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ACCORDO SUL CLIMA: TUTTI DALLA PARTE DEL PIANETA

Nella Giornata mondiale della Terra, presso la sede ONU di New York, la ratifica dello storico accordo sul clima raggiunto lo scorso dicembre a Parigi per limitare il riscaldamento del Pianeta. Hanno firmato 175 Paesi

Han firmato! I 175 Paesi riuniti al Palazzo di Vetro dell’Onu a New York, il 22 aprile  – ossia nel giorno in cui, dal 1970, si celebra la Terra – davanti al segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon, hanno detto sì all’accordo sul clima che era stato raggiunto a dicembre a Parigi, scrivendo una pagina confortante sul futuro del Pianeta. Affinché l’intesa entrasse in vigore era necessario che almeno 55 Paesi, che rappresentano almeno il 55% delle emissioni globali, ratificassero formalmente l’accordo. Dopo la firma, ciascun Paese dovrà ratificare l’accordo a livello nazionale. L’Italia dovrà ottenere il via libera del Parlamento. Tra i firmatari Stati Uniti, Unione Europea, Cina e Russia.

Uno dopo l’altro, i massimi rappresentanti di questo pianeta malandato, si sono formalmente impegnati – e speriamo che alle promesse seguano i fatti – a raggiungere gli obiettivi – come si legge nelle 31 pagine del documento – di restare «ben al di sotto dei 2 gradi» di aumento della temperatura rispetto ai livelli pre-industriali, e se possibile contenere l’incremento entro 1,5 gradi. Sono infatti questi i margini che gli scienziati indicano per riuscire ad evitare conseguenze catastrofiche al Pianeta. Il passo successivo sarà di ridurre fino ad azzerare entro la seconda metà del secolo le emissioni di gas a effetto serra, limitando l’uso dei combustibili fossili a favore delle rinnovabili.

Agire con urgenza

Per l’adesione raggiunta la giornata si veste di rilevanza storica. Lo sottolinea subito il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon aprendo la cerimonia: “Sono 171 i Paesi che sono qui per firmare: stiamo raggiungendo un record in questa sala, ma anche fuori, sulle temperature globali, sullo scioglimento dei ghiacci e sul livello di carbonio nell’atmosfera“. Da qui l’esortazione “a tutti i Paesi di firmare velocemente l’accordo di Parigi, in modo che possa entrare in vigore il più presto possibile”. “È una corsa contro il tempo – ha precisato il Segretario Generale dell’ONU -. La finestra per mantenere l’aumento della temperatura globale al di sotto i 2 gradi, e ancora di più contenerlo entro 1,5 gradi, si sta rapidamente chiudendo“.

Il premier Matteo Renzi, che ha firmato per il nostro Paese, ha voluto evidenziare il valore dell’accordo raggiunto: “Per la prima volta dopo tanti anni – ha detto Renzi questa sala molto prestigiosa (…) è un posto di visioni e non di divisioni”. Questo, ha detto, “è un grande giorno perché finalmente la comunità internazionale dà un messaggio per il futuro. Finalmente un messaggio di speranza“. Ha inoltre aggiunto: “Siamo molto orgogliosi come italiani per i nostri risultati ottenuti e per quelli che otterremo”, assicurando che la questione ambientale è una “priorità per la nostra iniziativa di governo a livello nazionale ma sarà una priorità anche per la Presidenza del G7 che prenderemo il prossimo anno e per il nostro impegno in Europa”. Continueremo a lavorare insieme nei prossimi mesi – ha garantito – per dare attuazione all’accordo di Parigi“.

Fa eco a Renzi il Ministro dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti:Oggi – ha detto – firmiamo un accordo fondamentale per il futuro del Pianeta e da domani dovremo passare ai fatti. Ogni Paese si impegna con azioni all’interno del suo territorio, tenendo presente che gli Stati più poveri sono quelli che soffrono di più gli effetti dei cambiamenti climatici e per questo ci vuole una grande cooperazione. È questa la forza dell’accordo: la consapevolezza che la sfida ai cambiamenti climatici o si vince tutti insieme o non si può vincere“. Ha inoltre aggiunto: “L’obiettivo è quello di investire ancora di più sulle rinnovabili e il nostro Paese ha già fatto moltissimo in questo senso. Abbiamo il 17% di produzione di energie rinnovabili sul totale della produzione, e dobbiamo continuare su questa strada“.

Per la Commissione europea la partecipazione del vice-Presidente della Commissione Europea e Commissario per l’Energia Maroš Šefcovic, e del Commissario al Clima Miguel Arias Cañete. “Questa firma – ha affermato Šefcovic – manda un chiaro segnale che stiamo sottoscrivendo un passaggio fondamentale e dirompente per la transizione verso una società e una economia a basse emissioni di carbonio”. Ecco perché, ha continuato, “abbiamo bisogno di raggiungere l’Unione energetica e creare le condizioni per avere opportunità future, innovazione e la creazione di posti di lavoro che questa transizione porterà”.

“In Europa abbiamo già iniziato a fare i compiti a casa per l’applicazione dell’accordo di Parigi – ha voluto precisare Cañete – e continueremo a guidare la transizione verso un’economia globale a basse emissioni di carbonio”.


Volontà politica per garantire il futuro

“Possiamo congratularci gli uni con gli altri oggi, ma tutto questo non significherà niente se poi tornerete nei vostri Paesi senza tramutare i discorsi in azione. Chiediamoci da che parte della storia vogliamo stare”. A parlare è l’attore premio Oscar Leonardo Di Caprio messaggero delle Nazioni Unite per il clima. “Non ci sono dubbi – ha detto – che gli effetti del riscaldamento climatico diventeranno mostruosamente maggiori nel futuro”. “Pensate che vergogna – ha ammonito – quando i nostri figli e nipoti guarderanno indietro e capiranno che potevamo fermare tutto questo ma non lo abbiamo fatto per mancanza di volontà politica”. “Voi sarete applauditi dalle future generazioni o sarete condannati” ha ammonito Di Caprio. “Potremmo avere onore e disonore: solo noi possiamo salvare o perdere l’ultima speranza della Terra. Il nostro compito è questo: voi siete l’ultima migliore speranza della Terra”.

Gli USA hanno ratificato l’accordo di Parigi per mano del Segretario di Stato americano John Kerry, che ha voluto anche lui porre l’attenzione sulla responsabilità che l’accordo ha nei confronti delle generazioni future firmando con la nipotina in braccio, ed ha commentato: “Siamo ad un punto di svolta, con il più ambizioso accordo sul clima mai negoziato prima”.

All’appello per la firma c’era anche il resto del mondo, tra cui il vice-premier cinese Zhang Gaoli, il primo ministro canadese Justin Trudeau, il Presidente francese François Hollande che ha ammonito: ”bisogna tradurre l’accordo di Parigi in azioni per fare fronte all’emergenza”. Per questo chiederà al Parlamento francese di approvare l’accordo prima dell’estate e ai leader dell’UE di “dare il buon esempio“.

L’SOS del Pianeta

A sottolineare con dati alla mano l’importanza dell’accordo il WWF che in una nota ha spiegato: ”Mentre la firma dell’accordo di Parigi entra nella storia come un passo importante negli sforzi climatici globali, anche le temperature planetarie e gli impatti climatici stanno scrivendo un pezzo di storia del Pianeta. Il mese scorso si è registrato il marzo più caldo che mai, dopo 11 mesi consecutivi di temperature record. Una delle peggiori siccità ha colpito l’Africa orientale e meridionale, il 93% della Grande Barriera Corallina è stato colpito dallo sbiancamento dei coralli e la calotta glaciale della Groenlandia sta affrontando una stagione anticipata di fusione dei ghiacci, con temperature record che hanno sfiorato i 20 °C sopra la media”.

La Terra, in sintesi, non può attendere. Alla firma deve seguire una presa di posizione corale rapida ed incisiva. Il Palazzo di Vetro ha rappresentato solo l’inizio della missione.

Roberta Di Giuli
[23 Apr 2016]