accantonamenti per i finanziamenti da erogare ai Comuni, raggiungeranno i 703mila euro.

 

Dall’inizio dell’Accordo Anci-CONAI (periodo 2009-2013), il fondo Anci-CoReVe ha accantonato circa 1.755.000 euro e si prevede che, a fine 2013, si raggiungerà la cifra di 3.177.000 euro.

 

 

Un esempio di buona volontà e le prospettive future

92 mila tonnellate di vetro. A fine 2011 la Regione Toscana si presentava con questo «attivo» alla voce «raccolta». Infatti, grazie al progetto avviato per il passaggio alla raccolta mono-materiale, che rappresenta una garanzia di alta qualità del vetro recuperato, sono aumentati i quantitativi complessivamente avviati a riciclo in Toscana.

Importante il contributo del Comitato Paritetico Anci-CoReVe: 400.000 euro complessivi di cui 200.000 euro nel 2011, 100.000 euro nel 2012, 100.000 euro nel 2013. Non da meno, il portafoglio messo a disposizione da CoReVe che ha stanziato nel 2011 corrispettivi di prima fascia per circa 1,7 milioni di euro.

 

Il passaggio definitivo al nuovo sistema di raccolta (da multimateriale a monomateriale) avverrà in cinque anni e si stima che entro il 2015 lo scarto sarà ridotto del 60%. In aumento, inoltre, l’investimento iniziale che da 1.700.000 euro, salirà a 2.800.00 euro a vantaggio del miglioramento qualitativo della raccolta e del riciclo secondario del vetro, non riutilizzabile per nuovi contenitori, in comparti industriali alternativi alle vetrerie.

Grazie a questo sistema, ogni 1.000 tonnellate di rottame di vetro utilizzato per nuovi contenitori, si risparmieranno 1180 tonnellate di materie prime, 120 tonnellate di petrolio e 320 tonnellate di CO2 equivalente.

La ricerca verso nuovi traguardi

Di pari passo si muove la ricerca per inserire il più possibile nel capitolo «recupero». Infatti, il fondo stanziato dal CoReVe e dall’Anci finanzia anche progetti sperimentali volti a individuare impieghi alternativi del vetro destinato alla discarica. È stata perciò finanziata un’attività di ricerca specifica dell’Università di Reggio Emilia e Modena che, tra i risultati più interessanti, ha messo a punto il brevetto della «pasta di vetro», un materiale ottenuto dagli scarti vetrosi fino ad ora destinati alla discarica, che consentirà ad aziende di eco-design, bioarchitettura, imprese di costruzione ecc., di entrare in un nuovo scenario industriale e ottenere importanti vantaggi economici nella fase di produzione, riducendo l’estrazione delle materie prime e di conseguenza anche l’inquinamento. Questo nuovo materiale può trovare applicazione nel comparto dell’edilizia, specie per realizzare rivestimenti e complementi d’arredo, come piastrelle, top per cucina, sanitari, arredi urbani e molti altri manufatti.

 

“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti in questo anno, che dimostrano gli importanti passi in avanti che sono stati fatti dai Comuni verso un costante miglioramento della qualità e dell’omogeneità territoriale della raccolta” – ha dichiarato Giampaolo Caccini, Presidente CoReVe. “Il fondo ANCI-CoReVe, ha sostenuto e dato il via a molti progetti particolarmente significativi finalizzati all’introduzione nei Comuni di sistemi di raccolta più efficaci e tali iniziative hanno trovato nel cittadino un pubblico attivo e attento. E anche lì dove le Amministrazioni si dimostravano più preoccupate, i cittadini hanno dimostrato di saper rispondere molto bene, portando ottimi risultati e questo deve servire da incentivo per tutti gli altri Comuni.”

Roberta Di Giuli
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