PROTECTAweb

Raccolta e riciclo degli Imballaggi in alluminio, un’Italia virtuosa

Balle alluminio riciclato - Protectaweb

Photo: CiAL

Dai risultati del CIAL emerge che nel 2012 abbiamo riciclato il 60% dell’immesso sul mercato sollevando l’ambiente di 332 mila tonnellate di anidride carbonica. Il nostro Paese: un buon esempio per il mondo

 

•• Siamo un popolo di instancabili riciclatori! A renderci merito i dati di raccolta e riciclo degli imballaggi in alluminio registrati nel 2012 e presentati in occasione dell’assemblea annuale delle imprese consorziate a CIAL – Consorzio Nazionale per il Recupero e il Riciclo degli Imballaggi in Alluminio, tenutasi il 30 aprile scorso a Milano.

Il nostro impegno di cittadini di buona volontà si traduce in un… peso notevole: nell’ultimo anno sono state infatti riciclate 40.700 tonnellate di imballaggi in alluminio, pari al 59,4% dell’immesso sul mercato (68.500 ton). Con questo recupero sono state evitate emissioni serra pari a 332mila tonnellate di CO2 ed è stata risparmiata energia per oltre 143mila tonnellate equivalenti di petrolio.

A rendere possibile un risultato che ci proietta in cima alla classifica mondiale dei Paesi di buona volontà, la collaborazione dei cittadini e agli accordi stipulati fra CIAL e gli enti locali di riferimento.

Sono infatti 5.500 i Comuni italiani in cui è attiva la raccolta differenziata dell’alluminio (circa il 70% del totale) con il coinvolgimento di oltre 45 milioni di abitanti (il 75% della popolazione italiana).

 

È lo stesso Presidente di CiAl, Bruno Rea, a sintetizzare in una nota i risultati del 2012: Il conseguimento e il consolidamento di una quota di riciclo del 60% e di quasi il 65% di recupero complessivo nel 2012 confermano come il sistema nazionale di gestione degli imballaggi in alluminio negli ultimi anni abbia raggiunto un livello di maturità e di efficienza tali da garantire, in futuro, ulteriori incrementi quantitativi e qualitativi, in particolare, in quelle aree del Paese che ancora oggi risultano maggiormente in ritardo.

I migliori sistemi e modelli di raccolta e le tecnologie più avanzate, come è normale che avvenga considerata l’eterogeneità dei territori, vengono adottate con tempi e modi diversi nelle diverse regioni italiane.


 

La consapevolezza che il processo di sviluppo è ormai irreversibile è data, infatti, dal fatto che, seppur a macchia di leopardo, le principali regioni del Sud Italia dimostrano interessanti e crescenti performance in grado di ridurre il gap con le aree più avanzate in tempi relativamente brevi. L’impegno di CIAL in questo senso prevede ormai da anni un supporto personalizzato che non si limita alla semplice erogazione di corrispettivi economici a fronte del materiale raccolto e conferito ma, piuttosto, a garantire l’individuazione delle migliori opzioni possibili per massimizzare il recupero dell’alluminio nei diversi contesti territoriali”.

In Italia raccolta indifferenziata… del differenziato!

Interessante, inoltre, il riferimento agli altri Paesi europei con i quali l’Italia spesso collabora. Un confronto tutto in positivo per il nostro Paese: “Un ulteriore elemento di soddisfazione e consapevolezza della bontà della linea d’azione intrapresa dal Consorzio – ha continuato Rea – è anche dato dal confronto con i livelli di riciclo conseguiti negli anni dagli altri Paesi dell’Unione Europea, con i quali da tempo ci confrontiamo e spesso collaboriamo condividendo anche progetti di ricerca e sviluppo.

Un aspetto interessante da sottolineare a questo proposito è che, a differenza proprio degli altri Paesi, il sistema italiano è basato sulla raccolta e il recupero di tutte le tipologie di imballaggi e non solo su quelle più facilmente valorizzabili in termini economici. Questo è chiaramente un aspetto fondamentale che conferma la capacità del nostro sistema di coniugare al meglio l’efficienza economico-gestionale con la responsabilità socio-ambientale d’impresa.

Il Consorzio, inoltre, grazie al know how acquisito e riconosciuto collabora e affianca le imprese nella ricerca di soluzioni finalizzate a garantire la sostenibilità ambientale dei prodotti, come nel caso delle capsule in alluminio per caffè Nespresso che, per caratteristiche tecniche, distributive e di consumo richiedono, per la loro valorizzazione, azioni dedicate”.

 

 

Michela Diamante

 

I numeri e i risultati 2012 di CiAl


218 imprese consorziate con 34mila dipendenti e circa 13miliardi di euro di fatturato.

 

Oltre 400 operatori, 197 piattaforme e 14 fonderie su tutto il territorio nazionale garantiscono la raccolta, il trattamento, il riciclo e il recupero dell’alluminio.

 

5.500 Comuni italiani che partecipano alla raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio, con oltre 45milioni di cittadini coinvolti.

 

Quantità di imballaggi in alluminio immesse nel mercato italiano: 68.500 tonnellate.

 

Recupero totale degli imballaggi in alluminio in Italia (quota di riciclo + quota di imballaggi avviati a recupero energetico): 44.200 tonnellate, pari al 64,5% dell’immesso nel mercato.

  • Riciclo: 40.700 tonnellate di imballaggi in alluminio, pari al 59,4% del mercato.
  • Recupero energetico: 3.500 tonnellate (quota di imballaggio sottile che va al termovalorizzatore).

 

Grazie al riciclo di 40.700 tonnellate di imballaggi in alluminio sono state evitate emissioni serra pari a 332mila tonnellate di CO2 e risparmiata energia per oltre 143mila tonnellate equivalenti petrolio.

 

Il 54% dell’alluminio circolante in Italia proviene dal riciclo e i trend produttivi di alluminio riciclato confermano l’Italia ai primi posti in Europa con oltre 862mila tonnellate di rottami trattati (considerando non soltanto gli imballaggi) pari ad oltre il 54% dell’utilizzo complessivo di alluminio grezzo.

 

Exit mobile version