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BALENOTTERA PROTAGONISTA D’INVERNO NEL MEDITERRANEO OCCIDENTALE

Molteplici avvistamenti del cetaceo durante la campagna di monitoraggio realizzata con navi e traghetti di linea

 

Mar di Sardegna, la parte di mare compresa tra l’isola italiana della Sardegna e l’arcipelago spagnolo delle Baleari, teatro di avvistamenti. Durante la campagna invernale di monitoraggio cetacei da traghetto, infatti, nella regione marina del Mediterraneo Occidentale, sono statti avvistati numerosi esemplari di balenottera, oltre a capodogli, globicefali, zifi e grampi e i più comuni tursiopi e stenelle.

In particolare gli avvistamenti avvengono lungo il transetto marino transfrontaliero che da Civitavecchia arriva a Barcellona attraversando così le acque giurisdizionali di Italia, Francia e Spagna. La ricerca è inserita all’interno di un network internazionale che monitora i cetacei utilizzando navi e traghetti di linea come piattaforme di osservazione. Mezzi utili per monitorare aree di alto mare.

 

Nello specifico la campagna di monitoraggio invernale del Mediterraneo Occidentale è resa possibile grazie alle navi della Grimaldi Lines. Il transetto marino, attraversa aree di mare con diversa morfologia e batimetria, passa anche per le Bocche di Bonifacio permettendo così di monitorare anche questo tratto di mare dove, per la sua vulnerabilità legata al trasporto marittimo, è stata istituita la prima PSSA del Mediterraneo. Proprio allo sbocco delle Bocche di Bonifacio nel Mar di Sardegna (monitorate in estate anche lungo la rotta S. Teresa di Gallura – Bonifacio) all’altezza dell’Isola dell’Asinara sono avvenuti in numerosi avvistamenti di balenottere.

 

I traghetti sono ottime piattaforme per gli avvistamenti in mare di cetacei, tartarughe, uccelli marini e macro rifiuti marini”, ci dice Anna Ruvolo che insieme ad altre ricercatrici dell’Università di Pisa hanno monitorato per quattro anni consecutivi il tratto di mare tra Livorno e Bastia nel Santuario di Pelagos. “In particolare”, aggiunge la dott.ssa Ruvolostiamo adattando un protocollo per monitorare il marine litter da traghetto, come già avviene in altri contesti internazionali. Il marine macro litter, infatti, oltre ad avere un impatto negativo sul turismo è anche molto pericoloso sia per plastiche che vengono ingerite sia per le reti fantasma che si aggrovigliano a volte intorno a cetacei e tartarughe”.

 

Al network di ricerca, coordinato da ISPRA, operante in particolare nell’area del Santuario Pelagos, partecipano diversi enti di ricerca italiani e francesi oltre che due diverse compagnie di traghetti la Grimaldi Lines e la Corsica-Sardinia Ferries.

Redazione Protectaweb