Gli Amici della Terra, nella giornata di apertura della Conferenza «L’altra strada per la transizione», sottolineano l’importanza di percorrere le migliori vie verso la decarbonizzazione con un occhio particolare alla transizione ecologica dei trasporti ed alle necessarie politiche di sostegno. Nell’occasione, la presentazione di due rapporti: sull’effettivo andamento delle emissioni climalteranti rispetto agli obbiettivi UE l’uno e sulla scarsità delle materie prime necessarie al Green Deal l’altro
Oggi – 28 novembre – più che mai gli Amici della Terra evidenziano quanto avevano già dichiarato nelle edizioni precedenti della Conferenza: finora l’Unione Europea ha perseguito approcci ideologici, come il tutto rinnovabile con tecnologie intermittenti e inadeguate alla transizione senza tenere conto del principio di «neutralità tecnologica».
Il rapporto «Obiettivi e realtà delle politiche climatiche UE in Italia» che gli Amici della Terra hanno presentato questa mattina in apertura della XV Conferenza Nazionale per l’Efficienza energetica, evidenzia come gli obiettivi imposti dalla UE non sono raggiungibili e ancora meno lo saranno quelli più sfidanti richiesti al 2030.

La Presidente di Amici della Terra Monica Tommasi così ha sottolineato nel suo intervento introduttivo: “La riduzione delle emissioni dovute al miglioramento di efficienza energetica sono state molto superiori rispetto a quelle ottenute dal consumo di energia elettrica prodotta dalle energie rinnovabili elettriche intermittenti. Un risultato non comparabile rispetto agli incentivi elargiti. Per questo chiediamo che il Governo riveda il PNIEC ponendo come priorità l’efficienza energetica”.
Uno sguardo critico per scelte mirate
“In particolare, la scelta di intervenire privilegiando alcune tecnologie anziché limitarsi ad indicare scopi ed obiettivi si è dimostrata fallimentare” ha voluto sottolineare la Presidente degli Amici della Terra. “Stiamo sbagliando approccio. Occorre ripartire dall’analisi dei dati. In Italia, ad esempio, i risultati di ormai quasi 20 anni di forte incentivazione ad eolico e fotovoltaico hanno portato nel 2022, ad un contributo di entrambe le fonti del 3,8% sui consumi finali di energia, pari a circa 4 Mtep. Allo stesso tempo, grazie agli effetti degli investimenti in miglioramenti di efficienza energetica tra il 2008 e il 2021 sono stati conseguiti risparmi annuali di energia (o consumi evitati) per 16 Mtep pari al 14% dei consumi finali del 2021, cioè quattro volte tanto. (Vedi nel report la figura 5 qui sotto riportata).

Un risultato migliore di quello europeo con 112,7 MTep risparmiati, cioè il 12% di consumi totali. “Un risultato non comparabile rispetto agli incentivi elargiti. Per questo chiediamo che il Governo riveda completamente il PNIEC ponendo come priorità l’efficienza energetica” conclude la Presidente Tommasi.

L’altro dossier «Materie prime: Il costo energetico della scarsità» “firmato” dall’ing. minerario degli Amici della Terra Giovanni Brussato tratta della scarsità e del contenuto energetico delle materie prime. Il paper evidenzia come le tecnologie verdi centrali nell’impostazione del Green Deal europeo necessitino di una quantità di materie prime mai estratta prima dal genere umano.

Nel pomeriggio si è affrontata la seconda sessione dedicata al tema dei trasporti, mentre domani i lavori continueranno con la terza sessione sull’efficienza nell’industria e nel pomeriggio, la quarta – che concluderà la Conferenza nazionale – sulla riqualificazione energetica degli edifici.
Giovanni Brussato – ing. minerario
Giuseppe Zollino – Univ. di Padova
Roberto Kersevan – CERN Ginevra -Amici della Terra










































