Apre le porte, dopo 10 anni di «sostenibile» realizzazione, il Museo della Scienza di Trento progettato da Renzo Piano. Opera che ha meritato la prestigiosa certificazione per la sostenibilità in edilizia LEED Gold
•• È un inno alla sostenibilità il MUSE di Renzo Piano. Il progetto era una sfida. L’occasione di dimostrare quanto e come fare per dare corpo – e vita – a edifici sostenibili complessi, quelli, per intenderci, che hanno un ruolo sociale e numerose implicazioni, mettendoci anche quel guizzo d’artista che fa di un lavoro ottimo un capolavoro unico. Il LEED Gold ottenuto ha messo il sigillo a tutto questo!
L’inaugurazione ufficiale del museo, che, collocato all’interno del nuovo quartiere «Le Albere» a Trento, (riqualificazione dell’ex area Michelin) è avvenuta il 27 luglio, è stata l’emozionante consegna di una creazione specialissima, perché meritevole della certificazione LEED® NC 2.2 Gold, rilasciata dall’ente certificatore GBCI (Green Building Certification Institute) di Washington, D.C. Il Museo delle Scienza di Trento, porta appunto la firma di Renzo Piano RPBW, ed è stato gestito da IURE S.p.A in nome e per conto di Fondo Clesio di SGR Castello.
“Quando si inaugura un progetto come questo, per un architetto è un momento di gioia, ma allo stesso tempo è un momento anche di malinconia, perché quel progetto non è più tuo. Adesso questo progetto, questo Museo, è vostro”. Le parole sono di Renzo Piano che ha consegnato le «chiavi» del Museo alla sua città e ai suoi visitatori.
Opera prima…

Il riconoscimento ha varcato immediatamente i confini del successo regionale per rappresentare un traguardo italiano: MUSE è infatti il primo museo italiano a ricevere l’ambita certificazione LEED NC, costituendo un nuovo benchmark nel settore. Livello GOLD è stato il posizionamento ottenuto con il sistema di rating LEED, raggiunto anche grazie al supporto di HABITECH – Distretto Tecnologico Trentino per le attività di «Project Management LEED». Nessun dettaglio è stato trascurato in fase di realizzazione: dalla scelta dei materiali e le modalità di gestione delle attività di costruzione, alla relazione con il contesto insediativo e dei servizi, dalla relazione degli utenti dell’edificio con la rete dei percorsi pedonali e dei servizi di trasporto collettivo fino alle strategie estremamente efficaci di riduzione dei consumi energetici ed idrici. In particolare, la strategia energetica ha considerato l’interazione involucro impianti e combinato la riduzione dei consumi dell’edificio concepito come sistema con la fornitura di energia «verde», il ricorso intensivo alle rinnovabili, fotovoltaico e geotermia, nel contesto di un intero comparto servito dalla nuova centrale di trigenerazione.

Integrato è stato anche l’approccio al «sistema acqua», con risparmio dell’uso di acqua potabile quintuplicato rispetto ai migliori benchmark di riferimento grazie all’adozione incrociata di sistemi di riduzione e il riutilizzo dell’acqua piovana.
Attenzione massima anche agli spazi interni, dove la relazione con la vista sul paesaggio e la luce naturale e l’uso di materiali basso emissivi hanno puntato ad alte prestazioni in termini di comfort e salubrità. Per i crediti del segmento costruzioni vanno rilevati i punti di «performance esemplari», ottenuti grazie all’interramento totale dei parcheggi e quelli inerenti alla gestione dei rifiuti delle attività di costruzione la cui quasi totalità è andata riciclata.

Il MUSE svolgerà anche una importante funzione pedagogica, un «Building as a teaching tool» ossia un edificio esso stesso strumento di insegnamento. Nei 3.300 metri quadri di esposizione permanenti e 500 metri quadri di mostre temporanee, verrà anche realizzata una sezione espositiva dove i visitatori potranno conoscere le strategie per rendere gli edifici più sostenibili ed efficienti. Un’occasione dunque per conoscere LEED e «vedere» come si persegue la certificazione e cosa concretamente rappresenti.










































