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RIDUZIONE DELLE EMISSIONI, EUROPA CAPOFILA

emissioni co2

La CO2 nel continente è ai minimi livelli dal 1990, a conferma del ruolo guida dell’UE nella lotta al cambiamento climatico

•• La Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP21) di Parigi, che ha portato a un accordo recentemente ratificato, ha reso chiaro che per contenere l’aumento della temperatura terrestre – e scongiurare possibili disastri ambientali – è necessario un grande sforzo a livello globale per abbattere le emissioni climalteranti.

L’Unione Europea, che a differenza di colossi come Stati Uniti o Cina aveva preso parte alla conferenza di Kyoto nel 1997, ha stabilito una serie di obiettivi da raggiungere entro il 2030: riduzione del 40% delle emissioni di CO2, incremento del 27% dell’efficienza energetica e raggiungimento di almeno il 27% di rinnovabili nel mix di generazione continentale.

Il report dell’Agenzia Europea per l’Ambiente

Questi obiettivi erano stati delineati per contenere il surriscaldamento globale entro i 2 gradi centigradi. Dato che la COP21 ha posto un target ancora più ambizioso (1,5 gradi centigradi) dovranno probabilmente essere rivisti al rialzo, ma il percorso avviato sembra dare i primi frutti, a conferma della serietà dell’impegno assunto dalla maggioranza degli Stati membri.  L’Agenzia Europea per l’Ambiente (European Environment Agency – EEA), organismo dell’Unione Europea dedito al monitoraggio del settore ambientale, ha infatti comunicato che le emissioni di CO2 nel continente hanno raggiunto il picco minimo (4282 Mt, ossia milioni di tonnellate) dal 1990 a oggi.

Lo «European Union greenhouse gas inventory» – questo il nome del report EEA – aggiorna ogni anno i dati relativi alle emissioni di anidride carbonica, metano, ossido di azoto e gas fluorurati tra gli Stati Membri. È il documento ufficiale che l’Unione Europea invia alla United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC), l’organo delle Nazioni Unite dedicato alla tematica del cambiamento climatico. “È un fatto altamente positivo che l’Europa sia stata in grado di ridurre le emissioni di gas serra in maniera considerevole dal 1990 a oggi. Si tratta di un passo importante verso il raggiungimento degli obiettivi continentali in ambito climatico al 2030 e al 2050” ha commentato Hans Bruyninckx, direttore esecutivo EEA. “Per accelerare la transizione verso una società a basso quantitativo di emissioni, abbiamo bisogno di accrescere gli investimenti in tecnologia e innovazione per ridurre la nostra dipendenza dalle fonti fossili”.

Rinnovabili e inverni miti

Il report evidenzia come le emissioni di gas serra siano diminuite, tra il 1990 e il 2014, nella maggior parte delle attività industriali. In cima alla lista dei virtuosi, il settore di edilizia e costruzioni (-372 Mt), la produzione di elettricità e energia termica (-346 Mt) e il riscaldamento residenziale (-140 Mt). Non tutti i settori sono stati però in grado di ridurre le emissioni. Il trasporto su gomma, principale responsabile delle emissioni di C02 a livello europeo, ha visto addirittura crescere la sua quota di emissioni di 124 Mt dal 1990 al 2014. Sono aumentate (99 Mt) anche le emissioni di HFCs, un gruppo di gas serra utilizzati nella produzione di dispositivi di raffreddamento come frigoriferi e sistemi di aria condizionata.

C’è da sottolineare un particolare trend positivo tra il 2013 e il 2014, in cui è stato registrato un abbattimento di emissioni per 185 Mt (4,1%). Una riduzione dovuta a una varietà di fattori, tra cui il crescente utilizzo di rinnovabili (in particolare eolico e solare) e combustibili alternativi, la diffusione di pratiche di efficienza energetica e la recessione economica. In particolare, si è ridotta la domanda di energia per il riscaldamento domestico, dato che mediamente dal 1990 a oggi in Europa gli inverni sono sempre meno rigidi.

Nel prossimo autunno l’EEA pubblicherà i primi dati relativi alle emissioni del 2015 in Europa, insieme a un report di trend e proiezioni per valutare i progressi fin qui ottenuti nel percorso verso i traguardi di riduzione.

Paolo Magnani
[28 Giu 2016]