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Sostenibilità ambientale: una sfida per i governi

State of the World 2014

Dal Rapporto «Lo stato del mondo 2014» una dura lezione ai politici. Il rispetto  ambientale dipende anche dalla capacità di governare i sistemi

Soltanto un’azione decisa, coerente, consapevole da parte dei governi può portare avanti una politica ambientale in direzione della sostenibilità. In altre parole la sostenibilità ambientale è legata direttamente alla capacità di governare i sistemi e le loro complessità. Responsabilità questa che non può che necessariamente essere propria dei governi degli stati. È il senso complessivo dell’edizione 2014 del rapporto State of the World del World Watch Institute.

La chiave di lettura del Rapporto è nella considerazione che nel corso di questi decenni, la volontà dei cittadini, l’assunzione di impegni decisi per la tutela sono stati disattesi dai responsabili politici e i cittadini del mondo sono sostanzialmente rimasti delusi su tutta la linea. Dalle conferenze internazionali sul clima piene di parole, sugli impegni da assumere non è derivato spesso altro che questo: vuote enunciazioni di principio, mentre le politiche e le legislazioni non hanno quasi mai efficacemente e sistematicamente adottato misure tali da produrre progressi stabili e significativi.

La partecipazione collettiva, strategia essenziale

Il Rapporto 2014 che coincide con i 40 anni del Worldwatch Institute, esamina in che cosa si deve sostanziare la politica dei Governi in direzione della sostenibilità. Viene anche indicata la forte capacità di influenza dei cittadini e dell’opinione pubblica mondiale nei confronti dei responsabili politici ed economici. Le scelte ambientali non possono essere, osserva il Rapporto, soltanto atti governativi, esecutivi, ma devono godere della più ampia partecipazione collettiva, anche nei processi più precisamente decisionali.

Una indicazione che deriva dalla constatazione a livello mondiale di come i Governi oggi non possono autocontrollarsi perché segnati e spesso devastati da pratiche corruttorie che divorano letteralmente l’interesse pubblico, come ha osservato David Orr, tra gli autori del Rapporto e docente di studi e politica ambientali all’Università di Oberlin. Per Orr è necessario un rapporto stretto di empatia fra i cittadini e i governi per contribuire ad un governo effettivo dell’ambiente basato su informazioni precise, allarmi fondati, ecologicamente istruito, preoccupato per le necessità sociali.

L’edizione 2014 esamina il potenziale per migliorare governo ambientale attraverso l’analisi di trend, iniziative sul clima a livello locale e regionale, interventi di «democrazia energetica» e responsabilità sociale.

“La pressione per migliorare l’azione di governo, ad ogni livello, può venire solamente da individui attenti, pronti ad agire insieme ed impegnati nella costruzione di realtà sostenibili nelle loro comunità, preservando la Terra e offrire migliori prospettive alle generazioni future”, ha osservato Michael Renner, condirettore del Rapporto.

Roberto Mostarda