Il settore eolico italiano entra in una nuova fase di sviluppo grazie al repowering degli impianti storici. Nel Fortore, tra le aree simbolo dell’energia del vento nel Mezzogiorno, 140 turbine installate tra gli anni Novanta e i primi Duemila saranno sostituite da 22 aerogeneratori di ultima generazione. L’intervento, promosso da IVPC Group ed Eurus Energy Group e sostenuto da un finanziamento UniCredit e Crédit Agricole Italia superiore a 187 milioni di euro, porterà la capacità installata da 84 MW a 134,2 MW
La transizione energetica italiana passa sempre più dal rinnovamento degli impianti esistenti. Se negli ultimi anni l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla realizzazione di nuove infrastrutture per le energie rinnovabili, oggi il repowering si conferma uno degli strumenti più efficaci per aumentare la produzione di energia pulita senza occupare nuove porzioni di territorio.
In questo contesto si inserisce il progetto Fortore, per il quale IVPC Group, tra i principali operatori italiani delle energie rinnovabili, ed Eurus Energy Group, realtà internazionale con una forte presenza nel settore eolico, hanno raggiunto la chiusura finanziaria dell’operazione. UniCredit e Crédit Agricole Italia sosterranno il progetto attraverso un finanziamento complessivo superiore a 187 milioni di euro.
L’intervento riguarda uno dei parchi eolici storici del Paese, realizzato tra il 1996 e il 1999 nell’area del Fortore, in Campania. Le 140 turbine attualmente in esercizio verranno progressivamente sostituite con 22 nuove macchine GE Vernova da 6,1 MW ciascuna. Nonostante la drastica riduzione del numero di aerogeneratori, la capacità installata complessiva aumenterà sensibilmente, passando dagli attuali 84 MW a 134,2 MW.
Si tratta di un esempio concreto di come l’innovazione tecnologica stia trasformando il settore eolico. Le nuove turbine, infatti, garantiscono prestazioni molto più elevate rispetto agli impianti installati quasi trent’anni fa, consentendo di produrre più energia con un numero inferiore di macchine e una maggiore efficienza operativa.
Il progetto interesserà diversi comuni dell’area interna campana. La prima fase, localizzata nel territorio di Montefalcone di Val Fortore, entrerà in esercizio commerciale nel corso del mese di giugno. Successivamente prenderanno il via i lavori nei comuni di San Giorgio La Molara, Baselice, Foiano di Val Fortore, San Marco dei Cavoti e Molinara.
Oltre all’aumento della capacità produttiva, il repowering del Fortore rappresenta un tassello importante nel percorso di decarbonizzazione del sistema energetico italiano. L’intervento consentirà infatti di incrementare la produzione da fonti rinnovabili sfruttando infrastrutture già presenti sul territorio, contribuendo al tempo stesso alla sicurezza energetica nazionale e alla riduzione delle emissioni climalteranti.
L’operazione si inserisce nella lunga esperienza industriale di IVPC Group, attivo da oltre venticinque anni nel settore delle energie rinnovabili. Nel corso della sua storia il gruppo ha sviluppato parchi eolici in sette regioni italiane per una capacità complessiva superiore a 1.600 MW, contribuendo in modo significativo alla crescita dell’«energia del vento» nel Paese.
Secondo i promotori, il progetto rappresenta un modello per il futuro dell’eolico italiano, chiamato oggi non solo a sviluppare nuova capacità produttiva, ma anche a modernizzare gli impianti esistenti per renderli più efficienti e competitivi. Una strategia che permette di valorizzare il patrimonio infrastrutturale già disponibile e di accelerare il percorso verso gli obiettivi energetici e climatici europei.
“Per Crédit Agricole Italia – sottolinea Marco Perocchi, Responsabile Banca d’Impresa di Crédit Agricole Italia – il progetto di repowering del parco eolico Fortore rappresenta un importante esempio di come il rinnovamento infrastrutturale possa contribuire alla decarbonizzazione del sistema energetico italiano e al rafforzamento della sua sicurezza. Con questa operazione di finanziamento confermiamo dunque il nostro impegno a fianco di operatori di eccellenza per accelerare la transizione energetica del Paese, sostenendo investimenti tecnologicamente avanzati che aumentano la capacità produttiva e valorizzano i territori”.
Per il Regional Manager UniCredit Ferdinando Natali, “Il finanziamento delle infrastrutture energetiche riguarda sempre più la capacità di sostenere investimenti che incidono sulla struttura produttiva del Paese. Fortore interviene su un asset esistente, ne aggiorna la tecnologia e ne accresce la capacità installata. È un progetto che mostra come la transizione energetica non sia solo una questione di nuovi impianti, ma anche di qualità industriale, efficienza degli asset e capacità di rendere più produttivo il patrimonio infrastrutturale già disponibile”.
[ Alessandra Vitale ]











































