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Ecolight: SOS smaltimento piccoli elettrodomestici

Rifiuti piccoli elettrodomestici

Roberta Di Giuli • Finiscono male… i rifiuti RAEE, smaltiti impropriamente dagli italiani che ne disperdono l’82%. Meno di uno su cinque viene recuperato correttamente

 

•• Degno smaltimento per i piccoli elettrodomestici! L’esortazione non trova riscontro nei dati diffusi da Ecolight, il Consorzio che si occupa della gestione dei RAEE, cioè rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche delle pile e degli accumulatori a fine vita. L’82 per cento di questa possibile «risorsa», ma anche causa di inquinamento, prende la via dello smaltimento indifferenziato: “Solamente il 18% dei piccoli elettrodomestici e dell’elettronica di consumo, una volta non più funzionante, segue il corretto percorso di raccolta e smaltimento”, afferma Giancarlo Dezio, Direttore Generale di Ecolight. “Meno di uno su cinque viene conferito correttamente. Il resto, con ogni probabilità, finisce nel sacco della spazzatura indifferenziata”.

 

Sono classificati come raggruppamento R4 dei RAEE questi tipi di rifiuti, il che si traduce nella formula «rifiuti speciali» sia perché composti da importanti quote di materie che possono essere recuperate, e sia da sostanze che potrebbero essere inquinanti. Recuperare correttamente un R4 è quindi importante. “Sono rifiuti riciclabili al 97%”, prosegue Dezio. “Sono composti prevalentemente da ferro e plastica, materiali che possono essere indirizzati verso un percorso di recupero per ottenere materie prime seconde riutilizzabili nei processi produttivi”.

La loro raccolta nel 2012 in Italia ha sfiorato le 39mila tonnellate – di cui 15mila tonnellate sono state gestite da Ecolight -. Un bottino povero se si considerano le circa 200mila tonnellate di piccoli elettrodomestici che sono stati immessi di contro sul mercato. “Anche se esiste l’obbligo di differenziarla, intercettare questa tipologia di rifiuto è complesso”, prosegue Dezio. “Dove mettiamo il frullatore quando non funziona più? E che fine fanno i phon, le radio o i cellulari quando non vanno? In molti casi vengono messi in qualche remoto cassetto di casa, per poi essere gettati senza cura quando danno fastidio”.

Ma come invogliare alla differenziata – che tra l’altro è d’obbligo! – il cittadino «distratto» o «pigro»? Due le strade perseguibili: “Portare il vecchio elettrodomestico alla piazzola ecologica del proprio comune di residenza oppure lasciarlo in negozio quando si va a comprare l’apparecchio nuovo sostitutivo”, spiega il Direttore di Ecolight. Infatti, “secondo quanto prevede il decreto «uno contro uno», il punto vendita è obbligato a ritirare la vecchia apparecchiatura gratis al momento dell’acquisto di una nuova di equivalente funzionalità. Questo significa per esempio: consegno un vecchio lettore vhs e compro un lettore dvd”.

Nell’ottica di incrementare la raccolta di R4, Ecolight, insieme alla multiutility Hera e al consorzio spagnolo Ecolum, darà vita alla sperimentazione di quattro prototipi in Emilia Romagna. “Sulla base di quanto prevede il progetto Identis WEEE (Identification DEterminatioN Traceability Integrated System for Weee), iniziativa finanziata all’interno del programma europeo Life+, – continua il Direttore di Ecolight – sono stati realizzati quattro prototipi, interamente autonomi e in grado di tracciare il rifiuto raccolto. La sperimentazione inizierà in primavera inoltrata e cercherà di intercettare questi rifiuti attraverso cassonetti intelligenti posti sulle strade, nelle piazze e nei centri commerciali”. I dettagli della sperimentazione sono in fase di definizione.

Roberta Di Giuli

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