L’edizione 2013 di Hi Tech&Ambiente ha sottolineato il ruolo strategico del riciclo in nome di un’economia sostenibile, con riferimento al programma di finanziamenti dell’Unione Europea Horizon 2020 che, da febbraio 2014, sosterrà il settore investendo oltre 3 miliardi di euro
•• L’Italia dovrà mettersi a dieta se vuole superare la prova «economia sostenibile», nutrendosi di non più di 360 milioni di tonnellate di materie prime e non dell’attuale miliardo! In sintesi: il nostro ingordo Paese dovrebbe ridurre a un terzo il suo appetito di risorse se vuole entrare comodamente nei panni della sostenibilità. A fronte di questa consapevolezza c’è un dato che potrebbe incoraggiare: entro il 2020, una Unione Europea ben organizzata potrebbe limitare la quantità di materie prime di circa il 25% a parità di produzione. Sarebbe una ventata di «energia» per l’economia e la crescita del PIL porterebbe con sé la creazione di nuovi posti di lavoro, tra 1,4 e 2,8 milioni.
L’Europa, quindi, deve apparecchiare una tavola completamente nuova se vuole significativamente ridurre la sua dipendenza dalle importazioni. Una «dieta» incentrata sul cambiamento sistematico nell’uso e nel recupero delle risorse servirebbe ad aumentarne la competitività e contribuirebbe a costruire un’economia europea che tenga conto dei meccanismi ambientali. Un passo importante è la Direttiva 2012/19/UE del Parlamento europeo e del Consiglio sui Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) che ha introdotto nuove disposizioni per il miglioramento della raccolta, del riutilizzo e del riciclaggio dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e pone ambiziosi obiettivi per i Paesi membri. La Direttiva stabilisce misure volte a proteggere l’ambiente e la salute umana, prevenendo o riducendo gli impatti negativi della produzione e della gestione dei RAEE, migliorando l’efficacia nell’uso delle risorse, contribuendo allo sviluppo sostenibile. Gli Stati membri dovranno raggiungere un elevato livello di raccolta differenziata di tutti i RAEE, adottare le misure adeguate a ridurre al minimo lo smaltimento e assicurarne il trattamento corretto.
Hi Tech&Ambiente, per fare il punto
“La strategia Europa 2020 si focalizza su una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Trasformare l’economia europea in un sistema competitivo, a basse emissioni di carbonio e con un utilizzo sostenibile di materie prime è una grande sfida, che, a partire da gennaio 2014, sarà supportata da Horizon 2020”, ha spiegato Kurt Vandenberghe, Direttore ambiente Commissione Europea DG Ricerca e Innovazione, nel suo videomessaggio di saluto. “Il riciclo è un’area dove l’Europa può fare la differenza in termini di crescita e di nuovi posti di lavoro. I rifiuti, infatti, sono una risorsa per riciclare, riutilizzare e recuperare materie prime. L’obiettivo è realizzare un’economia circolare”, ha concluso.
“Le materie prime sono vitali per l’Europa per due ragioni: sono essenziali per l’economia e la società europea e perché il loro approvvigionamento è minacciato”, ha invece voluto far riflettere Antonio Tajani, vice-Presidente Commissione europea, Responsabile Industria e Imprenditoria, nel suo messaggio portato da Alessandro Giordani, Capo Settore Comunicazione della Commissione Europea – Rappresentanza in Italia. “La strategia dell’Europa – ha continuato – si basa su tre pilastri: garantire condizioni eque di concorrenza nell’accesso alle risorse, favorire l’approvvigionamento sostenibile di materie prime provenienti da fonti europee, promuovere efficienza energetica e riciclaggio. Questi pilastri convergono tutti verso l’innovazione”.
“Per un paese come l’Italia, povera di materie prime e con una grande vocazione manifatturiera, lo sviluppo di una forte industria del riciclo è una questione strategica”, ha spiegato Roberto Morabito, Responsabile Unità Tecnica Tecnologie Ambientali ENEA. “È necessario avviare una fase di transizione da una economia di tipo lineare, basata sulla trasformazione delle risorse in rifiuti, ad una economia di tipo circolare, dove i rifiuti diventano una preziosa fonte di materie prime seconde da reimmettere nei cicli produttivi. Particolare importanza in questo quadro riveste lo sviluppo di tecnologie innovative, ambientalmente compatibili e caratterizzate da sostenibilità economica come ad esempio le tecnologie idrometallurgiche per il recupero di metalli, metalli preziosi e terre rare da RAEE.
“In un Pianeta dotato di risorse limitate, in presenza di una loro domanda in continua crescita, l’accesso alle materie prime diviene un fattore sempre più strategico. In particolare, per una economia di trasformazione dei prodotti come la nostra, la seconda in Europa. Per attenuare i rischi di approvvigionamento – ha continuato Edo Ronchi, Presidente Fondazione Sviluppo Sostenibile – occorre definire una strategia sull’uso efficiente delle risorse e sul riciclaggio dei materiali, che integri la produzione industriale con il comparto economico dedicato alla gestione dei rifiuti. L’efficienza delle risorse non va riferita solo all’energia, ma anche ai materiali, come i metalli, i minerali, e le materie prime critiche. Un esempio tipico di materie prime critiche ricavabili dai RAEE è quello delle terre rare, che sono fondamentali per le tecnologie rispetto alle quali è atteso il maggior sviluppo nei prossimi anni”.
Roberta Di Giuli
