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Consiglio UE: confronto tra i ministri dell’Ambiente e del clima

Il Ministro Sergio Costa in teleconferenza con i colleghi degli altri paesi UE per un’Europa più sostenibile dopo il Covid-19

Questa mattina a Bruxelles si è tenuta, nel corso di una videoconferenza informale, l’incontro dei Ministri UE dell’Ambiente e del clima a cui ha partecipato per l’Italia il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

Obiettivo dell’incontro è stato discutere su come orientare le politiche sostenibili per contribuire alla ripresa dalla crisi dopo la pandemia causata dal Covid-19.

L’incontro è stato l’occasione per i Ministri responsabili dell’Ambiente UE di discutere su come riuscire a garantire un’Europa più sostenibile, competitiva, resiliente ed equa per le prossime generazioni ed al tempo stesso su come riuscire a creare un contesto in cui gli investimenti possano godere di stabilità e lungimiranza generando, in tal modo, crescita ed occupazioni verdi. Le città, ad esempio, dovranno diventare luoghi più a misura d’uomo in cui svolgere green jobs che sembrano promettere ben 70mila nuovi posti di lavoro.

Nella moltiplicazione degli strumenti di sostegno UE alla ripresa verde, diversi ministri, dall’Olanda al Belgio e alla Polonia, hanno sottolineato l’importanza della coerenza tra misure diverse.

La conferenza stampa, che ha fatto seguito all’incontro virtuale, ha evidenziato la grande partecipazione dei Ministri presenti soprattutto riguardo al Green Recovery per aiutare sia i cittadini a produrre rifiuti in quantità inferiore e ad inquinare meno, sia le imprese a rispettare l’ambiente.

Il Consiglio ritiene, infatti, che superata la crisi sanitaria e le difficoltà che ha prodotto, occorrerà cogliere l’occasione per effettuare un cambiamento radicale e nel contempo continuare nel lavoro programmato in «agenda verde» in vista soprattutto dell’obiettivo UE di conseguire la neutralità climatica entro il 2050.

Per raggiungere questo obiettivo entro la data programmata, l’Europa dovrà lanciare nuove sfide per tutelare l’ambiente ed il clima e garantire una buona salute del pianeta cominciando da un cambiamento dei comportamenti della società e delle dinamiche che guidano l’economia.

La Comunicazione della Commissione europea sul Green Deal europeo definisce le iniziative strategiche volte ad aiutare l’UE a raggiungere il suo obiettivo ovvero quello della neutralità climatica entro il 2050 annunciando iniziative riguardanti una serie di settori d’intervento fortemente interconnessi, tra cui il clima, l’ambiente, l’energia, i trasporti, l’industria, l’agricoltura e la finanza sostenibile. Tra queste vi sono:

■ una proposta di legge sul clima che sancisca l’obiettivo della neutralità climatica nella legislazione;

■ una strategia sulla biodiversità per il 2030;

■ un nuovo Piano d’azione per l’economia circolare;

■ una strategia industriale;

■ una strategia per l’integrazione settoriale intelligente;

■ una strategia per una mobilità intelligente e sostenibile;

■ una strategia «dal produttore al consumatore.

Pochi giorni fa, il Ministro Sergio Costa, alla Camera dei Deputati, aveva dichiarato: “La ripresa economica del Paese in seguito all’emergenza Coronavirus sarà spinta verso il green. Il Ministro, che ha la delega anche alla tutela del territorio e del mare, ha sottoscritto, infatti, insieme ad altri nove ministri dell’Ambiente dell’Unione Europea, il Green Deal europeo per fronteggiare la crisi economica causata dal Covid-19.

All’Environment Council, il Ministro dell’Ambiente ha sottolineato, in una visione propositiva, come l’Europa possa acquisire una posizione di leadership a livello globale nella lotta ai cambiamenti climatici soprattutto in occasione della crisi generata dalla pandemia.

L’attenzione del Ministro si è concentrata in primo luogo sul tema dell’«economia circolare». Il nuovo Piano d’azione, adottato dall’esecutivo l’11 marzo scorso, rappresenta per Costa un“utile punto di riferimento per lo sviluppo di politiche, nazionali ed europee, per l’intero ciclo dei prodotti”. Inoltre, “potrà contribuire a trasformare l’Europa in un continente climaticamente neutrale – seguendo le tappe di riduzione di emissioni che ci stiamo dando con la Legge sul Clima, a partire da quella del 50-55% – e magari anche più ambiziosa – entro il 2030”.

Il Ministro Costa ritiene che, sul tema dell’economia circolare, in Italia, tanto è stato fatto e altrettanto c’è da fare come, ad esempio, creare “adeguati investimenti e incentivi fiscali per minimizzare i costi per le regioni più vulnerabili e per le imprese più fragiliˮ, nonché “l’occasione per rimuovere gli incentivi che ancora premiano i settori dannosi per l’ambiente”. Al riguardo “l’Italia ha approvato una specifica norma” che prevede la riassegnazione delle risorse “agli operatori economici che optano per alternative verdi”“Va poi data attuazione alla tassonomia per individuare le attività da sostenere per raggiungere i nostri obiettivi”, con un chiaro rimando alla tassonomia UE sui finanziamenti sostenibili.

Più volte, inoltre, il Ministro è tornato sul tema della transizione ecologica dei settori industriali soprattutto quelli che presentano molte risorse e, tra questi, a titolo esemplificativo, vi sono l’elettronica, le telecomunicazioni e l’informatica, le batterie e i veicoli, gli imballaggi, la plastica, il tessile, le costruzioni e l’alimentare. Secondo Costa le attività produttive riguardanti questi settori dovrebbero «inverdire» le proprie imprese assicurando “coerenza tra i vari strumenti del Green Deal – inclusa la nuova Strategia industriale”, la “certezza del quadro generale” e la “semplificazione delle procedure”.

Il Ministro dell’Ambiente ha espresso apprezzamento, inoltre, per la Strategia europea per la Biodiversità che ha il fine di ripristinare, proteggere e rendere resilienti gli ecosistemi e che insieme alla Strategia «Dalla fattoria alla tavola» attuano in forma coesa la Politica agricola comune. 

Per Sergio Costa anche l’economia diventa resiliente colorandosi di verde come è avvenuto in occasione di emergenze, quali, ad esempio, quella sanitaria. L’Europa ha, per il Ministro, “l’opportunità di esercitare una leadership a livello globale sia nella lotta ai cambiamenti climatici sia nella tutela e nel ripristino della biodiversità”. L’Italia è “in prima fila per promuovere questo ruolo globale dell’Europa, e per una UE verde, sostenibile, equa, inclusiva, solidale”. 

[ Cristina Marcello ]

 

Environment Council, il Testo dell’intervento del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa