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Il vice-Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava plaude per la nuova stazione di rifornimento ad idrogeno a Roma

“Mi unisco con piacere e soddisfazione alla presentazione del progetto per la realizzazione della prima stazione di rifornimento ad idrogeno nella città di Roma, ringraziando Q8 e NextChem per l’iniziativa imprenditoriale. La sinergia tra le due realtà consente di coniugare le diverse opportunità PNRR per fornire una risposta integrata alla sfida della transizione energetica, attraverso lo sviluppo delle migliori pratiche di economia circolare per la decarbonizzazione dei trasporti”.

È quanto si legge nel messaggio di saluto all’iniziativa del vice-Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava.

Ricordiamo anche la giusta reazione che la vice-Ministra ha avuto nei confronti del testo di compromesso sul Regolamento degli Imballaggi che la Svezia, al termine del semestre di presidenza del Consiglio UE, ha presentato al working party preparatorio dei lavori del Consiglio Ambiente: “La proposta di Regolamento per la gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio appare ancora lontana dal definire un quadro realistico e soprattutto sostenibile. Definirlo compromesso appare un eufemismo se si considera che il testo continua a presentare numerosi punti irricevibili, quasi peggiorativi rispetto alla precedenza bozza. Non è ancora riconosciuto, ad esempio, lo sforzo dell’Italia che ha dato risultati molto promettenti per l’economia circolare, con un tasso di riciclo al 70%. Mentre, sul piano degli strumenti innovativi, ci aspettiamo più coraggio sulle bio plastiche, che il Regolamento continua a non valorizzare adeguatamente. In pratica il nuovo testo è peggiorativo e prosegue: “La normativa proposta, pertanto, continua a non stimare adeguatamente i benefici ambientali che si potrebbero ottenere  dalla sua applicazione, le conseguenze del nuovo approccio sulla progettazione e produzione degli imballaggi, sul consumo di materie prime, sull’impiego di risorse, sugli aspetti igienico-sanitari e quindi sui rischi del riuso stesso per la salute umana. Per tacere degli effetti che rischiano di abbattersi sulle filiere nazionali degli imballaggi e della gestione dei rifiuti già esistenti”.