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METEO-ANOMALIE: I DATI DEL CNR

primavera piovosa - Protectaweb

In merito a precipitazioni e temperature stiamo vivendo una stagione singolare. Quanto sia la portata del cambiamento ce lo spiega l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna


•• Ma quest’anno la mezza stagione c’è stata? L’inverno è andato via ma il sole fatica a splendere, sommerso da un cumulo di nuvole che si trasforma in pioggia ad un ritmo decisamente sorprendente. E poi del caldo… nemmeno l’ombra!! In tutta questa confusione meteorologica, c’è chi «dipana le nubi» parlando con dati scientifici alla mano.

Numeri e statistiche ci danno infatti l’effettiva dimensione della singolarità di questa – mezza o meno che sia – bizzarra stagione.   Alcuni punti fermi rimangono imprescindibili, almeno dal punto di vista del calendario meteorologico: “nel mese di giugno si è ufficialmente conclusa la primavera”. Tutti d’accordo! Resta da vedere in che modo. L’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Bologna, tira somme da primato: la primavera 2013 è risultata, per l’Italia settentrionale, tra le più piovose dell’ultimo secolo, con temperature che, nel mese di maggio, hanno diviso il Paese facendo registrare mezzo grado sopra la media al Sud e nove decimi di grado sotto la media al Nord.

Giorni da ombrello…

graficoSe guardiamo le precipitazioni, l’Isac-Cnr ha registrato un +20% (rispetto alla media del periodo di riferimento 1971-2000) a livello nazionale, che per il nord Italia sale fino al 50% di precipitazioni in più rispetto alla media (la 13a più piovosa dal 1800 ad oggi); altrettanto piovose per l’Italia settentrionale furono le stagioni primaverili del 1936 e del 1905 (+51% e +53% rispettivamente), ma per trovarne una decisamente più piovosa bisogna spingersi fino al 1898, quando si ebbe l’88% di pioggia in più rispetto alla media 1971-2000. Al dato della primavera hanno contribuito soprattutto i mesi di marzo (+60% a livello nazionale e +102% per il nord) e maggio (+23% a livello nazionale e + 50% per il nord).

… e da giacca a vento

graficoPer quanto riguarda le temperature, sempre rispetto al periodo di riferimento 1971-2000, a livello nazionale la primavera si è conclusa con un’anomalia positiva di circa 0,7 gradi (la 26a più calda dal 1800 ad oggi), con un grosso contributo dato dal mese di aprile che è stato di 2 gradi più caldo della media (il settimo più caldo di sempre).

Il mese di maggio ha visto l’Italia spaccata in due, con un’anomalia positiva al sud: mediamente con mezzo grado sopra la media del periodo di riferimento, e una forte anomalia negativa al nord: nove decimi di grado sotto la media. Nonostante le temperature eccezionalmente basse registrate nella seconda metà del mese, l’anomalia registrata a maggio per il nord Italia, sia pure significativamente negativa, non è stata però eccezionale a causa della prima parte del mese con temperature più miti: basta andare indietro al 2004 per trovare un’anomalia simile (-0.97) o agli anni 1991, 1987, 1984, 1980 per trovare dei mesi di maggio ben più freddi (con anomalie di -2.71, -1.79, -3.08 e -2.19 rispettivamente). Resta comunque l’eccezionalità dei giorni tra il 24 e il 25 maggio che sono stati estremamente freddi.

E così, mentre marzo si prende la rivincita di non essere solo lui il «pazzarello» dell’anno, noi, a giugno iniziato, continuiamo ad attendere l’estate… con gli stivali ai piedi!

 

Roberta Di Giuli