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Neutralità climatica: le città protagoniste della sfida

Alla Conferenza nazionale delle green city, organizzata dal Green City network, che si è svolta nell’ambito del Festival Green&Blue dedicato al tema EARTH FOR ALL, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin sottolinea l’esigenza di ricorrere alle rinnovabili con interventi decisivi anche per le città. Gli fa eco il Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Edo Ronchi, che spinge per l’approvazione di una legge per il Clima anche in Italia

 

Apre i battenti al Campidoglio di Roma la seconda edizione di Green&Blue Festival, l’appuntamento (hub Gedi) che, dal titolo «Earth for all – Una Terra per tutti» –  punta i riflettori sui temi della sostenibilità, della transizione ecologica, della crisi climatica. Il tavolo di confronto si sposterà dal 6 all’8 giugno a Milano.

La sessione romana, alla Protomoteca del Campidoglio ha accolto gli esperti alla Conferenza Nazionale delle Green City, organizzata dal Green City Network in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, e in collaborazione con la Fondazione Sviluppo Sostenibile.

La Conferenza è stata aperta dall’intervento del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin che ha illustrato le strategie da perseguire:  “Dobbiamo cercare un equilibrio nell’utilizzo delle risorse naturali – ha sottolineato il Ministro –  per consegnare ai nostri figli una Terra più integra di come l’abbiamo ricevuta. Dobbiamo conservare, adattare, mitigare. Oltre al binario istituzionale c’è quello socio-culturale, che riguarda i comportamenti individuali e collettivi”.

Entro il 2030 – ha ricordato Pichettodobbiamo arrivare a produrre dalle rinnovabili i due terzi del fabbisogno energetico nazionale: puntiamo su idroelettrico, geotermico, fotovoltaico ed eolico, anche offshore. Il gas è il vettore per accompagnare questo cambiamento. Mentre mi aspetto di abbandonare il carbone entro il 2025 o anche prima, se i prezzi del gas tengono. Il governo ha poi messo anche in chiaro – ha aggiunto – la scelta di stare nella ricerca e nella sperimentazione del nucleare”.

Rinnovando l’impegno del Ministero alla pubblicazione del Piano Nazionale Energia e Clima entro fine giugno, Pichetto Fratin ha ricordato anche le interlocuzioni in corso con l’UE per il decreto sulle Comunità Energetiche Rinnovabili e con le Regioni sulle aree idonee ad ospitare energie alternative.

Anche sul PNACC, il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, “riavviato a metà novembre dopo che era partito nel 2016 e non aveva mai visto la luce in sette anni”, il Ministro ha ribadito l’importanza di programmare azioni come quelle contenute nel Piano, tra cui “avere delle aree di esondazione, specie in una realtà come la Pianura padana”. “Alluvioni e siccità – ha aggiunto Pichettosono le due facce della stessa medaglia”.

Le città – ha ricordato Pichetto – sono la frontiera del contrasto ai cambiamenti climatici, se pensiamo che il 70% delle emissioni nocive viene proprio da lì. Intervenire nei grandi centri è un tema cruciale, ma non c’è una singola azione: anche solo la sostituzione dei veicoli euro 1 e 2 avrebbe un significato enorme, se pensiamo che un euro 2 inquina ventotto volte in più di un Euro 6”.

L’alluvione della Romagna racconta la crisi climatica

Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, intervenuto all’incontro, ha sottolineato come, dopo la catastrofica alluvione che ha colpito la Romagna, sia necessario cercare di migliorare l’impegno sia contro la crisi climatica, sia per attuare misure di adattamento per ridurre la vulnerabilità e aumentare la resilienza nei confronti dei crescenti rischi di alluvioni e di frane.

Nonostante l’Italia abbia dovuto sopportare dal 2013 ben 29 alluvioni, quasi 3 ogni anno, fino a quella devastante dell’Emilia Romagna ha detto il Presidente Edo Ronchi è l’unico grande Paese europeo che non ha approvato una legge per il clima, approvata da tempo in Germania, in Francia, in Spagna e nel Regno Unito. Una legge necessaria per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050”.

Ma come migliorare l’impegno delle città per il clima, per ridurre le emissioni che causano la crisi climatica e quali misure di adattamento efficaci adottare? Ronchi nella sua presentazione ha sottolineato come l’Italia, così pesantemente colpita dalla crisi climatica e così vulnerabile, debba fare la sua parte per affrontarla, contenerla e contribuire a fermarla. Negli ultimi nove anni – ricorda Ronchi -sono state tagliate, invece, solo circa due milioni di tonnellate di emissioni di gas serra l’anno: di questo passo al 2030 si taglieranno le emissioni solo del 23%, a fronte di un target europeo del 55% e non si arriverà a raggiungere la neutralità carbonica nel 2050; per centrare l’obiettivo europeo al 2050, ha spiegato Edo Ronchi, si dovrebbe procedere al ritmo di un taglio di 14 milioni di tonnellate di CO2 l’anno, sette volte la media degli ultimi 9 anni. Anche le città dovrebbero aumentare il loro impegno per il clima. Nove le città – Bergamo, Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino – che partecipano al progetto europeo “Mission 100 Climate neutral and smart Cities e si sono impegnate ad abbattere i gas serra entro il 2030, realizzando iniziative avanzate.

Ronchi presenta una roadmap per rafforzare l’impegno delle città per il clima

  • Rafforzare le iniziative nelle città per accelerare lo sviluppo delle rinnovabili

 Nel 2022 in Italia c’è stato addirittura un calo della produzione di elettricità da rinnovabili scesa a 100,2 TWH, -14,7% rispetto al 2021 per il forte calo dell’idroelettrico, lo stallo dell’eolico e il basso aumento del fotovoltaico. La crescita della nuova potenza installata nel 2022 per eolico e fotovoltaico in Italia è stata di 3 GW, contro i +5 GW in Francia, + 9 GW in Spagna, + 11 GW in Germania, mentre si continua, anche dopo l’emergenza del prezzo del gas, ad usare nel 2023 carbone per produrre una quota importante di elettricità. Le città dovrebbero fare di più per aumentare le rinnovabili negli edifici pubblici, per promuovere, sostenere e agevolare le iniziative dei cittadini per installare impianti a fonti rinnovabili; per sostenere le imprese nell’autoproduzione di energia con impianti rinnovabili e per utilizzare le nuove possibilità offerte dalle comunità energetiche.

  • Impegnarsi di più a decarbonizzare i trasporti

Sono in crescita i giovani che rinunciano alla patente e all’auto, occorre incoraggiare la tendenza a ridurre l’uso dell’auto in città, promuovendo il trasporto pubblico e quello condiviso (sharing), la mobilità ciclo-pedonale e sostenere, anche in Italia un passo più deciso nella transizione verso una mobilità elettrica. L’elettrificazione della mobilità, specie delle auto, procede troppo lentamente, siamo in coda all’Europa. I punti di ricarica pubblica per auto elettriche sono circa 40.000 in Italia: ancora troppo pochi, occorre aumentarli più rapidamente. 

All’incontro sono successivamente intervenuti Pina Picierno, Vice Presidente del Parlamento Europeo, Paolo Arrigoni Presidente del GSE, Fabrizio Tucci Direttore del Dipartimento PDTA della Sapienza di Roma e Cristina Amirante, Assessore alle infrastrutture e territorio della Regione Friuli Venezia Giulia. Si è tenuta infine la tavola rotonda con le città italiane moderata da Jaime D’Alessandro de “La Repubblica” con la partecipazione di Stefania Proietti Sindaco di Assisi, Matteo Lepore Sindaco di Bologna, Giorgio Gori Sindaco di Bergamo, Matteo Biffoni Sindaco di Prato, Stefano Lo Russo Sindaco di Torino, Elena Grandi Assessore di Milano, Andrea Giorgio Assessore di Firenze, Andrea Ragona Assessore di Padova e Matteo Campora Assessore di Genova.

La parola alle città

Un campione rappresentativo di città italiane è stato consultato dal Green City Network sull’attuazione del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC). Ben il 98% del campione ritiene che la crisi climatica debba essere affrontata in modo unitario, integrando le misure per l’adattamento climatico con quelle per la mitigazione. Le città quasi all’unanimità richiedono risorse finanziarie aggiuntive per l’attuazione delle misure di adattamento individuate come prioritarie e sollecitano un rafforzamento del supporto tecnico, utile a tutte le città, e indispensabile per un gran numero di piccoli comuni. Gran parte delle città, inoltre, ritiene che alcune misure di adattamento al cambiamento climatico richiedano anche alcune riforme della normativa nazionale, in particolare per fermare il consumo di suolo.

[ Roberta Di Giuli ]