Il MiTE rilancia sull’economia dell’idrogeno
Si sono chiusi i termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse per dare attuazione all’investimento 3.1 «Produzione in aree industriali dismesse», previsto nell’ambito della Missione 2 «Rivoluzione verde e transizione ecologica», Componente 2 «Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile» del PNRR. Il Ministro della Transizione Ecologica aveva emanato un Avviso pubblico
al fine di individuare le Regioni e le Province autonome interessate ad avviare, nei propri territori, una procedura di selezione finalizzata al finanziamento di progetti di investimento che prevedano la riconversione di aree industriali dismesse per la creazione di Centri di produzione e distribuzione di idrogeno, prodotto utilizzando unicamente fonti di energia rinnovabili.
Il progetto, che ha una capienza di 500 milioni di euro, si pone l’obiettivo di promuovere la produzione e l’uso di idrogeno nell’industria e nel trasporto locale, con la creazione delle cosiddette hydrogen valleys, vere e proprie aree industriali con economia in parte basata su idrogeno. Per contenere i costi verranno utilizzate aree industriali dismesse già infrastrutturate, per installare impianti per la produzione di idrogeno alimentati da energia elettrica prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili prodotta localmente (cosiddetto «idrogeno verde»).
Una seconda vita…
La superficie totale delle aree industriali nel territorio nazionale è di circa 10.000 km2 secondo una indagine di alcuni anni fa. Si prevede in una prima fase il trasporto dell’idrogeno alle industrie locali mediante carri bombola oppure utilizzando condotte gas esistenti in miscela con il metano. In aggiunta, per aumentare la domanda, si prevede la possibilità di effettuare rifornimento con idrogeno nelle stazioni per camion o trasporto pubblico locale.
Il progetto ha quindi l’ambizione di dare a questi luoghi una seconda vita, utilizzando le loro infrastrutture esistenti, se compatibili, per una serie di servizi energetici, con una produzione prevista in questa fase compresa tra 1 e 10 MW per sito.
L’iniziativa a quanto ci risulta ha raccolto notevole interesse da parte delle Regioni e delle Province autonome, oltre che delle imprese locali.
Il prossimo passo sarà il lancio dei bandi di finanziamento su base regionale, con successiva selezione dei progetti che dovranno essere completati entro la metà del 2026.
[ Redazione PROTECTAweb ]
