Gestire in modo responsabile le foreste, fonte esauribile di materia prima, contribuisce alla sostenibilità ambientale. In crescita questa consapevolezza, come testimonia l’aumento nel mondo delle aziende certificate. L’Italia vanta il primato europeo per numero di certificati attivi ed è il secondo Paese a livello mondiale
Si chiama Forest Stewardship Council (FSC) Italia la ONG che si occupa della gestione responsabile delle foreste nel nostro paese.
Questa grande ricchezza è utilizzata da molti settori quali carta, imballaggi, legno-arredo, tessile. “Registriamo un aumento della richiesta di materiale e prodotti di origine sostenibile” afferma Diego Florian, Direttore di FSC Italia. “Lo chiedono le aziende, impegnate a dimostrare il loro impegno per filiere trasparenti; lo vogliono i cittadini, sempre più disposti a premiare le realtà virtuose dal punto di vista sociale ed ambientale”.
Aziende e consumatori chiedono che i prodotti offerti dai boschi siano certificati con criteri di sostenibilità ambientale.
FSC è attiva da 20 anni nel nostro paese e registra un continuo aumento di aziende con certificati attivi. A fine 2020 erano 2.831 le realtà aziendali inserite in questo contesto, soprattutto relative a carta e packaging, settore, quest’ultimo, che ha visto un notevole incremento con l’impennata delle vendite on-line.
Settori accorti al problema si sono rivelati il legno-arredo, con 70 nuovi certificati rilasciati nel 2020 e il tessile con 34 nuovi certificati per i filati e i tessuti.
Sono 68.486 gli ettari di bosco certificato FSC nel nostro Paese, suddivisi in 19 certificati attivi: +3,21% rispetto al 2019. “Siamo un Paese – spiega Florian – in cui mancano ancora punti di contatto tra boschi, società ed industria nazionale dei settori legno, carta e derivati. Fortunatamente, stanno aumentando le realtà che decidono di far verificare e remunerare gli impatti positivi della propria gestione forestale sui servizi naturali, i cosiddetti servizi ecosistemici: un fattore che può funzionare da volano per una nuova, più consapevole economia verde e per valorizzare il lavoro e la presenza sul territorio dei gestori forestali”.
Nel 2020 Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve, Magnifica Comunità di Fiemme e Agris in Sardegna, hanno deciso di quantificare i servizi naturali offerti dai boschi come stock di anidride carbonica, conservazione dell’acqua, del suolo e della biodiversità, e miglioramento dell’offerta turistico-ricreativa e culturale, mettendoli a disposizione di investitori e sponsor interessati a sostenere finanziariamente chi si impegna per mantenerli.
Sei sono le verifiche sui servizi ecosistemici oggi presenti in Italia, il primo al mondo a misurare e certificare i servizi naturali offerti dai boschi, per un totale di 55.685 ettari.
Gestione responsabile forestale nel mondo
Sono 221.201.420 gli ettari di foreste certificate FSC nel mondo (+10% nell’ultimo anno) in oltre 80 Paesi. Una forte crescita registrata in Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Svezia, Russia, Repubblica del Congo, Namibia, Cina e Turchia. 1.739 (+4.2% a livello globale e +9,6% in Europa) i certificati di gestione forestale.
Aumentano nel mondo le aziende certificate, ma l’Italia vanta il primato europeo per numero di certificati attivi ed è il secondo Paese a livello mondiale.
“Il 2020 è stato un anno al di fuori di parametri di ordinarietà e normalità – commentano i neo eletti Presidente e vice-Presidente di FSC Italia Mauro Masiero e Maria Rita Gallozzi – che ci ha avvicinato più che mai al concetto di resilienza, come individui e come comunità. Un anno che ci ha portato in dote i primi «pezzi» di Green New Deal europeo, a cominciare dalla Strategia sulla Biodiversità per il 2030.
In futuro dovremo porre sempre maggiore attenzione alla multiutilità delle risorse boschive, intesa come capacità naturale di contribuire a processi e filiere sostenibili in ambiti tradizionali (stampa, arredo, edilizia) o fortemente innovativi come ad esempio il settore della moda o del calcolo/minimizzazione degli impatti. Auspichiamo che ciò si traduca anche in una sempre maggiore connessione del già virtuoso settore industriale italiano della trasformazione del legno e della carta con l’approvvigionamento nazionale della materia prima legnosa, rendendo l’Italia un Paese davvero forestale”.
[ Federica Pacetti ]










































