Industria, energia, agricoltura, questi i settori chiamati a collaborare per trovare soluzioni efficaci alle complesse problematiche legate alla risorsa idrica
Urge una mirata strategia per l’acqua, un’azione comune che coinvolga l’intero sistema politico, industriale e agricolo, se si vuole dare significativa risposta alla sfida del cambiamento climatico. È l’opinione espressa in occasione della Giornata mondiale dell’Acqua da Althesys, il think tank guidato dall’economista Alessandro Marangoni che si occupa di ambiente, energia e utility.
“Credo sia necessario ragionare sulla risorsa idrica in un’ottica ampia – sostiene Marangoni – che unisca tutti i settori economici coinvolti: quello delle infrastrutture, in particolare acquedotti e depurazione, quello dell’energia, idroelettrica e non, e quello dell’agricoltura, che è il principale consumatore d’acqua e subisce sempre più spesso i danni provocati da fenomeni estremi quali siccità e alluvioni”.
È necessario fare i conti con le stime riportate nel rapporto che l’Onu ha presentato in occasione della Giornata mondiale dell’acqua: nel 2050 le persone che potrebbero essere interessate da problemi di carenza di risorse idriche saranno tra i 4,8 e i 5,7 miliardi, contro i 3,6 miliardi attuali. Ad oggi, si consumano 4.600 miliardi di metri cubi d’acqua l’anno, di cui 70% per l’agricoltura, 20% per l’industria e 10% per le famiglie. La domanda globale d’acqua, si legge nel rapporto, è sestuplicata negli ultimi 100 anni e continua a crescere al ritmo dell’1% l’anno.
L’idrico in Italia
Buone notizie nel nostro Paese giungono dal fronte degli usi civili che registra progressi anche grazie all’avvento di una regolazione stabile. Le top utility del ciclo idrico negli ultimi cinque anni sono cresciute investendo nella qualità del servizio al cittadino. Secondo lo studio «Le performance delle utility italiane. Analisi delle 100 maggiori aziende dell’energia, dell’acqua, del gas e dei rifiuti», realizzato da Althesys e presentato recentemente, le 50 maggiori aziende (mono e multiutility), fatturano quasi 5,9 miliardi di euro, con ricavi in crescita del 14,7%. Gli investimenti ammontano a circa 1,4 miliardi e sono in crescita (+17,4%). Positivo l’avvento dell’Autorità, che, con la regolazione tariffaria, ha consentito alle aziende di crescere e di aumentare gli investimenti portandole a migliorare i risultati.
Idrico e agricoltura
Nel nostro Paese, l’impiego dell’acqua in agricoltura comporta ricadute importanti sulla competitività del settore, considerando che le produzioni irrigue costituiscono l’80% delle nostre esportazioni agricole. Althesys evidenzia quindi come adeguate politiche di gestione dell’acqua in agricoltura potrebbero portare all’Italia benefici complessivi tra i 9,7 e i 17,3 miliardi di euro in trent’anni. L’analisi, frutto di studi mirati, è stata sviluppata su quattro aree: i metodi irrigui (l’irrigazione a goccia – in alcuni casi il metodo più efficiente – e la microaspersione rispetto all’aspersione); modelli gestionali (servizi informativi di supporto agli agricoltori); nuove tecnologie (sistemi di consegna automatizzati); reti di adduzione e distribuzione (sostituzione di canali a cielo aperto con condotte e riparazione di quelle esistenti). Sulla base delle best practice raccolte, lo studio formula ipotesi di policy utili al miglioramento della gestione idrica. “Il solo risparmio idrico ottenuto grazie a supporti informativi forniti dai Consorzi di bonifica avrebbe un valore fino a 3,2 miliardi di euro – spiega Marangoni – mentre la sostituzione dei canali a cielo aperto, diffusi nell’agricoltura italiana e caratterizzati da perdite per evaporazione e infiltrazione (che tuttavia portano anche effetti positivi per l’ambiente), porterebbe benefici stimabili tra i 4 e gli 8,1 miliardi”.
Ruolo strategico per una gestione sostenibile dell’acqua anche quello giocato dall’energia. Da un lato, spiega Althesys, lo sviluppo delle rinnovabili, come l’eolico, permette di risparmiare acqua rispetto al termoelettrico. Dall’altro, l’idroelettrico contribuisce alla tutela del territorio, limitando il dissesto idrogeologico e permettendo di gestire gli effetti negativi del cambiamento climatico, siccità ed alluvioni.
Utile, dunque, sostiene Althesys, una strategia integrata che metta in campo tecnologie innovative per il nostro Paese: lo sviluppo di accumuli nel Centro Nord (finora non avvezzo a problemi di siccità), alcuni impianti strategici di desalinizzazione in aree specifiche e tecnologie avanzate di gestione dei fanghi di depurazione.
[ Roberta Di Giuli ]












































