Il Sindaco di Roma annuncia la realizzazione di un termovalorizzatore da 600mila tonnellate annue in grado di abbattere del 90% l’attuale fabbisogno di discariche. Un progetto dai risvolti significativi, a partire da una riduzione delle emissioni del 44%. La soddisfazione di Assoambiente e di Amici della Terra
“…un nuovo impianto per la valorizzazione energetica dei rifiuti, che produca energia e che ci consenta di raggiungere l’obiettivo ambizioso ma possibile di zero discariche. Un termovalorizzatore a controllo pubblico da attuare con le migliori tecnologie disponibili.” L’annuncio del Sindaco della Capitale Roberto Gualtieri, in merito alla realizzazione di un termoventilatore da 600mila tonnellate annue, in grado di coprire il lavoro del 90% delle discariche attualmente in funzione, esprime soddisfazione Chicco Testa Presidente Assoambiente, l’Associazione che rappresenta a livello nazionale e comunitario le imprese che svolgono servizi ambientali, gestiscono rifiuti e sono attive nella Circular economy: “Meritano un plauso – ha detto il Presidente di Assoambiente – le dichiarazioni con cui il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha affermato la necessità per la Capitale di dotarsi di un impianto di recupero di energia da rifiuti non riciclabili. Solo così Roma potrà uscire dalla costante situazione emergenziale”.
Entusiasmo per l’iniziativa anche da parte degli Amici della Terra, che da anni auspicano la scelta per la Capitale di un inceneritore con recupero di energia per uscire dall’emergenza rifiuti. Così il commento della Presidente Monica Tommasi che ricorda “come l’Associazione rivendichi ormai da 20 anni (qui gli articoli de l’Astrolabio sul tema) la necessità per la Capitale di ricorrere alla termovalorizzazione, come unica strada per limitare il conferimento in discarica e per superare una situazione di continua emergenza e di scarsa trasparenza sulle effettive destinazioni dei rifiuti”.
Da Gualtieri, una risposta efficace ad un’emergenza complessa
Il nuovo impianto da 600mila tonnellate, che intendiamo realizzare in tempi molto rapidi, ci permetterà inoltre di chiudere il TMB di Rocca Cencia, come chiedono da tempo i cittadini di quel territorio, e di abbattere del 90% l’attuale fabbisogno di discariche rendendo necessaria non più una discarica del tipo di quelle attualmente presenti sul territorio della città metropolitana. Con questo impianto e con il piano complessivo che oggi abbiamo presentato e che comprende oltre al termovalorizzatore due biodigestori anaerobici, due impianti per la selezione ed il recupero di carta, cartone e plastica e nuovi centri di raccolta Roma potrà finalmente chiudere il ciclo dei rifiuti e mettersi al pari con le grandi capitali europee e le maggiori città italiane.
È bene sottolineare che rispetto al ciclo attuale dei rifiuti, il nuovo impianto e l’insieme del nostro piano determineranno una riduzione delle emissioni di ben il 44%, con un -15% per le emissioni su attività di trasporto, -18% sull’impiantistica e -99% sulle emissioni da discarica. Inoltre, sarà possibile produrre il fabbisogno di energia elettrica di 150.000 famiglie l’anno e risparmiare il gas utilizzato da 60.000 famiglie l’anno, con un contributo molto significativo anche per politiche di contrasto della povertà energetica e al raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni e di maggiore autonomia dell’Italia. La completa chiusura e autonomia del ciclo dei rifiuti consentirà inoltre un vero e proprio abbattimento dei costi del trattamento, che ci consentirà di ridurre la Tari di almeno il 20% e di potenziare in misura significativa le attività di raccolta e di pulizia della città.
Io voglio essere l’ultimo Sindaco che dovrà trascorrere una parte significativa del suo tempo a trovare sbocchi costosi, precari, inefficienti e inquinanti in giro per l’Italia e per l’Europa, sottraendo risorse preziose alle tasche dei romani e alla qualità della pulizia. Roma non merita tutto questo. È tempo di voltare pagina e come Sindaco sento il dovere anche morale di perseguire questo obiettivo con la massima determinazione”.
I dati da Assoambiente
In Europa funzionano 492 impianti di recupero energetico – di cui molti a servizio delle grandi capitali europee – che gestiscono circa 100 milioni di tonnellate di rifiuti. Si tratta di impianti in molti casi moderni e di recente concezione, accettati e graditi dalle popolazioni, che producono energia elettrica e calore distribuito da reti di teleriscaldamento e quindi considerati molto utili. I nuovi impianti di incenerimento grazie a sistemi di controllo degli inquinanti sempre più affidabili e evoluti, presentano di fatto emissioni irrilevanti.
“Per Roma servirebbe”, aggiunge Chicco Testa, “un impianto di 600/700.000 tonnellate l’anno, simile a quello di Acerra a Napoli (oppure di Torino, o di Parigi) con una potenza installata di 100 MW e capace di produrre circa 700/800 milioni di kWh. Il consumo di circa 350/400.000 famiglie romane (circa il 30%). A cui potrebbe aggiungersi il servizio di teleriscaldamento e teleraffrescamento, che potrebbe essere particolarmente adatto per la gestione calore di aree industriali o direzionali”.
Inoltre, la città di Roma dotandosi di un impianto waste to energy moderno spenderebbe meno di quanto spende adesso per trasportare e smaltire i rifiuti (circa 150 milioni di euro l’anno) con un risparmio di circa 30/40 milioni di euro almeno.
“Su un impianto di questo tipo a Roma”, conclude Testa, “potrebbero convergere le migliori competenze pubbliche e private, magari provando ad immaginare anche soluzioni urbanistiche, architettoniche, di design e funzionali innovative e adatte alla realtà di Roma”.
Il punto dell’associazione Amici della Terra
[ Roberta Di Giuli ]
