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Eni Storage Systems: al via a Brindisi la fabbrica italiana delle batterie

Eni Storage Systems ha avviato i lavori per la realizzazione del nuovo polo produttivo dedicato alle batterie stazionarie a Brindisi. Il progetto, presentato alla presenza del Ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso e sviluppato da Eni e Seri Industrial, punta a creare una filiera nazionale ed europea per i sistemi di accumulo destinati a supportare la crescita delle energie rinnovabili e la stabilità della rete elettrica

 

Con la posa della prima pietra entra nel vivo la trasformazione industriale del sito Versalis di Brindisi, destinato a diventare uno dei principali poli europei per la produzione di batterie al litio-ferro-fosfato (LFP) dedicate ai sistemi di accumulo energetico. La cerimonia si è svolta alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e delle autorità locali.

Il progetto è sviluppato da Eni Storage Systems, società partecipata da Eni Industrial Evolution e FIB, azienda del gruppo Seri Industrial, e rappresenta l’ingresso di Eni nel settore delle batterie stazionarie, considerato strategico per la transizione energetica e la sicurezza del sistema elettrico.

La nuova fabbrica sorgerà in un’area dello stabilimento brindisino precedentemente utilizzata per attività industriali ormai dismesse e ospiterà una gigafactory per la produzione di celle e moduli LFP, oltre a un impianto per l’assemblaggio dei sistemi di accumulo BESS destinati principalmente al mercato delle energie rinnovabili.

Posa della prima pietra della fabbrica per la produzione di batterie stazionarie a Brindisi

I sistemi di accumulo consentono infatti di immagazzinare l’energia prodotta da impianti eolici e fotovoltaici nei momenti di maggiore produzione per renderla disponibile quando la domanda cresce o la generazione da fonti rinnovabili diminuisce. Una funzione considerata fondamentale per gestire l’intermittenza delle fonti rinnovabili e garantire la stabilità delle reti elettriche.

Il piano industriale prevede una seconda fase di sviluppo che comprenderà la produzione della materia attiva catodica e il riciclo delle batterie a fine vita, completando così l’intera filiera produttiva. La capacità complessiva prevista entro il 2030 raggiungerà i 16 GWh all’anno, suddivisi tra Brindisi e lo stabilimento Seri Industrial di Teverola, in provincia di Caserta.

Secondo le stime del settore, il mercato europeo dei sistemi di accumulo è destinato a crescere rapidamente, passando da una domanda di 36 GWh nel 2025 a circa 138 GWh entro il 2030. Il progetto di Eni e Seri Industrial punta quindi a coprire oltre il 10% del mercato europeo delle batterie stazionarie.

L’investimento si inserisce nel più ampio percorso di riconversione industriale avviato da Eni e punta a rafforzare la competitività tecnologica italiana nel settore energetico, favorendo al tempo stesso lo sviluppo di competenze locali e nuove opportunità occupazionali.

L’avvio del cantiere di Brindisi rappresenta un passo importante per la costruzione di una filiera italiana delle batterie e dei sistemi di accumulo. In un mercato destinato a crescere insieme alle energie rinnovabili, il progetto punta a coniugare innovazione industriale, autonomia strategica e sviluppo del territorio, rafforzando il ruolo dell’Italia nella transizione energetica europea.

[ Alessandra Vitale ]

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