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La sfida della mobilità sostenibile a ECO 2026

Le anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort, presentate alla prima giornata di ECO Festival a Roma, mostrano una mobilità ancora fortemente legata all’automobile. Cresce però la disponibilità a utilizzare bicicletta e trasporto pubblico, mentre il Mobility-as-a-Service punta sull’integrazione digitale dei servizi

 

Gli italiani si spostano di più, ma la mobilità sostenibile non compie ancora un significativo passo avanti. È quanto emerge dalle anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort «Tendenze e prospettive della mobilità degli italiani» (scaricabile QUI), presentate ieri a Roma durante la prima giornata di ECO – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti. I dati hanno alimentato il confronto tra istituzioni, imprese, esperti e mondo della ricerca sul futuro della mobilità e delle città italiane.

Nel 2025 gli spostamenti giornalieri sono saliti a 101 milioni, rispetto agli 89 milioni del 2021, mentre i chilometri percorsi non sono aumentati. L’automobile continua a rappresentare oltre il 60% degli spostamenti, mentre il trasporto pubblico resta sotto il 10% e non ha ancora recuperato i livelli del 2019. Parallelamente è cresciuto il ricorso alle due ruote, tra biciclette, micromobilità e moto.

L’Indice di Mobilità Sostenibile elaborato da Isfort, che considera gli spostamenti a piedi, in bicicletta o micromobilità e con il trasporto pubblico, si è attestato nel 2025 al 34%, un valore sostanzialmente analogo a quello del 2000. Il dato nazionale nasconde però forti differenze territoriali: nelle città con oltre 250mila abitanti il trasporto pubblico raggiunge il 18,4% degli spostamenti, mentre nei Comuni sotto i 50mila abitanti scende al 4-5%. Nei piccoli Comuni l’auto arriva invece a sfiorare il 75% degli spostamenti e raggiunge il 65% nel Mezzogiorno.

Le differenze riguardano anche età e genere. Il trasporto pubblico viene utilizzato dal 15,4% dei giovani, contro il 5,2% delle fasce di età mature, mentre le donne presentano modalità di spostamento mediamente più sostenibili, con un maggiore ricorso alla mobilità pedonale, ai mezzi pubblici e all’auto condivisa. La mobilità degli italiani è inoltre prevalentemente locale: oltre l’80% dei viaggi avviene entro 10 chilometri e l’85% dura meno di 30 minuti. Anche negli spostamenti più brevi, tuttavia, l’automobile mantiene un ruolo rilevante: nel 2025 il 27,3% dei tragitti fino a 2 chilometri è stato effettuato in auto.

A fronte della centralità dell’auto, i dati mostrano una disponibilità a modificare le abitudini. La Propensione al Cambio Modale, infatti, è negativa per l’automobile (-10,8), mentre risulta positiva per il trasporto pubblico (+13,8) e soprattutto per la bicicletta (+25,2). Il 23,8% degli italiani dichiara di voler ridurre l’uso dell’auto, contro il 12,9% che vorrebbe aumentarlo. Per il trasporto pubblico il 36,3% vorrebbe incrementarne l’utilizzo, mentre per la bicicletta la percentuale arriva al 38,2%.

Secondo Carlo Carminucci, Direttore della Ricerca di Isfort, questi dati evidenziano l’esistenza di una domanda potenziale di cambiamento che, per trasformarsi in comportamenti effettivi, richiede condizioni adeguate e servizi capaci di rispondere alle esigenze degli utenti.

La transizione della mobilità si decide a Bruxelles, ma si fa nelle città (trasporto pubblico, ferroviario, qualità dell’aria e dello spazio)”, ha sottolineato Matteo Ricci, europarlamentare e Vice-Presidente della Commissione Trasporti e Turismo del Parlamento europeo.

“La partita vera è il bilancio europeo 2028-2034: la proposta della Commissione destina ai trasporti meno di 34 miliardi in sette anni, una cifra irrisoria come quella prevista per l’alta velocità (81 miliardi contro i 500 che servirebbero). Serve poi che Comuni possano accedere direttamente alle risorse, senza filiere. La mobilità sostenibile è giustizia sociale e va garantita. In Europa lavoriamo per rafforzare i diritti dei passeggeri e affinché si continui a finanziare le infrastrutture dei territori. In Italia tutto ciò però passa come una spesa da comprimere, non come un investimento decisivo”.

Il tema del rapporto tra emergenza climatica, scelte di mobilità e trasformazione dei territori è stato inoltre al centro del contributo di Enrico Giovannini, Professore di Statistica economica e Sviluppo Sostenibile e Direttore scientifico e cofondatore di ASviS, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di valorizzare e condividere le esperienze capaci di tradurre gli obiettivi dell’Agenda 2030 in azioni concrete sui territori, anche attraverso iniziative come la Call ASviS 2026, dedicata alle buone pratiche per lo sviluppo sostenibile.

Sul tema dell‘energia si è soffermato in particolare Chicco Testa, Presidente Assoambiente con Nicola Porro: “Il mondo oggi dipende ancora dai combustibili fossili e il consumo di carbone continua ad aumentare per soddisfare bisogni crescenti di elettricità in diverse parti del mondo. Questa richiesta è destinata in futuro a svilupparsi ulteriormente per esigenze di mobilità, di raffreddamento e per i data center che si svilupperanno sui nostri territori. Servirà tanta energia che sarà necessario produrre anche attraverso centrali nucleari. Guardando al futuro della mobilità, non credo sarà possibile per tutti avere un’auto elettrica, ma ritengo che la tecnologia alla spina sarà il supporto più adatto per le future flotte di auto condivise e taxi a guida autonoma che percorreranno le nostre strade cittadine”.

La trasformazione delle città, però, non riguarda soltanto la mobilità in senso stretto. “La transizione ecologica si gioca anche nelle nostre città, dove si incontrano mobilità, infrastrutture e gestione delle risorse. Non possiamo procedere per compartimenti separati”, ha evidenziato Simona Fontana, Direttore Generale CONAI. “Una mobilità più sostenibile, città più efficienti e una gestione corretta dei materiali e dei rifiuti fanno parte dello stesso percorso. Le nostre città devono essere sempre più vere miniere metropolitane che consumano meno risorse perché recuperano e reimmettono nell’economia quelle che già possiedono”.

Tra gli strumenti discussi durante ECO c’è il Mobility-as-a-Service, modello che punta a integrare in un unico canale digitale i servizi di mobilità e trasporto di diversi operatori, dalla pianificazione del viaggio al pagamento. Giorgio Pizzi, Dirigente del MIT, ha illustrato l’esperienza di «MaaS for Italy», sperimentata in 13 territori tra città e regioni per accelerare la trasformazione digitale della mobilità italiana.

Anche il trasporto ferroviario è al centro del processo di integrazione. Maria Annunziata Giaconia, Direttore Operations di Regionale (nella foto con Nicola Porro), ha evidenziato lo sviluppo di strumenti come il Biglietto Digitale Regionale e il Tap&Tap, insieme all’intermodalità e al rinnovo della flotta. Sono circa 1.009 i treni di nuova generazione già consegnati, destinati a diventare 1.081 entro il 2027, per un investimento complessivo di 7 miliardi di euro.

Il confronto ha inoltre sottolineato il legame tra mobilità, trasformazione urbana e investimenti. Per Paolo Ruffino, Senior Advisor di Haskoning, gli interventi sulla mobilità sostenibile possono essere collegati alle grandi operazioni immobiliari, urbanistiche e infrastrutturali, mentre Fabrizio Penna, Direttore Generale ISPRA, ha richiamato l’importanza di misurare gli effetti delle politiche attraverso indicatori ambientali e sociali, dalla riduzione delle emissioni alla sicurezza stradale e al contenimento dell’inquinamento acustico.

La prima giornata di ECO ha dedicato spazio anche all’educazione ambientale, con la partecipazione di circa un centinaio di studenti dei licei romani Avogadro, Giordano Bruno e Montessori, e ai temi energetici con l’intervento di Vincenzo Mannino, Consigliere per il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha evidenziato come “l’affermazione della centralità della persona è oggi valore guida dell’attività del Ministero, un valore che deve essere al centro di ogni innovazione e anche delle politiche di mobilità sostenibile. Negli ultimi anni abbiamo rafforzato la preseza dell’educazione ambientale all’interno delle scuole, con il varo delle nuove linee guida sull’educazone civca, promuovendo anche azioni concrete con iniziative di ecologia pratica volte alla tutela, alla protezione e allo sviluppo del paesaggio”.

Nel corso della giornata sono stati inoltre assegnati due riconoscimenti: il premio a Confcommercio per le iniziative a favore della sostenibilità e il premio ECO Comunicazione alle giornaliste Alessandra Schepisi di Radio24 e Chiara Giallonardo di RAI Isoradio.

I dati presentati a ECO 2026 delineano quindi una mobilità italiana ancora fortemente dipendente dall’auto, ma accompagnata da una crescente disponibilità a utilizzare modalità alternative. La distanza tra intenzioni e comportamenti resta uno degli elementi centrali: trasformare la domanda potenziale in scelte concrete richiede servizi integrati, infrastrutture adeguate, investimenti e una progettazione della mobilità sempre più legata alle caratteristiche dei territori.

[ Alessandra Vitale ]