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UE: la Ricerca continua…

Ricerca scientifica

Finanzia l’eccellenza nella ricerca d’avanguardia l’Unione Europea che assegna 575 milioni di euro ai progetti più significativi di ricercatori a metà carriera. Tra questi, uno studio per la previsione dei vulcani


•• C’è un’avanguardia, che spinge avanti il mondo, capace di allargare i confini delle nostre conoscenze. È composta da un esercito di ricercatori che spesso però, a metà percorso nel difficile cammino verso il raggiungimento dei loro obiettivi, esauriscono i finanziamenti e devono piegarsi alle pratiche esigenze economiche, dichiarando la resa. Così, un incalcolabile potenziale patrimonio di esperienza e di conquiste, finisce per dileguarsi.  A loro, o meglio a qualcuno di loro, ha pensato il Consiglio Europeo della Ricerca (CER) che ha selezionato 312 scienziati di punta a cui destinare borse di studio di consolidamento (Consolidator Grant). Un’opportunità di grande importanza che consentirà ai ricercatori di organizzare le proprie squadre e di sviluppare ulteriormente le idee migliori.

Assistenza ai progetti innovativi

Un concreto «no» dunque, quello della Commissione Europea, al rischio che grandi progetti finissero nel dimenticatoio. Non si poteva certo rinunciare a perseguire l’obiettivo di prevedere le eruzioni vulcaniche grazie ad un orologio geochimico, o di analizzare gli effetti della materia oscura e dell’energia oscura sulla teoria gravitazionale, o di verificare la responsabilità attiva e passiva e i rischi in situazioni in cui l’azione è delegata a sistemi intelligenti, o di esplorare il ruolo dei fattori genetici e ambientali nei circuiti cerebrali a livello embrionale, per citarne alcuni.

L’importo totale del finanziamento per questo ciclo è di 575 milioni di euro, con una media per borsa di studio pari a 1,84 milioni di euro fino ad un massimo di 2,75 milioni di euro (ulteriori informazioni qui).

Máire Geoghegan-Quinn, Commissaria europea per la Ricerca, l’Innovazione e la Scienza, ha dichiarato: “Questi ricercatori percorrono strade innovative che faranno avanzare la conoscenza e apporteranno un contributo concreto nella società. Il CER offre loro assistenza in una fase cruciale, in cui è spesso difficile reperire finanziamenti: quando hanno bisogno di spingersi avanti nella carriera sviluppando la loro propria ricerca con la loro squadra.”

Chiamati all’appello dal concorso del CER sono i ricercatori di punta di qualunque nazionalità, purché stabiliti o disposti a stabilirsi in Europa. Nel bando in questione, le borse sono assegnate a ricercatori di 33 diverse nazionalità, ospitati in istituti situati in 21 diversi paesi d’Europa, 9 dei quali ospitano cinque o più borsisti. In termini di istituti ospitanti, il Regno Unito (62), la Germania (43) e la Francia (42) sono i paesi ai primi posti. Vi sono anche ricercatori ospitati presso istituti nei Paesi Bassi, in Svizzera, Spagna, Italia, Israele, Belgio, Svezia, Austria, Danimarca, Finlandia, Portogallo, Grecia, Ungheria, Irlanda, Turchia, Cipro, Repubblica ceca e Norvegia. In Italia sono 20 i ricercatori che riceveranno una borsa di studio di consolidamento. In termini di nazionalità dei ricercatori, tedeschi (48 borse di studio) e italiani (46) sono i più numerosi, seguiti da francesi (33), britannici (31) e olandesi (27) (vedi statistiche qui).

A questo primo concorso per borse di studio di consolidamento del CER sono state presentate oltre 3.600 proposte. La quota di donne tra i candidati idonei (24%) è aumentata rispetto all’equivalente gruppo di ricercatrici a metà carriera nel concorso per borse di studio di avviamento del 2012 (22,5%). L’età media dei ricercatori selezionati è 39 anni.

Il 45% dei borsisti è stato selezionato nel settore «fisica e ingegneria», il 37% in quello delle «scienze della vita» e il 19% in quello delle «scienze sociali e umane». I borsisti sono stati scelti attraverso una valutazione tra pari effettuata da 25 Commissioni composte da scienziati di chiara fama provenienti da tutto il mondo.

Tempo contato per le eruzioni vulcaniche?

Punta con determinazione alla previsione delle eruzioni vulcaniche il dott. Diego Perugini, giovane ricercatore dell’Università di Perugia che riceverà 1,9 milioni di euro per portare avanti la sua ricerca «CHRONOS».

La storia antica (dal Vesuvio del 79 DC) e modernissima (al vulcano Eyjafjallajökull in Islanda del 2010) insegna come l’umanità debba fare puntualmente i conti con le eruzioni vulcaniche. Il nemico più visibile di tutti, apparentemente il più prevedibile, ancora oggi detiene il segreto del suo risveglio.

Si sa che la causa scatenante delle eruzioni è il riempimento di una camera magmatica al di sotto del vulcano e il mescolamento di magma al suo interno. Dallo studio di questi processi parte il dott. Perugini con la sua squadra, che vuole arrivare a calcolare con precisione i tempi delle eruzioni. Quando i diversi magma si mescolano causano modifiche agli elementi chimici che vengono registrate nelle rocce vulcaniche come se fossero congelate nel tempo. I ricercatori useranno questi dati geochimici per misurare il tempo trascorso tra il mescolamento e l’eruzione, proprio come l’ora rimane fissata su un orologio rotto sulla scena di un crimine. Le ricerche si concentreranno su due regioni attive nell’Italia meridionale, inclusa l’area del Vesuvio, e sul vulcano di Soufrière Hills, ai Caraibi, diventato attivo nel 1995 con effetti catastrofici. La squadra realizzerà anche il primo «mescolamento di magma» sperimentale in laboratorio. Se avrà successo, il progetto consentirà di prevedere in modo molto preciso le eruzioni vulcaniche e di mitigarne i pesanti effetti sociali e ambientali.

L’organizzazione del finanziamento

A causa del crescente numero di domande, dal 2013 il sistema borse di studio del CER è stato diviso in due: le borse di avviamento, destinate a ricercatori aventi dai 2 ai 7 anni di esperienza dopo il conseguimento del dottorato di ricerca (PhD), e le nuove borse di consolidamento, destinate a ricercatori dai 7 ai 12 anni di esperienza. Il precedente bando per borse di avviamento (2012) aveva due sottocategorie («avviamento» e «consolidamento»), che corrispondevano all’attuale suddivisione. Quest’anno le domande per borse di consolidamento sono aumentate del 46% rispetto al corrispondente gruppo di richiedenti nel 2012.

La borsa di studio di consolidamento del CER si riassume nei seguenti termini:

• destinata ai migliori ricercatori di qualsiasi paese ed età, che hanno maturato più di 7 e fino a 12 anni di esperienza dopo il dottorato di ricerca (PhD) e vantano un percorso scientifico particolarmente promettente.

• L’approccio di base è semplice: 1 ricercatore, 1 istituto ospitante, 1 progetto, 1 criterio di selezione: l’eccellenza.

• L’istituto ospitante deve essere stabilito nello spazio europeo della ricerca (Stati membri UE + paesi associati al programma di ricerca dell’UE). Non sono previsti consorzi. Non sono necessari cofinanziamenti.

• Finanziamento: fino a 2,75 milioni di euro per borsa di studio fino a 5 anni.

• Bandi di gara: pubblicati annualmente.

Le borse concesse nell’ambito di quest’ultimo concorso permetteranno agli scienziati selezionati di formare la propria squadra di ricerca. Secondo le stime, in queste squadre finanziate dal CER saranno coinvolti in totale 1.100 studenti di post-dottorato e dottorato Istituito nel 2007 dall’UE, il Consiglio europeo della ricerca è la prima organizzazione paneuropea che finanzia l’eccellenza nella ricerca d’avanguardia. Dal 2007 al 2013, nell’ambito del VII programma quadro di ricerca dell’UE, il bilancio del CER è stato di 7,5 miliardi di euro. Nell’ambito del nuovo programma quadro per la ricerca e l’innovazione (2014-2020), «Orizzonte 2020», il CER dispone di una dotazione notevolmente incrementata di oltre 13 miliardi di euro.

Roberta Di Giuli

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