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Benvenuto MiTE. Oggi nasce ufficialmente il Ministero della Transizione Ecologica

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che dà via libera all’istituzione del nuovo dicastero guidato da Roberto Cingolani

 

Il Ministero per la Transizione ecologica (MiTE) nasce il 12 febbraio 2021 dal dipartimento per la Transizione ecologica e gli investimenti verdi facente parte, nel precedente governo, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare guidato da Sergio Costa. Ma è con il «decreto legge ministeri», approvato dal Consiglio dei Ministri, che riorganizza competenze e strutture di alcuni dicasteri, che viene ufficialmente sancita oggi, 26 febbraio 2021, la nascita del nuovo Ministero.

In particolare, il MiTE ha un ampio ambito di azione con competenze nelle seguenti aree:

■ Politica energetica: bilancio e strategia energetica nazionale, reti di trasporto, infrastrutture energetiche, sicurezza degli approvvigionamenti, mercato unico dell’energia elettrica, promozione delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra, smantellamento di impianti nucleari dismessi, mercato del gas nazionale, mercato ed impianti petroliferi, minerali, estrazione degli idrocarburi in terraferma e nel mare, stoccaggio di gas naturale e metanizzazione del Mezzogiorno.

■ Aree relative all’ex Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in materia di ambiente, ecosistema, tutela del patrimonio marino, atmosferico nonché sulla valutazione di impatto ambientale (VIA), valutazione ambientale strategica (VAS) e per l’autorizzazione ambientale integrata (IPPC). Il nuovo ministero ha competenze in materia di tutela del suolo dalla desertificazione nonché del patrimonio idrogeologico. Ed ancora, il dicastero coordina e sovraintende alle funzioni del cosiddetto «Codice dell’Ambiente ovvero il D. Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, recante Norme in materia ambientale.

Al nuovo dicastero sono attribuite le funzioni ed i compiti spettanti allo Stato relativi allo sviluppo sostenibile, ferme restando le funzioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e alla tutela ed alla valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dell’ecosistema relativamente ad alcune materie tra le quali l’esercizio dei diritti di azionista allo stato esercitati dal Ministero dello Sviluppo economico nei confronti del GSE S.p.A. (Gestore Servizi Energetici). Spetterà, inoltre, al MiTE l’approvazione della disciplina del mercato elettrico e del mercato del gas naturale e dei criteri per l’incentivazione dell’energia elettrica da fonte rinnovabile di cui al D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79, e di cui al D.Lgs. 3 marzo 2011, n. 28, ed esercizio di ogni altra competenza già a qualunque titolo esercitata dal Ministero dello Sviluppo economico fino alla data di entrata in vigore del presente decreto in materia di concorrenza e regolazione dei servizi di pubblica utilità nei settori energetici.

Il Ministero della Transizione Ecologica, dunque, oltre a tutte le competenze dell’ex Ministero dell’Ambiente assorbe anche il settore energetico, dalle fonti rinnovabili alle trivelle, prevedendo il passaggio in esso di alcune Direzioni del Ministero dello Sviluppo economico con le relative risorse umane, strumentali e finanziarie.

In particolare, il personale dirigenziale del Ministero dello Sviluppo economico, con la nascita del MiTE, vede 17 posizioni di livello generale e 104 posizioni di livello non generale. Il personale dirigenziale del MiTE vede 12 posizioni di livello generale e 67 posizioni di livello non generale.

Il decreto approvato istituisce inoltre, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE) con il compito di assicurare il coordinamento delle politiche nazionali per la “transizione ecologica e la relativa programmazione”. Il Comitato è presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri, o, in sua vece, dal Ministro della Transizione Ecologica, ed è composto dal Ministro per il Sud e la coesione territoriale, dai ministri della Transizione Ecologica, dell`Economia e delle Finanze, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, della Cultura e delle Politiche agricole, alimentari e forestali.

Il primo incarico previsto per il Ministero della Transizione Ecologica è la responsabilità di gestire parte dei fondi che arriveranno all’Italia attraverso il Recovery Fund, lo strumento di aiuti dell’Unione Europea per rilanciare gli Stati membri dopo la crisi dovuta alla Pandemia di Covid-19. Per accedere ai fondi del programma Next Generation EU, è necessario che un Piano nazionale di ripresa e resilienza sia in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.

Le dichiarazioni di Roberto Cingolani: il neoletto Ministro della Transizione Ecologica

Il Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha commentato:Oggi il Consiglio dei Ministri ha decretato la nascita del MiTE, il Ministero della Transizione Ecologica e parte quel percorso di costruzione che vede il Governo intero impegnato nella realizzazione di questa nuova visione. Tutte le politiche afferenti a questo obiettivo primario faranno riferimento al MiTE: quella energetica, delle emissioni, lo sviluppo sostenibile, la mobilità green, le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici. Senza dimenticare la mission storica del Ministero: la valorizzazione dell’ambiente, del territorio e dell’ecosistema, la conservazione delle aree naturali protette e della biodiversità, l’economia circolare, le bonifiche, la difesa del territorio e la lotta ai danni ambientali. È una sfida imponente e tutto il Governo è impegnato a lavorare per portarla a termine. Abbiamo davanti a noi poco tempo per vincerla, ce lo dicono i dati scientifici sui cambiamenti climatici”.

Il Ministro Cingolani precisa inoltre di voler “porre l’accento sul nuovo acronimo del Ministero: MiTE. La mitezza è la virtù perduta che va recuperata e che indica il modo in cui intendiamo operare: puntare sulla forza degli argomenti e sulla consapevolezza della sfida ambientale e sociale, confrontandosi con grande apertura, avendo a cuore le future generazioni”.

[ Cristina Marcello ]