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MICORE: UN OCCHIO SUL MARE IN TEMPESTA

MICORE

Un progetto finanziato dall’UE punta a «mettere in sicurezza» dal rischio inondazioni, gli insediamenti che gravitano sulle zone costiere. Le autorità locali della Regione Emilia-Romagna osservano con «lui» 130 chilometri di coste


•• Camera vista mare? Romanticamente suggestivo ma anche altamente rischioso. Ci sono abitazioni infatti, non poche…, che quando la piacevole brezza marina si trasforma in preoccupante tempesta e alza il livello del mare, possono pagare salatissimo il loro romantico affaccio.

A porre attenzione a questo rischio sono due progetti finanziati dall’UE, atti proprio a garantire la sicurezza delle persone e delle abitazioni sulla costa. Come? A scendere in campo sono un sistema di allerta tempestiva per le tempeste costiere e un sistema per aiutare le autorità locali, i costruttori e i progettisti, ad una pianificazione intelligente.

Allerta tempestiva e pianificazione mirata

È storia ormai tristemente nota che le zone costiere, per elevata densità di popolazione, erosione e innalzamento del livello del mare dovuto ai cambiamenti climatici, fattori che accrescono la probabilità di una risalita delle acque, devono fare ciclicamente i conti con il rischio inondazioni. Qualcosa si può fare per prevenire il rischio ed arginare i danni, sia nell’ambito dell’allerta tempestiva sia nell’ambito della pianificazione mirata, ossia in fase di progettazione e costruzione delle infrastrutture. Si chiamano rispettivamente progetto MICORE (Storm Impact Early Warning System – Sistema di allerta precoce per i rischi associati alle tempeste) e progetto THESEUS le «armi» messe a punto per prepararsi alla sfida.

Finanziato dall’UE, il progetto MICORE ha messo a punto un sistema di allerta tempestiva simulando i pericoli causati dalle ondate delle tempeste che erodono le coste. Migliorando i metodi di previsione e di reazione alle catastrofi, obiettivo primo del progetto, si aumenta la sicurezza pubblica. Ma come «lavora» MICORE? Il sistema è basato su un codice «open source» che fornisce informazioni sulle condizioni delle onde e della marea oltre ad informazioni morfologiche più dettagliate su luoghi specifici, da Ravenna, nel Mar Mediterraneo, a Varna, nel Mar Nero, e dalla costa baltica della Polonia alla costa del Mare del Nord in Belgio. Non sfuggono al controllo nemmeno le coste dell’Atlantico lungo la parte meridionale della Spagna (Cadice) e del Portogallo (Algarve) e le coste del Mare d’Irlanda. Durante il progetto, conclusosi nel settembre 2011, sono stati messi a disposizione prototipi gratuiti in linea con informazioni in tempo reale.

Il coordinatore del progetto Paolo Ciavola dell’Università di Ferrara ha spiegato che il sistema di allerta tempestiva è abbastanza flessibile per poter essere utilizzato in zone costiere diverse. “Riteniamo che l’approccio che abbiamo sviluppato sia esportabile”, ha dichiarato. “Ad esempio, in Italia lo abbiamo inizialmente sperimentato su una spiaggia, ma adesso lo stiamo applicando ai 130 km della regione Emilia-Romagna dove, con l’appoggio delle autorità locali, è diventato uno degli esempi più riusciti di trasferimento delle conoscenze dagli scienziati agli utenti finali. Abbiamo collaborato con la società United States Geological Survey che sta applicando un metodo analogo in California, quindi l’impostazione è applicabile su larga scala.”.

Alcuni dei precedenti partner del progetto stanno collaborando al progetto finanziato dall’UE RISC-KIT per migliorare il software.

Ma veniamo a quello che dovrebbe rappresentare il Piano «A» di una efficace politica di prevenzione dei rischi: costruire con «criteri» anti… inondazione. L’Europa racconta modi diversi di essere vulnerabili a questi fenomeni. Grazie allo studio degli aspetti scientifici, sociali, economici e ambientali delle inondazioni costiere, il progetto THESEUS, – anch’esso finanziato dall’UE – ha raccolto orientamenti e consulenze per aiutare i costruttori e le autorità locali a mantenere sicure le abitazioni e le infrastrutture indipendentemente dalle caratteristiche fisiche o geografiche della regione.

Questo pacchetto di programma include un sistema di supporto per l’adozione di decisioni. I responsabili politici devono semplicemente indicare le condizioni cui devono far fronte. “Gli effetti a breve, medio e lungo termine della costruzione o dello sviluppo delle comunità costiere possono quindi essere identificati” ha dichiarato la coordinatrice del progetto THESEUS, Barbara Zanuttigh dell’Università di Bologna. Il manuale del progetto intende dunque ad aiutare i gestori delle zone costiere ad applicare la metodologia THESEUS e a scegliere le migliori opzioni per attenuare gli impatti ed è integrato da una serie di note strategiche che permettono ai responsabili delle decisioni di individuare i punti forti e deboli delle politiche in vigore, oltre alle principali sfide che essi devono affrontare.

Máire Geoghegan-Quinn, Commissaria europea per la Ricerca, l’innovazione e la scienza, ha dichiarato: “Le inondazioni colpiscono migliaia di europei ogni anno e, con i cambiamenti climatici in corso, potrebbero colpirne molti di più in futuro. La ricerca dell’UE, finanziata nell’ambito del programma Orizzonte 2020, aiuta a tutelare i cittadini e il benessere economico dell’Europa.”

Roberta Di Giuli
[1 Ott 2014]

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