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Le migrazioni degli uccelli regolate dal gene Clock

migrazione uccelli

La scarsa variabilità evolutiva del gene oggetto dello studio degli scienziati dell’Università di Milano-La Statale, spiegherebbe le  difficoltà di adattamento di molte specie di uccelli ai cambiamenti climatici

Si chiama Clock ed è il gene che si ritiene abbia un ruolo importante nelle fasi di migrazione degli uccelli. In che modo? Diciamo innanzitutto che l’ipotesi di trovare un nesso tra variabilità individuale nei tempi della migrazione e variabilità a specifici geni è un territorio di ricerca mai esplorato prima. Lo fa dunque per la prima volta lo studio condotto da Nicola Saino, Luca Gianfranceschi e Diego Rubolini, del Dipartimento di Bioscienze dell’Università di Milano-La Statale, pubblicato dalla prestigiosa rivista Molecular Ecology. La ricerca è stata condotta in collaborazione con l’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca e con il concorso di volontari.

In sostanza, lo studio dimostra una associazione fra la data di migrazione di individui di due specie di uccelli migratori trans-Sahariani – l’usignolo e lo stiaccino – ed il loro genotipo Clock, un gene altamente conservato ed implicato nella regolazione delle risposte fotoperiodiche in molti organismi. Questo gene contiene una serie di lunghezza variabile di triplette CAG che codificano per l’aminoacido glutammina. I ricercatori hanno dimostrato che gli individui con varianti alleliche caratterizzate da un maggior numero di triplette CAG hanno migrazione più tardiva rispetto a quelli con un numero minore, indipendentemente dal sesso e dall’età.

Tutte le specie studiate hanno mostrato un basso polimorfismo genetico, che suggerisce l’intervento di selezione stabilizzante nel corso della storia evolutiva delle loro popolazioni. La scarsa variabilità di questo gene lascia purtroppo presagire che le popolazioni di questi uccelli migratori difficilmente potranno adattarsi in modo rapido ai cambiamenti climatici, modificando in modo opportuno i tempi della loro migrazione primaverile.

La comprensione dei meccanismi che governano le fasi e le caratteristiche della migrazione degli uccelli e la modalità con cui il carico genetico, determinato dalla ridotta capacità di evoluzione delle popolazioni di uccelli a fronte dei rapidi cambiamenti climatici in atto, possa causare declino demografico ed estinzioni locali è ora più facile grazie allo studio. Esso conferma inoltre il ruolo importante giocato dal gene Clock nel dettare la scansione temporale della life-history degli uccelli, un dato documentato in precedenza anche da studi svolti sulla riproduzione e la muta del piumaggio in rondine all’interno dello stesso Dipartimento di Bioscienze.

Luca Strinati
[21 Apr 2015]

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