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Proposta Cortexa: incentivi mirati all’efficienza energetica

All’EAE ETICS Forum di Milano, il responsabile del gruppo Advocacy di Cortexa Filippo Colonna, auspica un confronto tra le istituzioni e tutte le categorie per mettere a fuoco un piano credibile e stabile per l’efficienza energetica partendo dall’implementazione dell’EPBD in Italia

 

L’edizione numero 7 dell’EAE ETICS Forum, organizzato da Cortexa e EAE a Milano, punta il dito sull’importanza di disporre di “un canale di incentivi dedicato all’efficienza energetica”. A sostenerlo, di fronte ad una platea di oltre 200 esperti provenienti da tutto il mondo, è stato Filippo Colonna, responsabile del gruppo Advocacy di Cortexa, socio fondatore di EAE, l’associazione Europea di Produttori di Sistemi a Cappotto.

In occasione della Tavola Rotonda, moderata da Giuseppe Latour giornalista de «Il Sole 24 Ore», che si è tenuta nell’ambito di quello che rappresenta l’unico evento internazionale sul Sistema a Cappotto, Filippo Colonna ha sottolineato: “I produttori di Sistemi a Cappotto sono sempre stati disponibili al confronto con la politica e le istituzioni. Tant’è vero che, attraverso il tavolo interassociativo che riunisce diversi enti, associazioni confindustriali e no, tra cui Cortexa, sono stati presentati due emendamenti alla Legge di Bilancio 2026. Il primo per distinguere e potenziare il canale dedicato all’efficienza energetica, separandolo dalle altre detrazioni. Perché è impensabile che gli interventi di efficientamento finiscano in un’unica agevolazione indifferenziata, che può arrivare fino al 50%, e che incentiva allo stesso modo gli interventi per rifare un bagno e quelli per riqualificare e migliorare le prestazioni energetiche di un edificio. La filiera dell’efficienza energetica, decisiva per gli obiettivi di riduzione di emissioni e consumi, necessita di un canale preferenziale. Un secondo emendamento propone di reintrodurre, pur in un perimetro rigoroso e selettivo, la cessione del credito e lo sconto in fattura. Sappiamo che su questo punto il Governo è meno disponibile, ma non si può buttare via ciò che di buono c’era nel meccanismo del Superbonus: il meccanismo delle riqualificazioni energetiche va reso applicabile su larga scala e soprattutto dotato di una visione di medio-lungo periodo, fondamentale per il nostro settore.

I produttori di Sistemi a Cappotto sono grandi aziende manifatturiere che generano lavoro e Pil, e che non possono vedersi definito un orizzonte progettuale, per poi ritrovarselo svuotato, senza alternative e senza un’ottica d’insieme che guardi al lungo periodo. Oggi il legislatore è il grande assente, non solo fisicamente ai tavoli di confronto, ma anche nel merito. Come Consorzio Cortexa, oltre all’attività di Advocacy a livello regionale e nazionale, lavoriamo da vent’anni per qualificare, normare e certificare il settore. Abbiamo trasformato un mercato che agli inizi era senza regole e criteri precisi, realizzando il manuale divenuto base delle norme UNI per la progettazione e per la certificazione delle squadre di posa dei sistemi a cappotto. Oggi esistono kit di sistema marcati CE, certificati ETA, norme tecniche sulla progettazione e patentini per i posatori formati ed esperti. Il mercato è pronto: il Superbonus ha spinto le aziende a strutturarsi e ha stimolato a suo tempo un percorso di formazione e certificazione anche presso i posatori. L’errore da evitare è replicare misure brevi e brucianti come quelle passate, ma la soluzione non può essere la totale assenza di visione a cui stiamo assistendo. Occorre tornare a un tavolo con tutte le categorie e ridisegnare insieme un piano credibile e stabile. I segnali legati all’EPBD non sono incoraggianti, ma confidiamo si tratti solo di un ritardo e non di una scelta precisa di non agire”.

[ Redazione PROTECTAweb ]